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2022-12-05
Natale all'insegna dei mercatini: guida ai più caratteristici
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Manca un mese a Natale e gran parte di borghi e città – nonostante le restrizioni energetiche – è già vestita a festa. Poco importa se alcuni comuni opteranno per l’accensione delle luci all’interno di strette fasce orarie; se ci pensiamo bene, gli addobbi tipici del Natale italiano fanno incetta da sempre di frutta ed elementi della natura, come i rami, le pigne o la paglia per il presepe. Le luci danno il tocco di magia finale, ma non rappresentano in toto la tradizione.
Per non parlare dei mercatini, che da anni, ormai, accompagnano tutto il periodo delle Feste già da novembre, e non solo nelle regioni più a Nord.
Insomma, se è vero che il Natale è dentro di noi, non scoraggiamoci di fronte a una possibile austerity dicembrina, ma andiamo in cerca dei mercatini e di tutto ciò che rappresenta questo periodo magico.
Levico Terme (TN)
Levico val bene una visita a prescindere. Uno dei suoi simboli è il parco delle terme (chiamato Parco Asburgico) nelle cui acque minerali arsenico-ferruginose è possibile sollazzarsi dopo una giornata all’aperto.
È proprio nel parco secolare degli Asburgo che si tengono i suggestivi mercatini di Natale, solitamente ammantati dalla neve e resi ancor più interessanti dalle rievocazioni storiche che riportano in vita i personaggi dell’antica famiglia reale, anche attraverso il Gran Ballo in Piazza della Chiesa, che riporta i visitatori ai tempi dell’imperatrice Sissi.
I mercatini sono già partiti e chiuderanno solo il 6 gennaio. I giorni di apertura di novembre sono il 25, 26 e 27. A dicembre è possibile visitarli dal 2 all’11, ma anche il 16, il 17, il 18 e il 24. Dal 26 al 6 gennaio, invece, sono aperti tutti i giorni.
L’orario è sempre quello che va dalle 10.00 alle 19.00.
Dormire
- Hotel Due Spade, Via Nazionale 41, Folgaria: tipico albergo di montagna, caratterizzato da atmosfera e attenzione al cliente;
- Hotel Scoiattolo, Via del Bedolè 12, Baselga di Piné: location e cucina ottime.
Mangiare
- Passaparola, Via Garibaldi 99, Levico Terme: ambiente caloroso e piatti tipici dalle porzioni abbondanti;
- Ristorante Pizzeria El Filò, Viale Stazione 64, Levico Terme: terrazza con vista sulle montagne circostanti e pizza dall’ottimo impasto (da provare quello ai semi misti).
Arezzo
Arezzo è una città ancora poco conosciuta, oscurata com’è da Firenze e Siena, a lei relativamente vicine. Peccato, perché trasuda arte e storia da tutti i pori e da qualche anno è anche sede di un mercatino davvero suggestivo.
È come trovarsi in Toscana e, contemporaneamente, in Tirolo. Sì, perché a gestire le oltre 30 bancarelle sono sia tirolesi che nordeuropei. Non sembrerà quindi troppo strano acquistare nella città del Vasari prodotti come stelle alpine, studel e pantofole tipiche dei mercatini del nord.
Il Villaggio Tirolese si trova in Piazza Grande, illuminata da luci e colori della manifestazione Big Lights. Ma il Natale aretino prevede anche il Babbo Natale più illuminato del mondo (all’interno del Palazzo di Fraternita) e il Villaggio Lego in tema.
I mercatini di Arezzo saranno aperti il 25-26 e 27 novembre, il 2-3-4-8-9-10-11-16-17-18-23 e 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00. Sarà invece possibile visitarli dalle 15.00 alle 21.00 nei giorni 1-15 e 25 dicembre dalle 15.00 alle 21.00.
Dormire
- Tinaia, Località Palaia, Anghiari (AR): se non amate la città, allora questa casa vacanze immersa nel verde è l’ideale. E poi Anghiari è un borgo stupendo;
- iConic Resort & Grand Spa, Via Andrea della Robbia, Arezzo: struttura moderna, romantica e a due passi dalla città.
Mangiare
- Teorema del Gusto, Via Dè Cenci 17, Arezzo: ottimi i pici al ragù di cinghiale;
- Brasserie Del Vicolo, Via della Madonna del Prato 36: qui va provata la fiorentina.
Pacentro (AQ)
Siamo in uno dei borghi più belli d’Italia, in pieno parco nazionale della Majella; un luogo che non può non essere natalizio.
Qui i mercatini si tengono solo nel weekend del 10-11 dicembre e le bancarelle scendono a 50, ma non significa che l’evento non sia magico. Artisti e artigiani espongono le loro opere anche all’interno dei portoni delle case, rendendo il borgo una sorta di presepe vivente.
Non mancheranno stand enogastronomici, cioccolata calda e vin brulè, ma nemmeno la classica Casa di Babbo Natale.
I mercatini saranno aperti dalle 10.00 alle 22.00.
Dormire
- Bed and Breakfast San Marco Pacentro, Via San Marco 8, Pacentro: appartamento molto semplice, ma dotato di tutto;
- Medieval Village of Pacentro, Via Franco Lattanzio Vico II, Pacentro: per assaporare l’atmosfera di casa.
Mangiare
- Fonte Romana Bar Ristorante, Via Caramanico, Pacentro: immerso in una faggeta, propone – tra le altre cose – arrosti buonissimi;
- Posta Pacentrana, Via Vetoli 1, Pacentro: vista bellissima e ottime tagliatelle al ragù d’agnello.
Matera
Non è possibile concludere senza menzionare Matera, una città che è già di per sé un presepe vivente, tanto è suggestiva.
Alla sua bellezza mistica e arcana vanno aggiunti i mercatini di Natale, che avranno luogo dal 3 dicembre al 6 gennaio. Il Matera Christmas Village verrà allestito in Piazza Vittorio Veneto: in questa cornice sarà possibile ammirare (o acquistare) prodotti tipici come i fischietti in terracotta, assistere a spettacoli musicali e ascoltare poetici canti natalizi.
Dormire
- Enotrio, Via San Vito 5, Matera: è un Sasso ristrutturato, centrale e dotato di camere accessoriate;
- Casenelcuore – Holiday Rooms, Via Santo Stefano 64, Matera: originalissime, dotate di tutto e curate nei minimi dettagli.
