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Lettera di Elsa Fornero

Gentile direttore,

il giornale da lei diretto riportava ieri un articolo a firma di Antonio Grizzuti dal titolo La Fornero ama l'Europa perché la riempie di soldi (occhiello: Gli affari dell'ex ministro).

L'articolo si riferisce a un progetto di divulgazione economico-finanziaria finalizzata agli anziani, finanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione europea e denominato FinKit. Tutte le informazioni sul progetto e i materiali prodotti nel suo ambito si trovano, secondo le indicazioni del bando, su www.finkit-cerp.carloalberto.org, sito ufficiale del progetto.

A dispetto del nome del suo giornale, l'articolo è pieno di informazioni false, tendenziose o inesatte, forse anche perché l'autore dell'articolo, dopo aver scritto una mail lunedì (non una settimana fa) alla responsabile della comunicazione del progetto per chiedere svariate informazioni, non ha atteso, neppure qualche ora, una nostra risposta.

La invito, pertanto, a pubblicare - possibilmente con la stessa visibilità data all'articolo e anche sul sito, queste mie precisazioni e rettifiche - che mando in qualità di coordinatore del progetto FinKit.

  1. Come lei saprà i bandi Ue sono altamente competitivi e quindi solo i migliori progetti si aggiudicano i finanziamenti. Il finanziamento in questione non è pertanto andato «alla Fornero» e meno che mai ai suoi «affari», ma a un partenariato di cinque enti (Collegio Carlo Alberto; Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo; Confederación Española de Centros de Enseñanza, Madrid; Observatoire de l'Epargne Européenne, Parigi; Instituto Politécnico de Setúbal) di cui il Collegio Carlo Alberto è capofila. L'importo riportato nell'articolo di euro 223.645 si riferisce al finanziamento deliberato dall'Ue per tutto il progetto, spalmato su tre anni e da suddividere fra i cinque partner.
    La quota attribuita al Cca è complessivamente di 100.000 euro, interamente utilizzati per i compensi dei cinque ricercatori junior coinvolti nel progetto e per la realizzazione degli strumenti di educazione finanziaria (questa voce di budget era esclusivamente a carico del Cca, in quanto leading partner del progetto). Tutta la contabilità è tenuta sulla base delle precise indicazioni dell'Ue.
    Per quanto mi riguarda ho considerato la supervisione scientifica del progetto come parte del mio impegno accademico e non ho pertanto percepito, né percepirò in futuro, neppure un euro. E ciò non tanto per soddisfare il «codice d'onore» del suo giornale, bensì la mia coscienza e perché il mio attaccamento all'Europa è ideale, non venale come vorrebbe l'articolista.
  2. Pur con tutti i limiti di un prodotto «artigianale», i risultati possono essere ritenuti molto buoni dato il budget limitato e l'affidamento della realizzazione dei «libretti» a una scuola professionale. L'app sarà disponibile a breve sul sito del progetto, entro il suo termine ufficiale. I «libricini» (come sprezzantemente li ha definiti l'articolista) hanno richiesto quasi un anno di lavoro di più persone.
    La conferenza finale del progetto Finkit ha superato i 110 partecipanti, in conformità con le regole del progetto e come testimoniato dal foglio firme che abbiamo raccolto e che farà parte della rendicontazione ufficiale. Quanto alla visibilità dei video e degli altri strumenti, il nostro obiettivo non è tanto di raggiungere like (che potranno in ogni caso arrivare) quanto di fornire uno strumento educativo. E, come chiunque sa, gli strumenti educativi richiedono tempo per produrre risultati. I programmi di educazione finanziaria di base, la cui esigenza è fortemente sentita in ambito di istituzioni internazionali, come l'Osce, non fanno eccezione. Il kit sarà distribuito gratuitamente a biblioteche, enti, associazioni che si occupano di fragilità, e utilizzato dai volontari dell'Ufficio Pio per aiutare gli assistiti meno giovani.
  3. Il numero di incontri organizzati a Madrid, Setubal e Torino nell'ambito del progetto è conforme a quanto richiesto nel contratto, molto dettagliato, con Erasmus+, non uno in più, né uno in meno.
  4. Il Museo del Risparmio è partner locale del progetto in quanto soggetto promotore di educazione finanziaria, ma non ha ricevuto finanziamenti da Erasmus+. I soci fondatori del Collegio Carlo Alberto sono Compagnia di San Paolo e Università di Torino, non Intesa San Paolo.
  5. Quanto al finanziamento citato da Italia Oggi, il Cerp non ha mai ricevuto fondi per un progetto con quel titolo. Il Cerp è invece molto attivo, e con discreto successo, nei bandi europei, come deve essere per chi fa ricerca.

Tanto è dovuto alla «verità».

Elsa Fornero


Desidero ringraziare la professoressa Fornero per le sue precisazioni che pur definendo «false, tendenziose o inesatte» le informazioni presenti nell'articolo, finiscono nella sostanza per confermarle. Se c'è un dato che non trova riscontro è invece la somma di 100.000 euro menzionata nella richiesta di rettifica. L'importo citato nel titolo e nel corpo dell'articolo è stato ricavato da un documento ufficiale accessibile in rete (http://www.erasmusplus.it/wp-content/uploads/2015/01/Esiti_KA2_EDA_2015.pdf) e nel quale il Collegio Carlo Alberto viene riportato come unico beneficiario del finanziamento. Per ciò che concerne le valutazioni soggettive, pur comprendendo che possano non risultare gradite, esse rientrano nel diritto di critica.

Antonio Grizzuti