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2022-12-05
Natale all'insegna dei mercatini: guida ai più caratteristici
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Manca un mese a Natale e gran parte di borghi e città – nonostante le restrizioni energetiche – è già vestita a festa. Poco importa se alcuni comuni opteranno per l’accensione delle luci all’interno di strette fasce orarie; se ci pensiamo bene, gli addobbi tipici del Natale italiano fanno incetta da sempre di frutta ed elementi della natura, come i rami, le pigne o la paglia per il presepe. Le luci danno il tocco di magia finale, ma non rappresentano in toto la tradizione.
Per non parlare dei mercatini, che da anni, ormai, accompagnano tutto il periodo delle Feste già da novembre, e non solo nelle regioni più a Nord.
Insomma, se è vero che il Natale è dentro di noi, non scoraggiamoci di fronte a una possibile austerity dicembrina, ma andiamo in cerca dei mercatini e di tutto ciò che rappresenta questo periodo magico.
Levico Terme (TN)
Levico val bene una visita a prescindere. Uno dei suoi simboli è il parco delle terme (chiamato Parco Asburgico) nelle cui acque minerali arsenico-ferruginose è possibile sollazzarsi dopo una giornata all’aperto.
È proprio nel parco secolare degli Asburgo che si tengono i suggestivi mercatini di Natale, solitamente ammantati dalla neve e resi ancor più interessanti dalle rievocazioni storiche che riportano in vita i personaggi dell’antica famiglia reale, anche attraverso il Gran Ballo in Piazza della Chiesa, che riporta i visitatori ai tempi dell’imperatrice Sissi.
I mercatini sono già partiti e chiuderanno solo il 6 gennaio. I giorni di apertura di novembre sono il 25, 26 e 27. A dicembre è possibile visitarli dal 2 all’11, ma anche il 16, il 17, il 18 e il 24. Dal 26 al 6 gennaio, invece, sono aperti tutti i giorni.
L’orario è sempre quello che va dalle 10.00 alle 19.00.
Dormire
- Hotel Due Spade, Via Nazionale 41, Folgaria: tipico albergo di montagna, caratterizzato da atmosfera e attenzione al cliente;
- Hotel Scoiattolo, Via del Bedolè 12, Baselga di Piné: location e cucina ottime.
Mangiare
- Passaparola, Via Garibaldi 99, Levico Terme: ambiente caloroso e piatti tipici dalle porzioni abbondanti;
- Ristorante Pizzeria El Filò, Viale Stazione 64, Levico Terme: terrazza con vista sulle montagne circostanti e pizza dall’ottimo impasto (da provare quello ai semi misti).
Arezzo
Arezzo è una città ancora poco conosciuta, oscurata com’è da Firenze e Siena, a lei relativamente vicine. Peccato, perché trasuda arte e storia da tutti i pori e da qualche anno è anche sede di un mercatino davvero suggestivo.
È come trovarsi in Toscana e, contemporaneamente, in Tirolo. Sì, perché a gestire le oltre 30 bancarelle sono sia tirolesi che nordeuropei. Non sembrerà quindi troppo strano acquistare nella città del Vasari prodotti come stelle alpine, studel e pantofole tipiche dei mercatini del nord.
Il Villaggio Tirolese si trova in Piazza Grande, illuminata da luci e colori della manifestazione Big Lights. Ma il Natale aretino prevede anche il Babbo Natale più illuminato del mondo (all’interno del Palazzo di Fraternita) e il Villaggio Lego in tema.
I mercatini di Arezzo saranno aperti il 25-26 e 27 novembre, il 2-3-4-8-9-10-11-16-17-18-23 e 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00. Sarà invece possibile visitarli dalle 15.00 alle 21.00 nei giorni 1-15 e 25 dicembre dalle 15.00 alle 21.00.
Dormire
- Tinaia, Località Palaia, Anghiari (AR): se non amate la città, allora questa casa vacanze immersa nel verde è l’ideale. E poi Anghiari è un borgo stupendo;
- iConic Resort & Grand Spa, Via Andrea della Robbia, Arezzo: struttura moderna, romantica e a due passi dalla città.
Mangiare
- Teorema del Gusto, Via Dè Cenci 17, Arezzo: ottimi i pici al ragù di cinghiale;
- Brasserie Del Vicolo, Via della Madonna del Prato 36: qui va provata la fiorentina.
Pacentro (AQ)
Siamo in uno dei borghi più belli d’Italia, in pieno parco nazionale della Majella; un luogo che non può non essere natalizio.
Qui i mercatini si tengono solo nel weekend del 10-11 dicembre e le bancarelle scendono a 50, ma non significa che l’evento non sia magico. Artisti e artigiani espongono le loro opere anche all’interno dei portoni delle case, rendendo il borgo una sorta di presepe vivente.
Non mancheranno stand enogastronomici, cioccolata calda e vin brulè, ma nemmeno la classica Casa di Babbo Natale.
I mercatini saranno aperti dalle 10.00 alle 22.00.
Dormire
- Bed and Breakfast San Marco Pacentro, Via San Marco 8, Pacentro: appartamento molto semplice, ma dotato di tutto;
- Medieval Village of Pacentro, Via Franco Lattanzio Vico II, Pacentro: per assaporare l’atmosfera di casa.
Mangiare
- Fonte Romana Bar Ristorante, Via Caramanico, Pacentro: immerso in una faggeta, propone – tra le altre cose – arrosti buonissimi;
- Posta Pacentrana, Via Vetoli 1, Pacentro: vista bellissima e ottime tagliatelle al ragù d’agnello.
Matera
Non è possibile concludere senza menzionare Matera, una città che è già di per sé un presepe vivente, tanto è suggestiva.
Alla sua bellezza mistica e arcana vanno aggiunti i mercatini di Natale, che avranno luogo dal 3 dicembre al 6 gennaio. Il Matera Christmas Village verrà allestito in Piazza Vittorio Veneto: in questa cornice sarà possibile ammirare (o acquistare) prodotti tipici come i fischietti in terracotta, assistere a spettacoli musicali e ascoltare poetici canti natalizi.
Dormire
- Enotrio, Via San Vito 5, Matera: è un Sasso ristrutturato, centrale e dotato di camere accessoriate;
- Casenelcuore – Holiday Rooms, Via Santo Stefano 64, Matera: originalissime, dotate di tutto e curate nei minimi dettagli.