Mangiare
- Trattoria del Caveoso, Via Bruno Buozzi 21, Matera: prodotti a km 0 in un luogo inserito meravigliosamente tra i Sassi di Matera;
- Osteria Al Casale, Via Madonna delle Virtù 29, Matera: panoramico e con piatti ottimi, come il cosciotto di maiale con mandorle e prugne.
Londra: il Winter Wonderland

Winter Wonderland Press Office
Il Grinch avrebbe un bel da fare a rubare tutto il Natale dall'enorme tributo di Hyde Park al divertimento natalizio. L'evento annuale preferito dagli amanti del Natale, tornerà per la sua quindicesima edizione nel 2022. L'ingresso al Winter Wonderland è gratuito nelle ore non di punta, mentre nelle ore di punta e di sera è di 5 o 7,50 sterline. All'interno di questo immenso parco di divertimenti si può andare alla scoperta di giostre illuminate, di una Santa Land a misura di bambino (compresa la grotta di Babbo Natale) e di pittoreschi mercatini di Natale. È una vera delizia per chiunque voglia entrare nello spirito festivo, a patto che siate pronti a sentire senza un minuto di sosta tutte le più celebri canzoni natalizie mentre gironzolate tra gli stand della fiera.
Tra i punti di forza dell'annuale festa natalizia di Hyde Park ci sono i circhi e la più grande pista di pattinaggio all'aperto del Regno Unito, che circonda la tribuna vittoriana ed è illuminata da oltre 100.000 luci. C'è anche il Real Ice Slide, laboratori di scultura del ghiaccio e un villaggio bavarese in stile tedesco, pieno di bistecche e musica dal vivo. Le consuete montagne russe e le giostre da luna park faranno la felicità degli amanti del brivido. Una buona alternativa per chi preferisce rimanere su un terreno solido è la selezione di bar a tema con fuochi veri, ad eccezione del Bar Ice (per ovvie ragioni strutturali) dove anche i bicchieri da cui si beve sono fatti di ghiaccio.
Se volete pattinare, sappiate che non c'è un'età minima per i pattinatori, ma i minori di 12 anni devono essere accompagnati da qualcuno che abbia almeno 16 anni e i pattini più piccoli che si possono noleggiare sono della misura 9 per bambini (quelli per adulti arrivano fino alla misura 13). È possibile utilizzare i propri pattini, purché non siano pattini da velocità. Le persone in sedia a rotelle sono benvenute sul ghiaccio. Ci sono anche guide sul ghiaccio che possono occuparsi di gruppi fino a 15 pattinatori alla volta (a pagamento).
Vienna: il Christmas market

Vienna Tourism Board
Da metà novembre a Natale, le piazze più belle di Vienna si trasformano nuovamente in magici mercatini. L'aroma dei dolci natalizi, del punch caldo e delle mandorle tostate aleggia nell'aria. La Città Vecchia e le vie dello shopping sono decorate con luci festose che diffondono l'allegria del Natale a Vienna. Un'alta porta ad arco con candele accoglie i visitatori all'ingresso del Mercatino di Natale viennese nella Piazza del Municipio. Il tradizionale Mercatino di Natale offre regali di Natale, decorazioni per l'albero di Natale, artigianato, specialità culinarie, dolciumi e bevande riscaldanti. Al Vienna Ice World del Mercatino di Natale, i pattinatori di ghiaccio possono indossare i loro pattini e fare il giro del parco del Municipio romanticamente illuminato. Un'attrazione speciale per le coppie di innamorati è l'albero dei cuori. Per i bambini, c'è una giostra a più livelli alta 12 metri e nel parco un mondo natalizio con treno delle renne, percorso dei presepi, chalet per bambini e un'apposita pista di pattinaggio.
Non lontano da qui si trova il Villaggio di Natale in Maria-Theresien-Platz, tra il Kunsthistorisches Museum Vienna e il Naturhistorisches Museum Vienna. Qui, durante l'Avvento, vengono allestite oltre 70 bancarelle che offrono prodotti artigianali tradizionali e idee regalo originali. Anche il romantico Villaggio di Natale nel Campus universitario è un punto d'incontro molto popolare durante il periodo che precede il Natale, soprattutto per gli studenti. Con una ferrovia per bambini e una giostra d'altri tempi, il mercatino di Natale del Campus è un grande successo per le famiglie. Sono disponibili anche due piste da curling.
L'Antico Mercatino di Natale Viennese sulla Freyung, nel centro della città, è all'insegna della tradizione. Già nel 1772 qui si teneva un mercatino di Natale; oggi è un luogo dove acquistare oggetti di artigianato, decorazioni in vetro, presepi tradizionali e ceramiche. Dalle 16.00 la piazza è animata da una festosa musica d'Avvento. I prodotti artigianali di alta qualità possono essere acquistati anche un paio di passi più avanti, al mercatino di Natale Am Hof. La musica natalizia e i canti corali creano l'atmosfera perfetta.
Innsbruck e il Tirolo

Immaginate le luci dell'albero di Natale che rivaleggiano con le tegole scintillanti del Tettuccio d'Oro, il profumo dei "Kiachln" (ciambelle calde con crauti) appena fatti e il suono dei tradizionali canti natalizi. Questo è il Natale a Innsbruck.
Ogni Avvento nella parte storica di Innsbruck, di fronte al famoso Tettuccio d'Oro e circondati da facciate medievali splendidamente conservate, vi imbatterete nel Mercatino di Natale della Città Vecchia (dal 15 novembre al 23 dicembre). Passeggiando per il mercatino, troverete ornamenti natalizi, oggetti di artigianato e altre prelibatezze invernali. Piatti tradizionali come il Kiachln e un boccale di Glühwein (vin brulé) vi riscalderanno mentre vi mescolate alla gente del posto e fate nuove amicizie. La principale via dello shopping di Innsbruck torna a stupire i visitatori con il mercatino di Natale di Maria Theresien Straße. Il moderno design natalizio e un'eccitante gamma di souvenir completano la tradizionale offerta del mercatino di Natale (dal 25 novembre al 6 gennaio). Il Mercatino di Natale nella Marktplatz (Piazza del Mercato) farà la gioia di tutta la famiglia. La giostra, lo zoo e molte altre attrazioni fanno brillare gli occhi dei bambini, mentre i genitori possono curiosare tra i bellissimi regali e assaggiare le gustose specialità regionali (dal 15 novembre al 23 dicembre). La linea della funicolare promette di rendere il vostro viaggio verso il Mercatino di Natale di Hungerburg un'avventura panoramica. Una volta in cima, non solo vi garantirà una vista mozzafiato di Innsbruck e dei suoi dintorni, ma anche tante prelibatezze culinarie e una vasta gamma di souvenir natalizi (dal 25 novembre al 6 gennaio).
