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La liceità penale dell’aiuto al suicidio non significa avere il diritto di ottenerlo

La liceità penale dell’aiuto al suicidio non significa avere il diritto di ottenerlo
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Ci devono essere determinate condizioni la cui sussistenza va verificata. Rimane la libera scelta del medico di prestarsi o no.
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Mandati al rogo nel locale svizzero «fuorilegge»
Antonio Tajani (Ansa)
  • Antonio Tajani vola in Confederazione: «Vicinanza ai parenti». Poi annuncia: «Fatte decine di interrogatori, vogliamo la verità». I titolari francesi del locale: «Noi in regola». Ma gli esperti li stroncano: «Nulla a norma».
  • Il procuratore generale elvetico: «Il fuoco può essere partito da bengala o candele scintillanti sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto». Fari sui pannelli insonorizzanti.

Lo speciale contiene due articoli

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Sei famiglie in pena per i figli dispersi nel rogo in discoteca
Fiori, candele e messaggi di fronte al bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, teatro della strage di Capodanno (Ansa)
Sono 13 i feriti della sciagura a Crans-Montana: ponte aereo per trasferirli al Niguarda. Guido Bertolaso: «Li riporteremo a casa».

Sono «71 svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, quattro serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese» i feriti identificati dalle autorità svizzere. Per 14 dei 119 totali la nazionalità, per ora, non è conosciuta. «Le cifre sono provvisorie», fanno sapere e, quindi, in continua evoluzione, tanto che a quanto risulta all’Italia sono almeno 13 i nostri feriti. Ma è proprio in quei 14 non identificati che si custodisce la speranza di riconoscere qualcuno degli ultimi sei dispersi italiani. Tra loro Chiara Costanzo e Giovanni Tamburi, entrambi classe 2009, come molti degli altri ragazzini.

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Varsavia punta ad avere «l’esercito più forte d’Europa»: la stessa ambizione di Berlino, i cui soldati hanno già sconfinato per erigere fortificazioni. E la destra anti Donald Tusk è in fibrillazione: «Proteggere il confine Ovest».

La Polonia avrà il «più forte esercito d’Europa». Lo ha promesso il premier, Donald Tusk, senza chiedere permesso alla Germania. La quale - piccolo problema - coltiva la stessa ambizione: il cancelliere, Friedrich Merz, lo va proclamando almeno dallo scorso maggio e, l’ultima volta, lo ha ribadito meno di un mese fa. Quella tra Varsavia e Berlino sarà una competizione leale? O una baruffa nel nome del riarmo? Alla faccia della difesa comune?

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In virtù dell’abituale rotazione, la presidenza dell’Unione ora tocca a Nicosia, che non ha mai reciso i legami con Mosca.

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato un cipriota. Allarme compagni europei: da ieri è scattato il semestre di presidenza di uno degli Stati più piccoli e tradizionalmente più legati a Mosca di tutta l’Ue. Urge richiamo alla sensibilità democratica dell’intero collettivo di Bruxelles: i tailleur di Ursula, la faccia tosta di Macron e financo le gaffe di Kaja Kallas dovranno fare i conti con il peggiore dei nemici interni, la rotazione delle poltrone di comando sulla tolda dell’Unione. Il meccanismo bizantino, figlio malato di un sistema evidentemente decotto, prevede infatti che la presidenza del consiglio dell’Ue, l’organo che riunisce gli Stati membri e che dunque delinea le linee strategiche ed elabora le politiche estere e di sicurezza, passi di mano ogni sei mesi. E dall’1 gennaio il delicato e prestigioso incarico è passato a Cipro, già paradiso degli oligarchi turchi, per anni hub finanziario della Russia e legato a Mosca da antichi interessi comuni in campo energetico e militare. O partigiano portami via, che mi sento di morir.

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