Mangiare
- Trattoria del Caveoso, Via Bruno Buozzi 21, Matera: prodotti a km 0 in un luogo inserito meravigliosamente tra i Sassi di Matera;
- Osteria Al Casale, Via Madonna delle Virtù 29, Matera: panoramico e con piatti ottimi, come il cosciotto di maiale con mandorle e prugne.
Londra: il Winter Wonderland

Winter Wonderland Press Office
Il Grinch avrebbe un bel da fare a rubare tutto il Natale dall'enorme tributo di Hyde Park al divertimento natalizio. L'evento annuale preferito dagli amanti del Natale, tornerà per la sua quindicesima edizione nel 2022. L'ingresso al Winter Wonderland è gratuito nelle ore non di punta, mentre nelle ore di punta e di sera è di 5 o 7,50 sterline. All'interno di questo immenso parco di divertimenti si può andare alla scoperta di giostre illuminate, di una Santa Land a misura di bambino (compresa la grotta di Babbo Natale) e di pittoreschi mercatini di Natale. È una vera delizia per chiunque voglia entrare nello spirito festivo, a patto che siate pronti a sentire senza un minuto di sosta tutte le più celebri canzoni natalizie mentre gironzolate tra gli stand della fiera.
Tra i punti di forza dell'annuale festa natalizia di Hyde Park ci sono i circhi e la più grande pista di pattinaggio all'aperto del Regno Unito, che circonda la tribuna vittoriana ed è illuminata da oltre 100.000 luci. C'è anche il Real Ice Slide, laboratori di scultura del ghiaccio e un villaggio bavarese in stile tedesco, pieno di bistecche e musica dal vivo. Le consuete montagne russe e le giostre da luna park faranno la felicità degli amanti del brivido. Una buona alternativa per chi preferisce rimanere su un terreno solido è la selezione di bar a tema con fuochi veri, ad eccezione del Bar Ice (per ovvie ragioni strutturali) dove anche i bicchieri da cui si beve sono fatti di ghiaccio.
Se volete pattinare, sappiate che non c'è un'età minima per i pattinatori, ma i minori di 12 anni devono essere accompagnati da qualcuno che abbia almeno 16 anni e i pattini più piccoli che si possono noleggiare sono della misura 9 per bambini (quelli per adulti arrivano fino alla misura 13). È possibile utilizzare i propri pattini, purché non siano pattini da velocità. Le persone in sedia a rotelle sono benvenute sul ghiaccio. Ci sono anche guide sul ghiaccio che possono occuparsi di gruppi fino a 15 pattinatori alla volta (a pagamento).
Vienna: il Christmas market

Vienna Tourism Board
Da metà novembre a Natale, le piazze più belle di Vienna si trasformano nuovamente in magici mercatini. L'aroma dei dolci natalizi, del punch caldo e delle mandorle tostate aleggia nell'aria. La Città Vecchia e le vie dello shopping sono decorate con luci festose che diffondono l'allegria del Natale a Vienna. Un'alta porta ad arco con candele accoglie i visitatori all'ingresso del Mercatino di Natale viennese nella Piazza del Municipio. Il tradizionale Mercatino di Natale offre regali di Natale, decorazioni per l'albero di Natale, artigianato, specialità culinarie, dolciumi e bevande riscaldanti. Al Vienna Ice World del Mercatino di Natale, i pattinatori di ghiaccio possono indossare i loro pattini e fare il giro del parco del Municipio romanticamente illuminato. Un'attrazione speciale per le coppie di innamorati è l'albero dei cuori. Per i bambini, c'è una giostra a più livelli alta 12 metri e nel parco un mondo natalizio con treno delle renne, percorso dei presepi, chalet per bambini e un'apposita pista di pattinaggio.
Non lontano da qui si trova il Villaggio di Natale in Maria-Theresien-Platz, tra il Kunsthistorisches Museum Vienna e il Naturhistorisches Museum Vienna. Qui, durante l'Avvento, vengono allestite oltre 70 bancarelle che offrono prodotti artigianali tradizionali e idee regalo originali. Anche il romantico Villaggio di Natale nel Campus universitario è un punto d'incontro molto popolare durante il periodo che precede il Natale, soprattutto per gli studenti. Con una ferrovia per bambini e una giostra d'altri tempi, il mercatino di Natale del Campus è un grande successo per le famiglie. Sono disponibili anche due piste da curling.
L'Antico Mercatino di Natale Viennese sulla Freyung, nel centro della città, è all'insegna della tradizione. Già nel 1772 qui si teneva un mercatino di Natale; oggi è un luogo dove acquistare oggetti di artigianato, decorazioni in vetro, presepi tradizionali e ceramiche. Dalle 16.00 la piazza è animata da una festosa musica d'Avvento. I prodotti artigianali di alta qualità possono essere acquistati anche un paio di passi più avanti, al mercatino di Natale Am Hof. La musica natalizia e i canti corali creano l'atmosfera perfetta.
Innsbruck e il Tirolo

Immaginate le luci dell'albero di Natale che rivaleggiano con le tegole scintillanti del Tettuccio d'Oro, il profumo dei "Kiachln" (ciambelle calde con crauti) appena fatti e il suono dei tradizionali canti natalizi. Questo è il Natale a Innsbruck.
Ogni Avvento nella parte storica di Innsbruck, di fronte al famoso Tettuccio d'Oro e circondati da facciate medievali splendidamente conservate, vi imbatterete nel Mercatino di Natale della Città Vecchia (dal 15 novembre al 23 dicembre). Passeggiando per il mercatino, troverete ornamenti natalizi, oggetti di artigianato e altre prelibatezze invernali. Piatti tradizionali come il Kiachln e un boccale di Glühwein (vin brulé) vi riscalderanno mentre vi mescolate alla gente del posto e fate nuove amicizie. La principale via dello shopping di Innsbruck torna a stupire i visitatori con il mercatino di Natale di Maria Theresien Straße. Il moderno design natalizio e un'eccitante gamma di souvenir completano la tradizionale offerta del mercatino di Natale (dal 25 novembre al 6 gennaio). Il Mercatino di Natale nella Marktplatz (Piazza del Mercato) farà la gioia di tutta la famiglia. La giostra, lo zoo e molte altre attrazioni fanno brillare gli occhi dei bambini, mentre i genitori possono curiosare tra i bellissimi regali e assaggiare le gustose specialità regionali (dal 15 novembre al 23 dicembre). La linea della funicolare promette di rendere il vostro viaggio verso il Mercatino di Natale di Hungerburg un'avventura panoramica. Una volta in cima, non solo vi garantirà una vista mozzafiato di Innsbruck e dei suoi dintorni, ma anche tante prelibatezze culinarie e una vasta gamma di souvenir natalizi (dal 25 novembre al 6 gennaio).