Dresda: la città del Natale

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Lo Striezelmarkt non è assolutamente l'unica cosa che la città di Dresda ha da offrire. Un gran numero di mercati piccoli e grandi sono distribuiti in tutta la città. Ognuno di essi ha sviluppato il proprio fascino e il proprio carattere individuale nel corso degli anni. Un intero "miglio natalizio" si estende lungo Prager Straße fino all'altra sponda del fiume Elba. Gli abitanti di Dresda amano il loro Striezelmarkt. Dal 1434, il mercato ha conservato il suo carattere distintivo nonostante alcuni cambiamenti. La piramide a gradoni dell'Erzgebirge più grande del mondo, entrata nel Guinness dei primati nel 1999, è alta 14,62 metri ed è visibile in lungo e in largo. Più di 2,5 milioni di persone visitano ogni anno la romantica piazza Altmarkt. Il mercatino di Natale sulla Prager Straße rappresenta l'ingresso meridionale alla città natalizia di Dresda e invita a passeggiare sul più noto viale dello shopping della città. Il mercatino, che dal 2012 si chiama "Luci d'inverno di Dresda", pone al primo posto le luminarie accanto a numerosi stand di vendita con specialità regionali di Dresda e dintorni. L'albero di Natale, alto 15 metri, è illuminato in modo fantastico e l'intero spettacolo ha una cornice musicale ogni sera. Un "mondo di luci invernali" incanta i bambini e gli adulti. La casa di Babbo Natale si trova sotto le scale trasversali. Due giostre per bambini rustiche per i piccoli visitatori sono costruite nella parte centrale del mercato, accanto all'Hotel Pullman. Una gita per lo shopping natalizio passa anche per il tradizionale mercatino di Natale presso la Frauenkirche. Nella Münzgasse si vendono prodotti tradizionali come ceramiche, oggetti in vetro e pizzi della regione del Vogtland. La piramide scalabile alta otto metri, ricoperta di statuine di legno fatte a mano, è l'attrazione principale di questo piccolo mercato. Per colmare l'attesa del Natale dei più piccoli, Babbo Natale arriva ogni giorno dalle 16 e ha una sorpresa per ogni bambino. Un vero e proprio spettacolo si presenta ai visitatori tra le mura del Palazzo Reale di Dresda durante il Festival dell'Avvento di Stallhof. Gli artigiani delle corporazioni presentano i loro prodotti in un'atmosfera storica e molto tradizionale. Giocolieri e suonatori offrono intrattenimento. Oltre alle insolite prelibatezze culinarie offerte ogni anno, anche il bagno pubblico è molto popolare. Dispone di due gigantesche vasche di legno in cui fino a otto persone possono rispettivamente fare un bagno caldo.
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Da Levico Terme ad Arezzo, da Pacentro a Matera, ecco dove andare ad ammirare alcuni dei più caratteristici mercatini natalizi in Italia.Il clima di festa si respira anche in Europa. A Londra torna il Winter Wonderland, Dresda si riempie di luci e profumi di vini speziati e dolci.Lo speciale contiene due articoli.Manca un mese a Natale e gran parte di borghi e città – nonostante le restrizioni energetiche – è già vestita a festa. Poco importa se alcuni comuni opteranno per l’accensione delle luci all’interno di strette fasce orarie; se ci pensiamo bene, gli addobbi tipici del Natale italiano fanno incetta da sempre di frutta ed elementi della natura, come i rami, le pigne o la paglia per il presepe. Le luci danno il tocco di magia finale, ma non rappresentano in toto la tradizione.Per non parlare dei mercatini, che da anni, ormai, accompagnano tutto il periodo delle Feste già da novembre, e non solo nelle regioni più a Nord.Insomma, se è vero che il Natale è dentro di noi, non scoraggiamoci di fronte a una possibile austerity dicembrina, ma andiamo in cerca dei mercatini e di tutto ciò che rappresenta questo periodo magico.Levico Terme (TN)Levico val bene una visita a prescindere. Uno dei suoi simboli è il parco delle terme (chiamato Parco Asburgico) nelle cui acque minerali arsenico-ferruginose è possibile sollazzarsi dopo una giornata all’aperto.È proprio nel parco secolare degli Asburgo che si tengono i suggestivi mercatini di Natale, solitamente ammantati dalla neve e resi ancor più interessanti dalle rievocazioni storiche che riportano in vita i personaggi dell’antica famiglia reale, anche attraverso il Gran Ballo in Piazza della Chiesa, che riporta i visitatori ai tempi dell’imperatrice Sissi.I mercatini sono già partiti e chiuderanno solo il 6 gennaio. I giorni di apertura di novembre sono il 25, 26 e 27. A dicembre è possibile visitarli dal 2 all’11, ma anche il 16, il 17, il 18 e il 24. Dal 26 al 6 gennaio, invece, sono aperti tutti i giorni.L’orario è sempre quello che va dalle 10.00 alle 19.00.DormireHotel Due Spade, Via Nazionale 41, Folgaria: tipico albergo di montagna, caratterizzato da atmosfera e attenzione al cliente;Hotel Scoiattolo, Via del Bedolè 12, Baselga di Piné: location e cucina ottime.MangiarePassaparola, Via Garibaldi 99, Levico Terme: ambiente caloroso e piatti tipici dalle porzioni abbondanti;Ristorante Pizzeria El Filò, Viale Stazione 64, Levico Terme: terrazza con vista sulle montagne circostanti e pizza dall’ottimo impasto (da provare quello ai semi misti).ArezzoArezzo è una città ancora poco conosciuta, oscurata com’è da Firenze e Siena, a lei relativamente vicine. Peccato, perché trasuda arte e storia da tutti i pori e da qualche anno è anche sede di un mercatino davvero suggestivo.