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Il 25 aprile è lutto nazionale

Il 25 aprile è  lutto nazionale
Nicola Fratoianni (Ansa)

Il governo proclama cinque giorni di cordoglio e invita alla sobrietà nelle manifestazioni per la Liberazione. Fratoianni e compagni insorgono: «Siete allergici all’antifascismo». Neppure le esequie del «Papa degli ultimi» devono fermare l’eterna propaganda rossa.

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La sinistra che censura una conferenza stampa sulla remigrazione, si schiera contro gli italiani e tifa per i clandestini e i violenti di Askatasuna non fa altro che contribuire alla nostra causa, suo malgrado.

  • Oltre alla scarsa diffusione sul territorio e al «boicottaggio» di chi propugna eutanasia e suicidio assistito, la pratica deve fare i conti anche con la carenza di specializzandi: solo 64 posti su 165 coperti lo scorso anno.
  • Tania Piccione, presidente della Cic-cp, acronimo che sta per Commissione italiana dei cittadini per le cure palliative: «A fine aprile presenteremo un documento ai politici con le richieste arrivate “dal basso” su queste tematiche».
  • Riparte l’iter della legge sul fine vita. Testo al Senato il 17. Il nodo dei Centri di coordinamento nazionale dei comitati etici. Contrari Cappato & C. ma anche i pro life: «Irricevibile normare la morte on demand».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Dimmi La Verità | Guido Castelli: «Ecco come procedere per quello che è successo a Niscemi»

Ecco #DimmiLaVerità del 2 febbraio 2026. Il senatore di Fdi Guido Castelli, commissario straordinario per il terremoto del Centro Italia 2016-17, ci spiega cosa si potrà fare per le famiglie di Niscemi.

Le incertezze saudite sull’Iran irritano Erdogan
Mohammad bin Salman (Ansa)

A che gioco gioca l’Arabia Saudita? Negli ultimi giorni, sono emersi degli elementi interessanti sulla linea di Riad in riferimento al dossier iraniano: elementi che potrebbero avere delle ripercussioni geopolitiche significative.

Secondo Axios, durante un recente incontro a porte chiuse a Washington con dei think tank e delle organizzazioni ebraiche, il ministro della Difesa saudita, Khalid bin Salman, avrebbe detto che, qualora Washington non attaccasse l’Iran, ciò rafforzerebbe il regime degli ayatollah. «A questo punto, se ciò non accade, non farà altro che rafforzare il regime», avrebbe, in particolare, affermato. Eppure, a livello ufficiale, il regno ha costantemente auspicato una de-escalation nella crisi iraniana, arrivando a negare agli Stati Uniti di usare le loro basi e il loro spazio aereo per effettuare un eventuale atto militare contro la Repubblica islamica.

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