Dresda: la città del Natale

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Lo Striezelmarkt non è assolutamente l'unica cosa che la città di Dresda ha da offrire. Un gran numero di mercati piccoli e grandi sono distribuiti in tutta la città. Ognuno di essi ha sviluppato il proprio fascino e il proprio carattere individuale nel corso degli anni. Un intero "miglio natalizio" si estende lungo Prager Straße fino all'altra sponda del fiume Elba. Gli abitanti di Dresda amano il loro Striezelmarkt. Dal 1434, il mercato ha conservato il suo carattere distintivo nonostante alcuni cambiamenti. La piramide a gradoni dell'Erzgebirge più grande del mondo, entrata nel Guinness dei primati nel 1999, è alta 14,62 metri ed è visibile in lungo e in largo. Più di 2,5 milioni di persone visitano ogni anno la romantica piazza Altmarkt. Il mercatino di Natale sulla Prager Straße rappresenta l'ingresso meridionale alla città natalizia di Dresda e invita a passeggiare sul più noto viale dello shopping della città. Il mercatino, che dal 2012 si chiama "Luci d'inverno di Dresda", pone al primo posto le luminarie accanto a numerosi stand di vendita con specialità regionali di Dresda e dintorni. L'albero di Natale, alto 15 metri, è illuminato in modo fantastico e l'intero spettacolo ha una cornice musicale ogni sera. Un "mondo di luci invernali" incanta i bambini e gli adulti. La casa di Babbo Natale si trova sotto le scale trasversali. Due giostre per bambini rustiche per i piccoli visitatori sono costruite nella parte centrale del mercato, accanto all'Hotel Pullman. Una gita per lo shopping natalizio passa anche per il tradizionale mercatino di Natale presso la Frauenkirche. Nella Münzgasse si vendono prodotti tradizionali come ceramiche, oggetti in vetro e pizzi della regione del Vogtland. La piramide scalabile alta otto metri, ricoperta di statuine di legno fatte a mano, è l'attrazione principale di questo piccolo mercato. Per colmare l'attesa del Natale dei più piccoli, Babbo Natale arriva ogni giorno dalle 16 e ha una sorpresa per ogni bambino. Un vero e proprio spettacolo si presenta ai visitatori tra le mura del Palazzo Reale di Dresda durante il Festival dell'Avvento di Stallhof. Gli artigiani delle corporazioni presentano i loro prodotti in un'atmosfera storica e molto tradizionale. Giocolieri e suonatori offrono intrattenimento. Oltre alle insolite prelibatezze culinarie offerte ogni anno, anche il bagno pubblico è molto popolare. Dispone di due gigantesche vasche di legno in cui fino a otto persone possono rispettivamente fare un bagno caldo.
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Da Levico Terme ad Arezzo, da Pacentro a Matera, ecco dove andare ad ammirare alcuni dei più caratteristici mercatini natalizi in Italia.Il clima di festa si respira anche in Europa. A Londra torna il Winter Wonderland, Dresda si riempie di luci e profumi di vini speziati e dolci.Lo speciale contiene due articoli.Manca un mese a Natale e gran parte di borghi e città – nonostante le restrizioni energetiche – è già vestita a festa. Poco importa se alcuni comuni opteranno per l’accensione delle luci all’interno di strette fasce orarie; se ci pensiamo bene, gli addobbi tipici del Natale italiano fanno incetta da sempre di frutta ed elementi della natura, come i rami, le pigne o la paglia per il presepe. Le luci danno il tocco di magia finale, ma non rappresentano in toto la tradizione.Per non parlare dei mercatini, che da anni, ormai, accompagnano tutto il periodo delle Feste già da novembre, e non solo nelle regioni più a Nord.Insomma, se è vero che il Natale è dentro di noi, non scoraggiamoci di fronte a una possibile austerity dicembrina, ma andiamo in cerca dei mercatini e di tutto ciò che rappresenta questo periodo magico.Levico Terme (TN)Levico val bene una visita a prescindere. Uno dei suoi simboli è il parco delle terme (chiamato Parco Asburgico) nelle cui acque minerali arsenico-ferruginose è possibile sollazzarsi dopo una giornata all’aperto.È proprio nel parco secolare degli Asburgo che si tengono i suggestivi mercatini di Natale, solitamente ammantati dalla neve e resi ancor più interessanti dalle rievocazioni storiche che riportano in vita i personaggi dell’antica famiglia reale, anche attraverso il Gran Ballo in Piazza della Chiesa, che riporta i visitatori ai tempi dell’imperatrice Sissi.I mercatini sono già partiti e chiuderanno solo il 6 gennaio. I giorni di apertura di novembre sono il 25, 26 e 27. A dicembre è possibile visitarli dal 2 all’11, ma anche il 16, il 17, il 18 e il 24. Dal 26 al 6 gennaio, invece, sono aperti tutti i giorni.L’orario è sempre quello che va dalle 10.00 alle 19.00.DormireHotel Due Spade, Via Nazionale 41, Folgaria: tipico albergo di montagna, caratterizzato da atmosfera e attenzione al cliente;Hotel Scoiattolo, Via del Bedolè 12, Baselga di Piné: location e cucina ottime.MangiarePassaparola, Via Garibaldi 99, Levico Terme: ambiente caloroso e piatti tipici dalle porzioni abbondanti;Ristorante Pizzeria El Filò, Viale Stazione 64, Levico Terme: terrazza con vista sulle montagne circostanti e pizza dall’ottimo impasto (da provare quello ai semi misti).ArezzoArezzo è una città ancora poco conosciuta, oscurata com’è da Firenze e Siena, a lei relativamente vicine. Peccato, perché trasuda arte e storia da tutti i pori e da qualche anno è anche sede di un mercatino davvero suggestivo.