È come trovarsi in Toscana e, contemporaneamente, in Tirolo. Sì, perché a gestire le oltre 30 bancarelle sono sia tirolesi che nordeuropei. Non sembrerà quindi troppo strano acquistare nella città del Vasari prodotti come stelle alpine, studel e pantofole tipiche dei mercatini del nord.Il Villaggio Tirolese si trova in Piazza Grande, illuminata da luci e colori della manifestazione Big Lights. Ma il Natale aretino prevede anche il Babbo Natale più illuminato del mondo (all’interno del Palazzo di Fraternita) e il Villaggio Lego in tema.I mercatini di Arezzo saranno aperti il 25-26 e 27 novembre, il 2-3-4-8-9-10-11-16-17-18-23 e 26 dicembre dalle 10.00 alle 21.00. Sarà invece possibile visitarli dalle 15.00 alle 21.00 nei giorni 1-15 e 25 dicembre dalle 15.00 alle 21.00.DormireTinaia, Località Palaia, Anghiari (AR): se non amate la città, allora questa casa vacanze immersa nel verde è l’ideale. E poi Anghiari è un borgo stupendo;iConic Resort & Grand Spa, Via Andrea della Robbia, Arezzo: struttura moderna, romantica e a due passi dalla città.MangiareTeorema del Gusto, Via Dè Cenci 17, Arezzo: ottimi i pici al ragù di cinghiale;Brasserie Del Vicolo, Via della Madonna del Prato 36: qui va provata la fiorentina.Pacentro (AQ)Siamo in uno dei borghi più belli d’Italia, in pieno parco nazionale della Majella; un luogo che non può non essere natalizio.Qui i mercatini si tengono solo nel weekend del 10-11 dicembre e le bancarelle scendono a 50, ma non significa che l’evento non sia magico. Artisti e artigiani espongono le loro opere anche all’interno dei portoni delle case, rendendo il borgo una sorta di presepe vivente.Non mancheranno stand enogastronomici, cioccolata calda e vin brulè, ma nemmeno la classica Casa di Babbo Natale.I mercatini saranno aperti dalle 10.00 alle 22.00.DormireBed and Breakfast San Marco Pacentro, Via San Marco 8, Pacentro: appartamento molto semplice, ma dotato di tutto;Medieval Village of Pacentro, Via Franco Lattanzio Vico II, Pacentro: per assaporare l’atmosfera di casa.MangiareFonte Romana Bar Ristorante, Via Caramanico, Pacentro: immerso in una faggeta, propone – tra le altre cose – arrosti buonissimi;Posta Pacentrana, Via Vetoli 1, Pacentro: vista bellissima e ottime tagliatelle al ragù d’agnello.MateraNon è possibile concludere senza menzionare Matera, una città che è già di per sé un presepe vivente, tanto è suggestiva.Alla sua bellezza mistica e arcana vanno aggiunti i mercatini di Natale, che avranno luogo dal 3 dicembre al 6 gennaio. Il Matera Christmas Village verrà allestito in Piazza Vittorio Veneto: in questa cornice sarà possibile ammirare (o acquistare) prodotti tipici come i fischietti in terracotta, assistere a spettacoli musicali e ascoltare poetici canti natalizi.DormireEnotrio, Via San Vito 5, Matera: è un Sasso ristrutturato, centrale e dotato di camere accessoriate;Casenelcuore – Holiday Rooms, Via Santo Stefano 64, Matera: originalissime, dotate di tutto e curate nei minimi dettagli.MangiareTrattoria del Caveoso, Via Bruno Buozzi 21, Matera: prodotti a km 0 in un luogo inserito meravigliosamente tra i Sassi di Matera;Osteria Al Casale, Via Madonna delle Virtù 29, Matera: panoramico e con piatti ottimi, come il cosciotto di maiale con mandorle e prugne.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="londra-il-winter-wonderland" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Londra: il Winter Wonderland Winter Wonderland Press Office Il Grinch avrebbe un bel da fare a rubare tutto il Natale dall'enorme tributo di Hyde Park al divertimento natalizio. L'evento annuale preferito dagli amanti del Natale, tornerà per la sua quindicesima edizione nel 2022. L'ingresso al Winter Wonderland è gratuito nelle ore non di punta, mentre nelle ore di punta e di sera è di 5 o 7,50 sterline. All'interno di questo immenso parco di divertimenti si può andare alla scoperta di giostre illuminate, di una Santa Land a misura di bambino (compresa la grotta di Babbo Natale) e di pittoreschi mercatini di Natale. È una vera delizia per chiunque voglia entrare nello spirito festivo, a patto che siate pronti a sentire senza un minuto di sosta tutte le più celebri canzoni natalizie mentre gironzolate tra gli stand della fiera.Tra i punti di forza dell'annuale festa natalizia di Hyde Park ci sono i circhi e la più grande pista di pattinaggio all'aperto del Regno Unito, che circonda la tribuna vittoriana ed è illuminata da oltre 100.000 luci. C'è anche il Real Ice Slide, laboratori di scultura del ghiaccio e un villaggio bavarese in stile tedesco, pieno di bistecche e musica dal vivo. Le consuete montagne russe e le giostre da luna park faranno la felicità degli amanti del brivido. Una buona alternativa per chi preferisce rimanere su un terreno solido è la selezione di bar a tema con fuochi veri, ad eccezione del Bar Ice (per ovvie ragioni strutturali) dove anche i bicchieri da cui si beve sono fatti di ghiaccio.Se volete pattinare, sappiate che non c'è un'età minima per i pattinatori, ma i minori di 12 anni devono essere accompagnati da qualcuno che abbia almeno 16 anni e i pattini più piccoli che si possono noleggiare sono della misura 9 per bambini (quelli per adulti arrivano fino alla misura 13). È possibile utilizzare i propri pattini, purché non siano pattini da velocità. Le persone in sedia a rotelle sono benvenute sul ghiaccio. Ci sono anche guide sul ghiaccio che possono occuparsi di gruppi fino a 15 pattinatori alla volta (a pagamento). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="vienna-il-christmas-market" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Vienna: il Christmas market Vienna Tourism Board Da metà novembre a Natale, le piazze più belle di Vienna si trasformano nuovamente in magici mercatini. L'aroma dei dolci natalizi, del punch caldo e delle mandorle tostate aleggia nell'aria. La Città Vecchia e le vie dello shopping sono decorate con luci festose che diffondono l'allegria del Natale a Vienna. Un'alta porta ad arco con candele accoglie i visitatori all'ingresso del Mercatino di Natale viennese nella Piazza del Municipio. Il tradizionale Mercatino di Natale offre regali di Natale, decorazioni per l'albero di Natale, artigianato, specialità culinarie, dolciumi e bevande riscaldanti. Al Vienna Ice World del Mercatino di Natale, i pattinatori di ghiaccio possono indossare i loro pattini e fare il giro del parco del Municipio romanticamente illuminato. Un'attrazione speciale per le coppie di innamorati è l'albero dei cuori. Per i bambini, c'è una giostra a più livelli alta 12 metri