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Abiti in mostra. La moda nei musei fa il sold out

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  • A tre anni da Alexander McQueen: Savage Beauty, il Victoria & Albert di Londra dedica un'intera esposizione a Christian Dior. Un evento tutto sold out, che il capoluogo inglese sta sfruttando al meglio, con tè dedicati da 60 sterline a persone.
  • Bob Krieger è in mostra a Palazzo Morando. Il fotografo che ha lavorato con alcuni dei più grandi stilisti, tra cui Giorgio Armani, va in scena attraverso un percorso polisensoriale in grado di coinvolgere sguardo e udito.
  • Il Museo della Figurina di Modena omaggia Elio Fiorucci e la sua coloratissima collezione di figurine che negli anni Ottanta arrivò a vendere oltre 100 milioni di pezzi.

Lo speciale contiene tre articoli, gallery fotografiche e video.

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Si scoprono patrioti europei solo quando alla Casa Bianca c’è un presidente di destra
Gavin Newsom (Ansa)
La stampa italiana va pazza per Gavin Newsom e Emmanuel Macron, l’ex commissario Thierry Breton invoca la «resistenza». Stavano zitti, però, se ci facevamo del male per Obama o per Biden.

Dopo le intemerate di Peppe Provenzano e Nicola Zingaretti, la stampa nostrana schiera il pezzo da novanta: l’intervista a giornali unificati (Repubblica e Corriere) al governatore dem della California, Gavin Newsom, che catechizza l’Europa contro il bullismo di Donald Trump: «È ora di reagire», incita sul quotidiano di via Solferino, «è ora di fare sul serio e smettere di essere complici». A stare «dritti e saldi», come chiede l’astro nascente della sinistra Usa, dovrebbe aiutarci Emmanuel Macron: Sandro Gozi, eurodeputato per il partito del presidente francese, invita a «seguire il suo esempio»; Repubblica racconta che «l’Eliseo guida la rivolta» contro l’imperialismo del tycoon; il Corriere gongola per la battuta sull’«occhio della tigre» di Macron, costretto a portare gli occhiali da top gun per un disturbo oculare.

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La Lagarde non tollera critiche al suo operato e se ne va stizzita
Christine Lagarde (Ansa)

Al Forum di Davos il governatore della Bce ha lasciato anzitempo la cena di gala, offesa dalle parole del segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, che aveva criticato duramente le scelte economiche e politiche adottate dall'Ue negli ultimi anni.

La cena di martedì sera al World economic forum di Davos, in Svizzera, deve essere andata di traverso alla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde che ha lasciato frettolosamente l’evento di gala. A far alzare da tavola la numero uno della Bce sono state le parole del segretario statunitense al Commercio Howard Lutnick che ha sparato a zero sul Vecchio Continente e il suo sistema economico, definito come «sempre meno competitivo» sullo scenario globale.

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Gli Usa fanno il funerale alla globalizzazione
Howard Lutnick (Ansa)
Al Forum di Davos, Howard Lutnick, il segretario al Commercio degli States, attacca il modello economico tanto caro a Bruxelles: «Assurdo che l’Europa accetti l’obiettivo zero emissioni entro il 2030 se non produce batterie. Così si rende dipendente dalla Cina».
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«Bimbi manipolati con filmati sui lager»
(IStock)
Testimonianza choc a Torino: secondo un ufficiale dei carabinieri, le affidatarie omosessuali di due bambini avrebbero tentato di condizionarli per pilotare la sentenza. Ai piccoli mostrati minori che invocavano la mamma e poi venivano gettati nei forni.

Interi settori della giurisdizione, «dalla famiglia ai cosiddetti nuovi diritti, dell’immigrazione e del diritto minorile» sono finiti in mano a una sorta di «egemonizzazione culturale». Queste parole scritte ieri sulla Verità da Antonio Sangermano, l’ex pm che guida il dipartimento della Giustizia minorile del ministero di Via Arenula, hanno rotto il silenzio su una serie di fenomeni che tanti avvocati, e tanti genitori tenuti sotto schiaffo dai «professionisti» dei bambini, conoscono bene ma non possono denunciare.

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