È come trovarsi in Toscana e, contemporaneamente, in Tirolo. Sì, perché a gestire le oltre 30 bancarelle sono sia tirolesi che nordeuropei. Non sembrerà quindi troppo strano acquistare nella città del Vasari prodotti come stelle alpine, studel e pantofole tipiche dei mercatini del nord.Il Villaggio Tirolese si trova in Piazza Grande, illuminata da luci e colori della manifestazione Big Lights. Ma il Natale aretino prevede anche il Babbo Natale più illuminato del mondo (all’interno del Palazzo di Fraternita) e il Villaggio Lego in tema.I mercatini di Arezzo saranno aperti il 25-26 e 27 novembre, il 2-3-4-8-9-10-11-16-17-18-23 e 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00. Sarà invece possibile visitarli dalle 15.00 alle 21.00 nei giorni 1-15 e 25 dicembre dalle 15.00 alle 21.00.DormireTinaia, Località Palaia, Anghiari (AR): se non amate la città, allora questa casa vacanze immersa nel verde è l’ideale. E poi Anghiari è un borgo stupendo;iConic Resort & Grand Spa, Via Andrea della Robbia, Arezzo: struttura moderna, romantica e a due passi dalla città.MangiareTeorema del Gusto, Via Dè Cenci 17, Arezzo: ottimi i pici al ragù di cinghiale;Brasserie Del Vicolo, Via della Madonna del Prato 36: qui va provata la fiorentina.Pacentro (AQ)Siamo in uno dei borghi più belli d’Italia, in pieno parco nazionale della Majella; un luogo che non può non essere natalizio.Qui i mercatini si tengono solo nel weekend del 10-11 dicembre e le bancarelle scendono a 50, ma non significa che l’evento non sia magico. Artisti e artigiani espongono le loro opere anche all’interno dei portoni delle case, rendendo il borgo una sorta di presepe vivente.Non mancheranno stand enogastronomici, cioccolata calda e vin brulè, ma nemmeno la classica Casa di Babbo Natale.I mercatini saranno aperti dalle 10.00 alle 22.00.DormireBed and Breakfast San Marco Pacentro, Via San Marco 8, Pacentro: appartamento molto semplice, ma dotato di tutto;Medieval Village of Pacentro, Via Franco Lattanzio Vico II, Pacentro: per assaporare l’atmosfera di casa.MangiareFonte Romana Bar Ristorante, Via Caramanico, Pacentro: immerso in una faggeta, propone – tra le altre cose – arrosti buonissimi;Posta Pacentrana, Via Vetoli 1, Pacentro: vista bellissima e ottime tagliatelle al ragù d’agnello.MateraNon è possibile concludere senza menzionare Matera, una città che è già di per sé un presepe vivente, tanto è suggestiva.Alla sua bellezza mistica e arcana vanno aggiunti i mercatini di Natale, che avranno luogo dal 3 dicembre al 6 gennaio. Il Matera Christmas Village verrà allestito in Piazza Vittorio Veneto: in questa cornice sarà possibile ammirare (o acquistare) prodotti tipici come i fischietti in terracotta, assistere a spettacoli musicali e ascoltare poetici canti natalizi.DormireEnotrio, Via San Vito 5, Matera: è un Sasso ristrutturato, centrale e dotato di camere accessoriate;Casenelcuore – Holiday Rooms, Via Santo Stefano 64, Matera: originalissime, dotate di tutto e curate nei minimi dettagli.MangiareTrattoria del Caveoso, Via Bruno Buozzi 21, Matera: prodotti a km 0 in un luogo inserito meravigliosamente tra i Sassi di Matera;Osteria Al Casale, Via Madonna delle Virtù 29, Matera: panoramico e con piatti ottimi, come il cosciotto di maiale con mandorle e prugne.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="londra-il-winter-wonderland" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Londra: il Winter Wonderland Winter Wonderland Press Office Il Grinch avrebbe un bel da fare a rubare tutto il Natale dall'enorme tributo di Hyde Park al divertimento natalizio. L'evento annuale preferito dagli amanti del Natale, tornerà per la sua quindicesima edizione nel 2022. L'ingresso al Winter Wonderland è gratuito nelle ore non di punta, mentre nelle ore di punta e di sera è di 5 o 7,50 sterline. All'interno di questo immenso parco di divertimenti si può andare alla scoperta di giostre illuminate, di una Santa Land a misura di bambino (compresa la grotta di Babbo Natale) e di pittoreschi mercatini di Natale. È una vera delizia per chiunque voglia entrare nello spirito festivo, a patto che siate pronti a sentire senza un minuto di sosta tutte le più celebri canzoni natalizie mentre gironzolate tra gli stand della fiera.Tra i punti di forza dell'annuale festa natalizia di Hyde Park ci sono i circhi e la più grande pista di pattinaggio all'aperto del Regno Unito, che circonda la tribuna vittoriana ed è illuminata da oltre 100.000 luci. C'è anche il Real Ice Slide, laboratori di scultura del ghiaccio e un villaggio bavarese in stile tedesco, pieno di bistecche e musica dal vivo. Le consuete montagne russe e le giostre da luna park faranno la felicità degli amanti del brivido. Una buona alternativa per chi preferisce rimanere su un terreno solido è la selezione di bar a tema con fuochi veri, ad eccezione del Bar Ice (per ovvie ragioni strutturali) dove anche i bicchieri da cui si beve sono fatti di ghiaccio.Se volete pattinare, sappiate che non c'è un'età minima per i pattinatori, ma i minori di 12 anni devono essere accompagnati da qualcuno che abbia almeno 16 anni e i pattini più piccoli che si possono noleggiare sono della misura 9 per bambini (quelli per adulti arrivano fino alla misura 13). È possibile utilizzare i propri pattini, purché non siano pattini da velocità. Le persone in sedia a rotelle sono benvenute sul ghiaccio. Ci sono anche guide sul ghiaccio che possono occuparsi di gruppi fino a 15 pattinatori alla volta (a pagamento). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="vienna-il-christmas-market" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Vienna: il Christmas market Vienna Tourism Board Da metà novembre a Natale, le piazze più belle di Vienna si trasformano nuovamente in magici mercatini. L'aroma dei dolci natalizi, del punch caldo e delle mandorle tostate aleggia nell'aria. La Città Vecchia e le vie dello shopping sono decorate con luci festose che diffondono l'allegria del Natale a Vienna. Un'alta porta ad arco con candele accoglie i visitatori all'ingresso del Mercatino di Natale viennese nella Piazza del Municipio. Il tradizionale Mercatino di Natale offre regali di Natale, decorazioni per l'albero di Natale, artigianato, specialità culinarie, dolciumi e bevande riscaldanti. Al Vienna Ice World del Mercatino di Natale, i pattinatori di ghiaccio possono indossare i loro pattini e fare il giro del parco del Municipio romanticamente illuminato. Un'attrazione