e nel parco un mondo natalizio con treno delle renne, percorso dei presepi, chalet per bambini e un'apposita pista di pattinaggio.Non lontano da qui si trova il Villaggio di Natale in Maria-Theresien-Platz, tra il Kunsthistorisches Museum Vienna e il Naturhistorisches Museum Vienna. Qui, durante l'Avvento, vengono allestite oltre 70 bancarelle che offrono prodotti artigianali tradizionali e idee regalo originali. Anche il romantico Villaggio di Natale nel Campus universitario è un punto d'incontro molto popolare durante il periodo che precede il Natale, soprattutto per gli studenti. Con una ferrovia per bambini e una giostra d'altri tempi, il mercatino di Natale del Campus è un grande successo per le famiglie. Sono disponibili anche due piste da curling.L'Antico Mercatino di Natale Viennese sulla Freyung, nel centro della città, è all'insegna della tradizione. Già nel 1772 qui si teneva un mercatino di Natale; oggi è un luogo dove acquistare oggetti di artigianato, decorazioni in vetro, presepi tradizionali e ceramiche. Dalle 16.00 la piazza è animata da una festosa musica d'Avvento. I prodotti artigianali di alta qualità possono essere acquistati anche un paio di passi più avanti, al mercatino di Natale Am Hof. La musica natalizia e i canti corali creano l'atmosfera perfetta. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="innsbruck-e-il-tirolo" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Innsbruck e il Tirolo Immaginate le luci dell'albero di Natale che rivaleggiano con le tegole scintillanti del Tettuccio d'Oro, il profumo dei "Kiachln" (ciambelle calde con crauti) appena fatti e il suono dei tradizionali canti natalizi. Questo è il Natale a Innsbruck. Ogni Avvento nella parte storica di Innsbruck, di fronte al famoso Tettuccio d'Oro e circondati da facciate medievali splendidamente conservate, vi imbatterete nel Mercatino di Natale della Città Vecchia (dal 15 novembre al 23 dicembre). Passeggiando per il mercatino, troverete ornamenti natalizi, oggetti di artigianato e altre prelibatezze invernali. Piatti tradizionali come il Kiachln e un boccale di Glühwein (vin brulé) vi riscalderanno mentre vi mescolate alla gente del posto e fate nuove amicizie. La principale via dello shopping di Innsbruck torna a stupire i visitatori con il mercatino di Natale di Maria Theresien Straße. Il moderno design natalizio e un'eccitante gamma di souvenir completano la tradizionale offerta del mercatino di Natale (dal 25 novembre al 6 gennaio). Il Mercatino di Natale nella Marktplatz (Piazza del Mercato) farà la gioia di tutta la famiglia. La giostra, lo zoo e molte altre attrazioni fanno brillare gli occhi dei bambini, mentre i genitori possono curiosare tra i bellissimi regali e assaggiare le gustose specialità regionali (dal 15 novembre al 23 dicembre). La linea della funicolare promette di rendere il vostro viaggio verso il Mercatino di Natale di Hungerburg un'avventura panoramica. Una volta in cima, non solo vi garantirà una vista mozzafiato di Innsbruck e dei suoi dintorni, ma anche tante prelibatezze culinarie e una vasta gamma di souvenir natalizi (dal 25 novembre al 6 gennaio). <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/natale-all-insegna-dei-mercatini-guida-ai-piu-caratteristici-2658829074.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="dresda-la-citta-del-natale" data-post-id="2658829074" data-published-at="1670251995" data-use-pagination="False"> Dresda: la città del Natale Pixel Shaper Lo Striezelmarkt non è assolutamente l'unica cosa che la città di Dresda ha da offrire. Un gran numero di mercati piccoli e grandi sono distribuiti in tutta la città. Ognuno di essi ha sviluppato il proprio fascino e il proprio carattere individuale nel corso degli anni. Un intero "miglio natalizio" si estende lungo Prager Straße fino all'altra sponda del fiume Elba. Gli abitanti di Dresda amano il loro Striezelmarkt. Dal 1434, il mercato ha conservato il suo carattere distintivo nonostante alcuni cambiamenti. La piramide a gradoni dell'Erzgebirge più grande del mondo, entrata nel Guinness dei primati nel 1999, è alta 14,62 metri ed è visibile in lungo e in largo. Più di 2,5 milioni di persone visitano ogni anno la romantica piazza Altmarkt. Il mercatino di Natale sulla Prager Straße rappresenta l'ingresso meridionale alla città natalizia di Dresda e invita a passeggiare sul più noto viale dello shopping della città. Il mercatino, che dal 2012 si chiama "Luci d'inverno di Dresda", pone al primo posto le luminarie accanto a numerosi stand di vendita con specialità regionali di Dresda e dintorni. L'albero di Natale, alto 15 metri, è illuminato in modo fantastico e l'intero spettacolo ha una cornice musicale ogni sera. Un "mondo di luci invernali" incanta i bambini e gli adulti. La casa di Babbo Natale si trova sotto le scale trasversali. Due giostre per bambini rustiche per i piccoli visitatori sono costruite nella parte centrale del mercato, accanto all'Hotel Pullman. Una gita per lo shopping natalizio passa anche per il tradizionale mercatino di Natale presso la Frauenkirche. Nella Münzgasse si vendono prodotti tradizionali come ceramiche, oggetti in vetro e pizzi della regione del Vogtland. La piramide scalabile alta otto metri, ricoperta di statuine di legno fatte a mano, è l'attrazione principale di questo piccolo mercato. Per colmare l'attesa del Natale dei più piccoli, Babbo Natale arriva ogni giorno dalle 16 e ha una sorpresa per ogni bambino. Un vero e proprio spettacolo si presenta ai visitatori tra le mura del Palazzo Reale di Dresda durante il Festival dell'Avvento di Stallhof. Gli artigiani delle corporazioni presentano i loro prodotti in un'atmosfera storica e molto tradizionale. Giocolieri e suonatori offrono intrattenimento. Oltre alle insolite prelibatezze culinarie offerte ogni anno, anche il bagno pubblico è molto popolare. Dispone di due gigantesche vasche di legno in cui fino a otto persone possono rispettivamente fare un bagno caldo.
Antonio Tajani (Imagoeconomica)
Prima di tutto Giorgia Meloni durante la campagna referendaria ha promesso e giurato che l’esito del voto non avrebbe influito sulla tenuta del governo, in secondo luogo, come già spiegato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, sarebbe da irresponsabili rimettere il mandato in un contesto internazionale instabile come questo. Serietà, stabilità e responsabilità, parole ripetute decine di volte che andrebbero a cadere nel vuoto se si cedesse alla tentazione delle elezioni anticipate. Insomma, non piacerà alle opposizioni, né ai tifosi del «fate presto», ma il governo tira diritto.
«Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo», ha sottolineato il vicepremier Matteo Salvini durante la riunione della Lega in via Bellerio a Milano. «La Lega è e sarà sempre leale e responsabile», smarcando le ipotesi che accreditavano il Carroccio come pronto alle urne. Qualche dubbio in effetti lo ha sollevato l’intervista che Armando Siri, capo dei dipartimenti dei leghisti e consigliere di Salvini ha rilasciato a Repubblica, perché dicendo «le elezioni anticipate non sono tabù», ha spianato di fatto la strada a chi pensava di potergli attribuire la volontà di andare al voto. Così non è, lo ha chiarito il suo leader di partito: «Arriviamo a fine legislatura senza dubbio». Una decisone presa dopo aver convocato i dirigenti a Milano. Oltre allo stesso Salvini, presenti tra gli altri anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e quello per le Autonomie, Roberto Calderoli, il vicesegretario del Carroccio, Claudio Durigon, il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, quello del Veneto, Alberto Stefani, e i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Presente anche Luca Zaia. Il nome dell’ex governatore del Veneto in queste ore è ampiamente speso come papabile per la guida del ministero del Turismo appena lasciato da Daniela Santanchè, ma anche per quello delle Imprese e del Made in Italy in ottica di un mini rimpasto. Resta da nominare anche il sottosegretario alla Giustizia, un nome ci sarebbe, ma si tiene riservato per paura di bruciarlo. Anche il rimpasto si esclude dalle parti di via Bellerio, e si guarda avanti pensando alla manifestazione del 18 aprile a Milano con i Patrioti. Si è parlato anche dell’idea di invitare Meloni in quella data per testimoniare unità, ipotesi accantonata perché sarebbe stato uno sgarbo essendo lei ai vertici del gruppo dei Conservatori in Europa.
Intanto, in casa azzurri «nessuno pensa a elezioni anticipate», ha chiarito il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani. «Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo voto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare ad aumentare il Pil, evitando contraccolpi». Lo ha detto al Forum della Cucina italiana di Bruno Vespa intervenendo in videocollegamento.
La testa e l’attenzione dell’esecutivo adesso si spostano sul prossimo dossier che è quello della legge elettorale. Oggi in commissione Affari costituzionali alla Camera, parte l’iter parlamentare del cosiddetto Stabilicum: il sistema proporzionale con premio di maggioranza pensato da Fdi-Lega-Fi-Nm per archiviare il Rosatellum. L’idea è quella di evitare colpi di mano lasciando aperta la porta al dialogo con le opposizioni, che già accusa la maggioranza di replicare «lo schema della riforma: prendere o lasciare». «Ci confronteremo. Il provvedimento sarà incardinato domani, ma senza forzature: non c’è alcuna intenzione di procedere a colpi di maggioranza», spiegano fonti parlamentari di via della Scrofa. Quanto a eventuali modifiche, «è prematuro parlarne prima del confronto; siamo comunque disponibili a valutare eventuali correttivi, purché non venga stravolta la filosofia del testo».
L’impianto generale, nelle intenzioni di Fdi, resta quello di una legge proporzionale, con un premio di maggioranza che consenta di stabilire chiaramente, il giorno dopo il voto, chi ha vinto e chi ha perso: «Non si può transigere». Sulle modalità, invece, «il confronto è aperto». Tanto che all’interno della stessa maggioranza non si escludono modifiche al testo. I punti più dibattuti sono quelli del ballottaggio, del premio e delle preferenze. C’è unanimità sul fatto di non mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda. Inoltre, fanno sapere, la riforma elettorale non viene avvertita come una priorità. Fonti interne a Fratelli d’Italia assicurano che non ci sarà alcuna accelerazione come invece si dice.
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Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 31 marzo con Carlo Cambi
Dall’alto, in senso orario: Giuseppe Sala; Ernesto Maria Ruffini; Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Ansa)
Un fantasma si aggira per il circo a tre piste del centrosinistra: quello delle primarie. Magico rito propiziatorio per trasmettere all’opinione pubblica la rassicurante immagine di un fronte democraticamente unito, pronto a governare già oggi. «Giorgia Meloni esca dal Palazzo, l’alternativa c’è già», ha tuonato Elly Schlein dopo la vittoria dei No. «Giuseppe Conte ha “aperto” alle primarie...», l’ha provocata La Stampa. E lei, andando di supercazzola: «Noi siamo testardamente unitari. Sono certa che ci metteremo d’accordo sul percorso per costruire il programma per l’alternativa. E anche sulla modalità di scelta ho sempre detto che in caso scegliessimo insieme sarò ovviamente disponibile».
Dunque, prima le primarie? Oppure ok le primarie, ma dopo aver concordato il programma, «che è quella cosa», osservò sardonicamente una volta Massimo D’Alema, «che tutti invocano quando non c’è, e nessuno legge quando c’è», anche perché quello dell’Unione nel 2006 era un «mattone» di 247 pagine mai compulsate da anima viva?
Angelo Bonelli, titolare al 50% della premiata ditta «Il gatto & il gatto», insieme a Nicola Fratoianni alla guida di Avs, ha buttato lì un’altra suggestione: «Propongo a Schlein, Conte e ai leader dell’opposizione di mettere da parte le primarie sul leader e lavorare alla consultazione popolare sul programma». Quindi il mantra corretto sarebbe: d’accordo sulle primarie, ma prima un referendum sul progetto?
Conte, ieri a Repubblica: «Al momento mi sembra che tutte le forze politiche siano giustamente alle prese con una fase di ascolto della propria base per definire i propri programmi». Sì, va bene: ma le primarie? «Come M5s saremo a breve in 100 piazze aperte a tutti, non solo alla nostra comunità, e da lì verranno fuori idee e progetti che porteremo al tavolo con le altre forze progressiste» (e chissà se queste piazze sono le stesse in cui nel 2022 ricordava che grazie a lui tutti si potevano rifare casa «graduidamente», merito del regalino lasciato sul groppone di tutti gli italiani, il famigerato Superbonus al 110%).