speciale per le coppie di innamorati è l'albero dei cuori. Per i bambini, c'è una giostra a più livelli alta 12 metri e nel parco un mondo natalizio con treno delle renne, percorso dei presepi, chalet per bambini e un'apposita pista di pattinaggio.Non lontano da qui si trova il Villaggio di Natale in Maria-Theresien-Platz, tra il Kunsthistorisches Museum Vienna e il Naturhistorisches Museum Vienna. Qui, durante l'Avvento, vengono allestite oltre 70 bancarelle che offrono prodotti artigianali tradizionali e idee regalo originali. Anche il romantico Villaggio di Natale nel Campus universitario è un punto d'incontro molto popolare durante il periodo che precede il Natale, soprattutto per gli studenti. Con una ferrovia per bambini e una giostra d'altri tempi, il mercatino di Natale del Campus è un grande successo per le famiglie. Sono disponibili anche due piste da curling.L'Antico Mercatino di Natale Viennese sulla Freyung, nel centro della città, è all'insegna della tradizione. Già nel 1772 qui si teneva un mercatino di Natale; oggi è un luogo dove acquistare oggetti di artigianato, decorazioni in vetro, presepi tradizionali e ceramiche. Dalle 16.00 la piazza è animata da una festosa musica d'Avvento. I prodotti artigianali di alta qualità possono essere acquistati anche un paio di passi più avanti, al mercatino di Natale Am Hof. La musica natalizia e i canti corali creano l'atmosfera perfetta. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="innsbruck-e-il-tirolo" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Innsbruck e il Tirolo Immaginate le luci dell'albero di Natale che rivaleggiano con le tegole scintillanti del Tettuccio d'Oro, il profumo dei "Kiachln" (ciambelle calde con crauti) appena fatti e il suono dei tradizionali canti natalizi. Questo è il Natale a Innsbruck. Ogni Avvento nella parte storica di Innsbruck, di fronte al famoso Tettuccio d'Oro e circondati da facciate medievali splendidamente conservate, vi imbatterete nel Mercatino di Natale della Città Vecchia (dal 15 novembre al 23 dicembre). Passeggiando per il mercatino, troverete ornamenti natalizi, oggetti di artigianato e altre prelibatezze invernali. Piatti tradizionali come il Kiachln e un boccale di Glühwein (vin brulé) vi riscalderanno mentre vi mescolate alla gente del posto e fate nuove amicizie. La principale via dello shopping di Innsbruck torna a stupire i visitatori con il mercatino di Natale di Maria Theresien Straße. Il moderno design natalizio e un'eccitante gamma di souvenir completano la tradizionale offerta del mercatino di Natale (dal 25 novembre al 6 gennaio). Il Mercatino di Natale nella Marktplatz (Piazza del Mercato) farà la gioia di tutta la famiglia. La giostra, lo zoo e molte altre attrazioni fanno brillare gli occhi dei bambini, mentre i genitori possono curiosare tra i bellissimi regali e assaggiare le gustose specialità regionali (dal 15 novembre al 23 dicembre). La linea della funicolare promette di rendere il vostro viaggio verso il Mercatino di Natale di Hungerburg un'avventura panoramica. Una volta in cima, non solo vi garantirà una vista mozzafiato di Innsbruck e dei suoi dintorni, ma anche tante prelibatezze culinarie e una vasta gamma di souvenir natalizi (dal 25 novembre al 6 gennaio). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="dresda-la-citta-del-natale" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Dresda: la città del Natale Pixel Shaper Lo Striezelmarkt non è assolutamente l'unica cosa che la città di Dresda ha da offrire. Un gran numero di mercati piccoli e grandi sono distribuiti in tutta la città. Ognuno di essi ha sviluppato il proprio fascino e il proprio carattere individuale nel corso degli anni. Un intero "miglio natalizio" si estende lungo Prager Straße fino all'altra sponda del fiume Elba. Gli abitanti di Dresda amano il loro Striezelmarkt. Dal 1434, il mercato ha conservato il suo carattere distintivo nonostante alcuni cambiamenti. La piramide a gradoni dell'Erzgebirge più grande del mondo, entrata nel Guinness dei primati nel 1999, è alta 14,62 metri ed è visibile in lungo e in largo. Più di 2,5 milioni di persone visitano ogni anno la romantica piazza Altmarkt. Il mercatino di Natale sulla Prager Straße rappresenta l'ingresso meridionale alla città natalizia di Dresda e invita a passeggiare sul più noto viale dello shopping della città. Il mercatino, che dal 2012 si chiama "Luci d'inverno di Dresda", pone al primo posto le luminarie accanto a numerosi stand di vendita con specialità regionali di Dresda e dintorni. L'albero di Natale, alto 15 metri, è illuminato in modo fantastico e l'intero spettacolo ha una cornice musicale ogni sera. Un "mondo di luci invernali" incanta i bambini e gli adulti. La casa di Babbo Natale si trova sotto le scale trasversali. Due giostre per bambini rustiche per i piccoli visitatori sono costruite nella parte centrale del mercato, accanto all'Hotel Pullman. Una gita per lo shopping natalizio passa anche per il tradizionale mercatino di Natale presso la Frauenkirche. Nella Münzgasse si vendono prodotti tradizionali come ceramiche, oggetti in vetro e pizzi della regione del Vogtland. La piramide scalabile alta otto metri, ricoperta di statuine di legno fatte a mano, è l'attrazione principale di questo piccolo mercato. Per colmare l'attesa del Natale dei più piccoli, Babbo Natale arriva ogni giorno dalle 16 e ha una sorpresa per ogni bambino. Un vero e proprio spettacolo si presenta ai visitatori tra le mura del Palazzo Reale di Dresda durante il Festival dell'Avvento di Stallhof. Gli artigiani delle corporazioni presentano i loro prodotti in un'atmosfera storica e molto tradizionale. Giocolieri e suonatori offrono intrattenimento. Oltre alle insolite prelibatezze culinarie offerte ogni anno, anche il bagno pubblico è molto popolare. Dispone di due gigantesche vasche di legno in cui fino a otto persone possono rispettivamente fare un bagno caldo.