Sì, vabbe’: ma le primarie? «Sono mesi che tutti ne parlano, ben prima del sottoscritto. Come M5s siamo disponibili, però prima bisogna avere un programma condiviso e solo dopo si cerca l’interprete migliore per quel progetto». Chi ci capisce è bravo. Ma poi: come si dovrebbero svolgere? Online o ai gazebo? Con o senza ballottaggio? E aperte a chi? «A tutto il popolo del centrosinistra, non solo agli iscritti, e in formato ibrido, consentendo cioè la possibilità del voto online», ha scritto sempre Repubblica ricordando il diktat posto dal M5s al Pd.
Alessandro Amadori, docente di comunicazione politica alla Cattolica di Milano: «Se la partecipazione fosse ampia (cioè al di là del perimetro degli iscritti) emergerebbero i profili più riconoscibili presso il pubblico generalista, risulterebbe avvantaggiato Conte», che, secondo una felice immagine di Stefano Folli, «già bussa al portone del Nazareno con gli stivali». Del resto, perché stupirsi? Non era stato il segretario Pd dell’epoca, Nicola Zingaretti, a investirlo del pomposo titolo di «punto di riferimento di tutti i progressisti»?
Sicché al Pd è suonato il campanello d’allarme, per la prospettiva di vedere incoronato un leader non deciso dagli iscritti dei partiti (che è poi esattamente quello che è successo nel Pd nel 2023, quando è stato scelto Stefano Bonaccini, ma poi ai gazebo ha votato la qualunque, «perfino quello che passa sul marciapiede di fronte, pagando 2 euro», aveva profetizzato con sarcasmo una vecchia volpe come Ugo Sposetti, ultimo tesoriere del Pci-Pds-Ds, Espresso del 14 marzo 2021).
«Non è allora un caso se l’inquilina del Nazareno nelle ultime ore abbia frenato: “Prima il programma, le primarie non sono una priorità”». Complici forse i sondaggi «che agitano i dem: Schlein dietro Conte e Silvia Salis» (così Cosimo Rossi ieri sul Qn). Il sindaco di Genova, già. La candidata riluttante (dietro cui si muoverebbe quel campione di simulazione e dissimulazione che è Matteo Renzi), che ha detto di no alle primarie ma ha lasciato intendere che se ci fosse una designazione unanime dei leader forse, magari, chissà, ci potrebbe ripensare?
Solo che la prospettiva di un accordo diretto tra i vari maggiorenti su chi designare come duellante contro Meloni è cassata da Conte: «Metodo vecchiotto e verticistico. Il referendum ci dice che le persone, specie i giovani, vogliono dire la propria, ignorarli sarebbe un errore». Ma metti caso che alla fine si mettano in piedi ’ste benedette primarie: chi correrebbe oltre ai già citati? Alessandro Onorato, ambizioso assessore ai Grandi eventi del Comune di Roma? Il sindaco di Milano, Beppe Sala? E perché non Franco Gabrielli, ex capo della Polizia? Il governatore della Puglia, Antonio Decaro (secondo taluni, la vera «carta coperta»)? Ernesto Maria Ruffini, dato «vicino» a Romano Prodi, che alla Stampa il 19 marzo ha confidato: «Le primarie sono da ripensare, oggi sono più giochi di correnti che espressione di popolo», come furono quelle da lui stravinte nel 2005, con il 75% dei voti espressi da 4.300.000 elettori.
«Non si possono mettere in discussione le primarie, perché questi sono anni di populismo spinto. Quindi si è deciso che la democrazia non basta, bisogna che si trasformi in una “democrazia meticolosa”... Così, lo strumento delle primarie diventa per il Pd uno stillicidio. E poiché è uno strumento popolare, il Pd lo subisce e non può contrastarlo, ma anzi se ne fa paladino. Insomma, il Pd ha inventato e coltivato lo strumento della sua distruzione, così un rassegnato Francesco Piccolo, scrittore, sceneggiatore, commentatore schiettamente di sinistra, sull’Unità del 7 marzo 2012.
Ha filosofeggiato l’irsuto e sempre malmostoso Massimo Cacciari: «Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi... Se la riforma della giustizia interessava nel merito all’1% degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo 0,01% degli italiani». Meglio forse non si poteva dire.
Incubo Schlein: insidiata da Gabrielli e affondata da sponsor imbarazzanti
Ieri mattina sul Corriere della Sera è apparso, a sorpresa, l’endorsement di Paolo Mieli a favore di Giuseppe Conte: «Schlein e il suo partito», ha scritto Mieli, «farebbero bene a lasciare a Conte il ruolo di competitore contro Giorgia Meloni. Schlein, cedendogli lo scettro, eviterebbe una contesa insidiosa, dai probabili risvolti destabilizzanti». Un vero e proprio spartiacque, secondo diversi osservatori del campo progressista: l’articolo è stato pubblicato sul Corriere della Sera, un quotidiano che parla soprattutto al Nord e al mondo delle imprese.
Lui, Conte, continua a ritenere le primarie lo strumento più utile per scegliere il candidato del centrosinistra alla presidenza del Consiglio: «Sono mesi», dice Giuseppi a Repubblica, «che tutti parlano di primarie ben prima del sottoscritto. Ho detto che sono e siamo disponibili come M5s, però prima bisogna avere un programma condiviso e solo dopo si cerca l’interprete migliore per quel progetto». Un accordo tra i leader? «Metodo vecchiotto», risponde Conte, «verticistico. Il referendum ci dice che le persone, specie i giovani, vogliono dire la propria, ignorarli sarebbe un errore».
Conte sente di poter battere Elly Schlein ai gazebo al di là della consistenza dei due partiti. A proposito di Elly: l’articolo di Mieli, riflette con La Verità un autorevolissimo conoscitore degli ambienti del centrosinistra, sarebbe anche un modo per suggerire alla segretaria del Pd di evitare di affrontare le primarie senza alcuna certezza di vincerle, e in subordine di schiantarsi, elettoralmente parlando, contro Meloni, rischiando in entrambi i casi di perdere pure la guida del partito. Rischio percepito anche dalle parti del Nazareno: non a caso Marco Sarracino, deputato dem vicinissimo alla segretaria, frena: «Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Avremo due possibilità», dice Sarracino a Repubblica, «con la legge elettorale vigente possiamo utilizzare il metodo il partito, chi prende un voto in più sceglie il premier. Se invece cambia la legge elettorale, abbiamo lo strumento delle primarie aperte».