Ansa
Nessun controllo negli ultimi cinque anni e, comunque, nessun problema di sicurezza rilevato in relazione al materiale fonoassorbente sul soffitto perché la legge non fissa l’obbligo di verificare questo aspetto (anche se ieri sera il membro dell’esecutivo del Canton Vallese con delega alla Sicurezza, Stéphane Ganzer, ha confermato a Rsi che l’incaricato per la sicurezza, anche per legge, avrebbe dovuto segnalare la presenza dei pannelli fonoassorbenti, ndr). Questa la verità burocratica, nuda e cruda, sulla questione sicurezza nel locale Le Constellation di Crans-Montana, dove, la notte di Capodanno sono morti 40 giovanissimi e 121 sono rimasti feriti, intrappolati in un inferno di fuoco causato dall’utilizzo di candele pirotecniche in un luogo chiuso e non sicuro. Una verità da tecnocrati che, come spesso accade, si scontra violentemente non solo con la tragedia che ha spezzato tante vite, ma anche con la logica. Le Constellation, infatti, era un locale pubblico che prevedeva un forte afflusso di persone, realizzato in un seminterrato senza finestre, con una sola scala di accesso e una sola uscita di sicurezza (peraltro bloccata la notte della tragedia). Semplicemente per queste caratteristiche, richiedeva una attenzione particolare, che invece non c’è stata.
A spiegare i dettagli delle tragiche mancanze è stato il sindaco del paese, Nicolas Feraud, in una conferenza stampa che ha ripercorso la storia del locale: «L’edificio all’interno del quale si trova Le Constellation è stato costruito nel 1967 e dal 1992 è stato sempre adibito a locale pubblico. Nel 2015 il proprietario ha presentato una domanda di permesso di costruire per ampliare la terrazza esterna e i lavori sono stati autorizzati dal Comune di Chermignon (che all’epoca era l’ente territoriale di riferimento fino alla fusione di quattro Comuni che ha portato alla nascita di Crans-Montana nel 2017).
Terminata la ristrutturazione, il Comune ha ispezionato i locali e ha convalidato il via libera confermando la capienza massima di 100 persone nel seminterrato e 100 nella veranda», ha spiegato il sindaco. Viceversa, «nessuna richiesta di autorizzazione è stata presentata, né nel 2015 né in seguito, per i lavori all’interno del locale seminterrato» che pure sono stati fatti nello stesso momento «perché si trattava di opere che non prevedevano un cambio di destinazione d’uso e quindi il proprietario non era obbligato a depositare la richiesta», aggiunge Feraud. I tempi coincidono: il 2015, infatti, è l’anno in cui la gestione del locale viene rilevata dai coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric Uche Fae nel quale prende forma il longue bar Le Constellation per come lo conosciamo, tristemente, oggi.
I lavori, come testimoniano numerose immagini diffuse in questi giorni sui social, vennero seguiti personalmente da Jaques Moretti che, a quanto risulta, ridusse la scala di accesso al locale, evidentemente senza l’obbligo di darne comunicazione. Tuttavia, secondo la legge sulla sicurezza antincendio del Canton Vallese, da quel momento in poi, il Comune avrebbe dovuto verificare ogni anno la situazione. E questo non è accaduto: l’ultimo sopralluogo risale al maggio del 2019. «Il 29 gennaio 2018 il nuovo incaricato della sicurezza di Crans-Montana (che nel frattempo si era costituito Comune) ha controllato tutto il locale pubblico, ha fatto aggiungere un pannello alla porta d’entrata, ma non ha rilevato problemi relativi al materiale fonoassorbente» e un anno dopo «il 13 maggio del 2019, lo stesso incaricato ha di nuovo controllato il locale e l’esito del verbale è stato positivo», ha spiegato Feraud. Poi, più nulla.
Ma se già queste negligenze («I gestori del locale sono stati estremamente negligenti», ha attaccato Feraud), suonano gravi, ancor peggiore è la totale mancanza di qualsiasi accenno alla pericolosità dei pannelli acustici, da cui è partito l’incendio, utilizzati per ricoprire l’intero soffitto del seminterrato. Come è stato possibile? Il primo cittadino, citando una legge di riferimento sulla sicurezza antincendio del Canton Vallese, ha spiegato che «le ispezioni devono verificare la manutenzione delle installazioni antincendio, le vie di fuga e le uscite di sicurezza, il funzionamento degli estintori, le autorimesse e la pulizia degli edifici», mentre «per quanto riguarda i materiali, per esempio, un soffitto fonoassorbente la legge non fissa l’obbligo di verifica». E, infine, ha concluso laconico: «Sarà la giustizia a definire se bisognava farlo malgrado tutto. E se ci fosse una responsabilità penale, il Comune la assumerà in pienoo. Siamo profondamente dispiaciuti». Il sindaco di Crans-Montana ha annunciato che non si dimetterà.
A palesarsi, ieri, con qualche riga affidata a una nota, sono stati i gestori del locale Jaques e Jessica Moretti che si sono detti «devastati e sopraffatti dal dolore», promettendo la loro «piena collaborazione con gli inquirenti». Ad aggiungersi all’intera vicenda, a tratti surreale, ci sono ancora due particolari. Nel settembre del 2025 era stata depositata una nuova richiesta di ampliamento della terrazza del bar che, se fosse stata realizzata, avrebbe chiuso l’ennesima porta di uscita sull’esterno.
Nello stesso periodo, venne commissionata dal Comune una analisi acustica del locale, un professionista del settore ispezionò il soffitto del seminterrato e diede parere positivo.
Meloni al Niguarda in visita ai feriti. Medici cauti: «Decorso lunghissimo»
Il premier Giorgia Meloni ieri pomeriggio, prima di recarsi a Parigi per il vertice dei volenterosi, ha fatto visita all’ospedale Niguarda di Milano dove sono ricoverati gli undici giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Meloni si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. Inoltre, ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrati nell’assistenza ai pazienti.
Nel punto stampa, il direttore del Niguarda, Alberto Zoli, ha precisato: «Alcuni più gravi, altri meno, ma sono sicuramente undici pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata. Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche sul 70% del corpo, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali», ha aggiunto. «Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che, nelle prossime ore, possono avere una evoluzione, speriamo positiva. Abbiamo ancora ragazzi ricoverati in terapia intensiva, altri in semi-intensiva». «Di quelli in terapia intensiva ce ne sono tre molto più critici di altri, ma le condizioni nella loro gravità sono stabili, riusciamo a mantenere delle condizioni di non pericolo di vita immediato», ha aggiunto Giampaolo Casella, direttore aAnestesia e rianimazione del nosocomio.
«Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. Si naviga a vista. Giorno per giorno è un giorno guadagnato e stiamo cercando di recuperare tempo». Il direttore Zoli ha anche spiegato che ci sono difficoltà per il trasferimento di altri due pazienti da Zurigo visto che, per lo loro condizioni, sono «intrasportabili». «Quando saranno dichiarati trasportabili, quasi sicuramente per uno la destinazione sarà Niguarda. Invece per l’altro potrebbe essere una destinazione diversa perché la centrale di smistamento e di gestione di trasporti deve distribuire i pazienti anche in base alla loro residenza».
A raccontare quanto sia impegnativa la situazione nel Centro ustioni è stata Fernanda Settembrini chirurgo plastico da anni operativa al Niguarda: «Nella mia esperienza abbiamo avuto diversi carichi di più pazienti insieme perché siamo centro di riferimento. Questa però, per me, è forse la più impegnativa. Il problema è che i pazienti vanno valutati giorno per giorno e non si possono fare previsioni. Il decorso è lunghissimo, quindi non si possono fare previsioni, si potranno fare più in là, ma adesso per settimane non sarà possibile». La macchina ospedaliera, assicura la dottoressa, funziona a pieno regime: «Si gestisce al meglio, come nelle nostre possibilità. Abbiamo la massima collaborazione da tutti i colleghi. Abbiamo la disponibilità di sale operatorie tutto il giorno e stiamo facendo del nostro meglio».
Parlando del supporto fornito alle famiglie dei feriti, Tamara Tabà, responsabile del Servizio di psicologia clinica, ha affermato che «non c’è una ricetta unica, siamo a disposizione fino a tarda notte per accompagnare queste persone in tutte le fasi che cambiano da persona a persona, a seconda di come sono composte le famiglie e che dipendono dalle condizioni e dall’evoluzione della situazione dei pazienti».
Oggi, intanto, si svolgeranno a Milano, i funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi, a Sant’Ambrogio. Proclamato il lutto cittadino dal sindaco Beppe Sala che insieme al presidente della Lombardia Attilio Fontana parteciperà alle esequie.
E ieri, durante le visite alle camere ardenti, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha detto: «Credo che sia giusto chiedere giustizia, è necessario. Se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce. La giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta del tutto legittima e doverosa».
Sempre stamattina, nella basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, è previsto l’ultimo saluto al sedicenne romano Riccardo Minghetti mentre a Bologna quello a Giovanni Tamburi. Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane, si svolgerà a Lugano mentre domani sarà celebrato a Genova quello, in forma privata, di Emanuele Galeppini.
Per venerdì la Confederazione svizzera ha indetto una giornata di lutto e ha organizzato una cerimonia di commemorazione, nel Comune di Martigny, alla quale parteciperanno il presidente italiano Sergio Mattarella e quello francese Emmanuel Macron, per i due Paesi, dopo la Svizzera, che hanno il bilancio peggiore in termini di morti (nove per la Francia e sei per l’Italia) e feriti (23 e 14) nel rogo del Constellation. Sempre venerdì, a Roma, nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso sarà celebrata dal cardinale Baldassarre Reina una messa alla quale il premier Meloni ha invitato ministri, alte cariche e anche i leader dell’opposizione per un momento di «unità nazionale».
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Enrico Costa (Imagoeconomica)
Quindi qual è il vero obiettivo di questo prendere tempo?
«Il vero obiettivo è quello di mettere in atto una sorta di piano B: sanno che perderanno il referendum, e quindi hanno studiato il modo per mantenere il potere delle correnti sul Csm nonostante la conferma della riforma da parte degli elettori. Vogliono che il prossimo Csm sia ancora eletto e non sorteggiato, anche in caso di vittoria del sì».
Come si potrebbe arrivare a una situazione di questo tipo?
«Quelli che si oppongono sanno che la riforma ha bisogno di norme attuative, leggi ordinarie, per disciplinare il sorteggio e i due Csm come scritto anche nella norma transitoria della stessa riforma. Sanno quindi che più tardi si celebra il referendum meno tempo c’è per approvare le leggi attuative prima della scadenza di questo Csm, a gennaio 2027, e soprattutto prima della convocazione delle elezioni per il rinnovo, a ottobre-novembre 2026. Rinviando più avanti possibile il referendum e quindi restringendosi la finestra temporale per varare le norme attuative, e aggiungendo magari un ostruzionismo parlamentare su di esse, si potrebbe giungere ad un punto in cui arriva il momento di convocare le elezioni del nuovo Csm senza che siano state approvate le leggi attuative della riforma. A quel punto il fronte del no cercherebbe di forzare la mano invocando l’applicazione delle norme ordinarie esistenti, che prevedono un solo Csm anziché due e l’elezione anziché il sorteggio. Per raggiungere il loro obiettivo, in sostanza, puntano ad arrivare a ottobre-novembre 2026 con la riforma approvata, ma senza leggi attuative. Ovviamente sarebbe un’interpretazione strampalata, ma qualcuno ci proverebbe, come qualcuno sta provando oggi a dire che il referendum non si può indire fino alla fine della raccolta delle firme».
C’è possibilità che questo disegno vada in porto?
«Questo disegno resterà nella mente di chi non si rassegna ad un Csm che non sia più in mano alle correnti, e non troverà applicazione, perché il Parlamento lavorerà per dare attuazione tempestivamente alla riforma».
Teme una invasione di campo di Mattarella per portare avanti questo piano?
«Assolutamente no, ho grande stima ed apprezzamento per l’equilibrio e per la sensibilità del presidente della Repubblica che saprà svolgere il suo ruolo come di consueto nel modo più corretto».
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Nel riquadro Jelenic Marin, il croato che ha accoltellato il giovane capotreno a Bologna (Getty Images)
E in effetti quando gli agenti arrivano ed entrano nell’appartamento trovano un ventiquattrenne egiziano con un coltello in mano che urla qualsiasi cosa e non accenna né a placarsi né ad arrendersi. Anzi, nonostante le condizioni di inferiorità numerica, punta uno dei poliziotti, lo atterra, lo blocca e gli infila ripetutamente il coltello nel petto. Per fortuna il giubbotto in dotazione «rallenta» l’azione della lama. Nel tentativo di fermare lo scalmanato delinquente, il capoequipaggio della Volante prima tenta di bloccargli il braccio mentre affonda i fendenti col coltello, poi estrae l'arma d'ordinanza e spara all’egiziano ferendolo alla gamba. Fady Helmy Abdelmalak Hanna, questo è il nome del nordafricano, era noto alle forze dell’ordine in quanto senza una fissa dimora in Italia con precedenti per resistenza, danneggiamento e occupazione abusiva. Era regolare, ma a questo punto uno domanda: abbiamo davvero bisogno di questa gente? E soprattutto perché era libero? E perché era libero anche Jelenic Marin, il croato che ha accoltellato il giovane capotreno a Bologna? Anch’egli era noto alle forze dell’ordine; anche lui era un osservato speciale nelle stazioni del Nord Italia a tal punto che quando le telecamere lo hanno immortalato, non è stato difficile mettere a fuoco il profilo delinquenziale. Dunque, perché questi vagabondi - armati di coltello per sopravvivere nel Far West dei disperati - possono mettere a rischio le persone perbene?