Come se i guai non bastassero, alla Schlein arriva anche l’endorsement di Ilaria Salis, che a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 definisce «non necessarie» le primarie e sottolinea di preferire Elly a Conte (altro punto a favore di Giuseppi). Agli stessi microfoni una vecchia volpe della politica, Clemente Mastella, dichiara che le primarie «assolutamente» non le farebbe: «Bisogna mettersi tutti d’accordo. Se Conte e Schlein si accordassero», sottolinea Mastella, «basterebbe seguire quello prescelto». Contrario anche il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni: «Quello delle primarie», dice Fratoianni a Propaganda live, su La7, «non mi sembra il punto, non mi sembra l’argomento più urgente». Il centrosinistra, che crede di aver fatto 13 al referendum, rischia insomma seriamente di perdere la schedina: appena si è passati dal dire No a qualcosa a dover proporre qualcuno, come era ampiamente prevedibile, diventa di nuovo una coalizione nella quale tutti diffidano di tutti e non si riesce non solo a scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio, ma neanche il modo per sceglierlo, questo benedetto candidato.
Circola da giorni con insistenza il nome di Franco Gabrielli, che è stato presente anche alla «reunion» di democristiani organizzata a Roma da Dario Franceschini. Ex direttore dell’Aisi, ex prefetto di Roma, ex capo della polizia e pure ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Draghi, con delega alla sicurezza della Repubblica, Gabrielli ha recentemente criticato aspramente i pacchetti Sicurezza del governo e ha dichiarato di votare «convintamente No» al referendum. Un ex capo della polizia che raccoglie anche i voti della sinistra radicale? Sembra una follia: «No», ci spiega un esponente di peso del centrosinistra, «tutto il contrario. Gabrielli era uno che con chi scendeva in piazza preferiva il dialogo agli scontri». Per far convergere su di lui anche il Pd, basterebbe chiamarlo Gabrielly.
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(Imagoeconomica)
Erano convinti che a Palazzo Chigi sarebbe stato una docile marionetta nelle loro mani, una bella statuina da girare e raggirare con facilità.
La storia ha dimostrato che si sbagliavano e il primo a fare la sgradita scoperta fu lo stesso Salvini, che nell’estate del 2019 decise di far cadere il governo e di invocare le elezioni anticipate per capitalizzare il 34% preso alle Europee. Purtroppo, l’allora ministro dell’Interno non aveva fatto i conti con le capacità camaleontiche di Conte il quale, abbandonati i toni felpati assunti fino ad allora, mostrò il suo vero volto. Con una ferocia inaspettata, il fu Avvocato del popolo attaccò Salvini nell’aula del Senato avendolo accanto. Tanta crudeltà nascondeva una giravolta già decisa, che consentì al professore di Volturara Appula di passare senza soluzione di continuità da un esecutivo spostato a destra, con la Lega, a uno spostato a sinistra, con il Pd. Ma sempre con lui premier.
Ecco, quella fu la prima volta in cui si capì che il vero caimano non era Silvio Berlusconi, a cui la stampa di sinistra aveva affibbiato il soprannome, ma Giuseppe Conte, uno con l’aria mite ma le mascelle d’acciaio, capaci di triturare qualsiasi avversario. Da alligatore voracissimo, in otto anni - tanti ne ha finora accumulati sulla scena politica - il Camaleconte ha ingoiato senza batter ciglio Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, Alessandro Di Battista e Virginia Raggi, Danilo Toninelli e Vincenzo Spadafora e, da ultima, Chiara Appendino. Nell’elenco delle vittime del professore, cresciuto nelle grazie di Villa Nazareth, collegio vigilato dalla segreteria di Stato vaticana, non può certo essere dimenticato il fondatore dei 5 stelle, ovvero Beppe Grillo, che pur avendo provato a contrastare l’avanzata di Conte, alla fine ha dovuto ripiegare, costretto a lasciare campo largo all’ex premier.
Ecco, appunto, il campo largo. Da quando l’Anm ha sconfitto il governo sulla riforma della giustizia, l’avvocato di Volturara Appula sogna un ritorno trionfale a Palazzo Chigi. Prima ancora che gli altri leader di centrosinistra parlassero, lunedì scorso lui si era già preso la scena, convocando una conferenza stampa per commentare il risultato del referendum. Da allora, ed è passata una settimana, Conte non ha più smesso di dichiarare, passando dalle interviste ai talk show e viceversa, ma soprattutto aggiustando il tiro con una serie di capriole: non più contrario ad aiutare l’Ucraina e nemmeno più ostile alle regole europee, e magari, presto, pure non più a ostile Trump. In campagna elettorale prima ancora che siano indette le elezioni, Conte si è subito candidato alle primarie della coalizione, convinto che in un duello con Elly Schlein - ma anche con Silvia Salis, Ernesto Maria Ruffini e chiunque altro volesse sfidarlo - non ci sarebbe partita. Quelli che se ne intendono, in effetti, dicono che il Caimano a 5 stelle ingoierebbe tutti gli avversari. Prova ne sia che Matteo Renzi non soltanto si guarda bene dall’intralciargli la strada, ma addirittura si è affrettato a dire che non c’è alcuna preclusione nei confronti del leader pentastellato e le primarie per la sinistra sarebbero una benedizione.
Ma c’è chi va anche oltre. Paolo Mieli, ad esempio. L’ex direttore del Corriere ieri ha vergato un editoriale per suggerire a Elly Schlein di lasciare a Conte il ruolo di competitore contro Giorgia Meloni. L’ex premier avrebbe il vantaggio di essere già stato a Palazzo Chigi con una coalizione di cui faceva parte il Pd. «Cedendogli lo scettro eviterebbe una contesa insidiosa, dai probabili risvolti destabilizzanti», ha scritto l’inventore del cerchiobottismo. «Sarebbe una prova di saggezza da parte sua cedere il passo a un leader che ha 20 anni più di lei. Il futuro, ne siamo certi, la ripagherebbe». Non sono sicuro, al contrario di Mieli, che il futuro o Conte ripagherebbero il passo indietro. Però sono certo che gli italiani ricordano bene i guasti provocati dall’ex presidente del Consiglio, a cominciare dal reddito di cittadinanza per finire con il Superbonus. Ma ancor di più credo che abbiano memoria dei lockdown e della gestione dell’emergenza Covid, con l’Italia messa in stand by, i punti Primula di Domenico Arcuri, i banchi a rotelle, eccetera. Così come penso non abbiamo dimenticato i voltafaccia sulle misure anti migranti. Per questo mi viene spontanea una domanda: rimettereste il Paese nelle mani di costui?
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