La questione è sempre la stessa. Ne aveva già parlato anche Belpietro l’altro giorno a proposito dell’omicidio di Aurora Livoli, la ragazza uccisa da un peruviano clandestino, senza fissa dimora e con pericolosi precedenti: Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni. Anche questo signore era assai noto alle nostre questure e ai comandi dei carabinieri perché ne aveva combinate di davvero grosse, sempre per reati a sfondo sessuale. Non solo, era già stato colpito da un ordine di espulsione ma si sa che le vie della burocrazia italiana sono davvero infinite. E varie, tant’è che persino al Cpr dove lo avevano collocato la permanenza è durata poco: una asserita patologia alle vie urinarie, accertata da un medico, gli aveva permesso di uscire. E delinquere, finanche uccidere Aurora. Ci sarebbe anche, almeno secondo le vittime, il nordafricano che ha accoltellato un quindicenne fuori dal cinema di Milano, «reo» di aver cercato di impedire il furto del giubbotto dell’amico. Ma sì, tanto mica c’è la correlazione tra clandestini e delinquenza: sono cose che ci inventiamo da queste parti per vendere i giornali oppure le urlano quei cattivoni del centrodestra per un pugno di voti in più. Purtroppo per i protagonisti del centrosinistra e per i loro gazzettieri, il nesso c’è eccome e non da oggi: già nel 2008 il professore Marzio Barbagli scrisse un libro assai documentato su immigrazione e sicurezza; e importanti report analoghi arrivano da un altro sociologo, Luca Ricolfi. Per non dire delle statistiche che arrivano dal Viminale. Insomma, i dati ci sono per poter affrontare seriamente la questione.
Invece che cosa accade? Accade che, come dicevamo all’inizio, quando le guardie acciuffano i ladri e i delinquenti, poi costoro non finiscono in galera o non vengono isolati affinché non delinquano ulteriormente. Dunque il problema non è nel campo degli agenti (il cui numero e le cui competenze vorremmo sempre che crescessero) ma è nel campo di chi li rimette in libertà approfittando di smagliature legislative o burocratiche. Così quando la gente dice che non ne può più o si lamenta che questi delinquenti «se ne fregano perché non hanno paura» afferma concetti più che comprensibili. Quando mi capita di stare nelle trasmissioni di Paolo Del Debbio o di Mario Giordano e di sentir parlare certi maranza, resto di stucco: è come se davvero non avessero paura di niente. E infatti poi ti ritrovi l’egiziano che assale il poliziotto, il peruviano che uccide la ragazza, il croato che accoltella il capostazione. Le forze dell’ordine li prendono e poi…
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Sergio Mattarella (Ansa)
In pratica, votare il più tardi possibile significa rendere inapplicabili per almeno altri quattro anni le nuove norme. Infatti, se non si vota entro marzo ma più in là nel tempo, allo scadere dell’attuale Csm rischiano di non essere pronti i decreti attuativi che dovranno rendere esecutiva la legge Nordio e, dunque, la componente della magistratura che si oppone alla separazione delle carriere otterrà il risultato di rinnovare il Consiglio con le vecchie regole. Cioè per quattro anni ancora tutto rimarrà così com’è, con le correnti della magistratura a farla da padrone quando si tratta di nominare il capo di una Procura o di decidere sanzioni a carico di un pm o un giudice che ha sbagliato. In barba al volere degli italiani a favore del cambiamento, il gruppo di potere che determina le carriere delle toghe otterrebbe di ritardare l’entrata in vigore della riforma.
Quanto raccontato da Alessandro Sallusti non è un’ipotesi, ma un pericolo concreto, uno sgambetto alla volontà popolare per impedire che la legge di cui si discute da anni entri in vigore. Ma qui non si tratta solo di denunciare le manovre dilatorie della coalizione di magistrati e sinistra che si oppone a cambiare la giustizia. Si tratta anche di capire da che parte sta Sergio Mattarella: se con il Parlamento e con la maggioranza degli italiani che eventualmente approvassero la riforma o con quella parte politica che mira a sabotarne l’applicazione. Il capo dello Stato è vero che secondo la Costituzione ha il ruolo di notaio della Repubblica, e a lui compete la firma di decisioni prese dal governo o dal Parlamento, ma da tempo, anche se non ufficialmente, i suoi interventi indirizzano le scelte politiche. Per di più, da presidente del Csm, Mattarella dovrebbe avere tutto l’interesse a fare in modo che il Consiglio superiore della magistratura sia eletto con norme che godono del consenso della maggioranza degli elettori e non con le vecchie. In altre parole, il presidente dovrebbe stare dalla parte di chi ha fretta di far esprimere gli italiani e non da quella di chi ha intenzione di allontanare l’espressione della volontà popolare allo scopo di continuare a far valere nei tribunali il potere delle correnti.
Il Consiglio superiore della magistratura negli anni scorsi è stato al centro di una serie di scandali che hanno alzato il velo sulle logiche spartitorie delle Procure. Le nomine non erano dettate dalla volontà di assicurare agli italiani giudizi equi e competenti, ma dagli interessi di componenti politicizzate delle toghe. Non erano i più bravi a ricevere la promozione o l’assoluzione dalle accuse loro rivolte ma, come abbiamo scoperto, gli iscritti alle correnti maggioritarie del Csm. Il presidente della Repubblica intende avallare un’operazione che, nel caso in cui gli italiani approvassero la riforma Nordio, consenta di continuare con questo andazzo? Da presidente del Csm, incarico che gli è assegnato dalla Costituzione e non è puramente formale, accetterebbe l’elezione dei membri del Consiglio con regole vecchie, in spregio alla decisione degli italiani? Le domande non sono peregrine perché, come accaduto in passato, la moral suasion del presidente può fare molto, anche evitare l’aggiramento della volontà popolare.
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