- La bella vita dei fratelli Conticini grazie ai soldi della beneficenza. L’indagine sulla presunta appropriazione indebita e il riciclaggio racconta i maneggi con cui 6,6 milioni di dollari sono finiti nella disponibilità dei parenti dell’ex segretario del Pd.
- Tiziano Renzi, intervistato da Rtv38 (https://www.facebook.com/watch/?v=593637404482860), dice che gli «hanno distrutto un’azienda con 5 milioni di fatturato». Ma dichiarava un organico di sole 6 persone. Sott’inchiesta per la bancarotta dell’ennesima coop.
- Il Bullo provoca: sotto il 25% non è vittoria. Ma spera che il governo regga per capire cosa fare.
Lo speciale contiene tre articoli.
Le carte dell’indagine condotta dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco e dalla pm Giuseppina Mione sulla presunta appropriazione indebita e il riciclaggio raccontano tutti i maneggi con cui 6,6 milioni di dollari provenienti dalla Fondazione Ceil e Michael E. Pulitzer (che ne ha erogati 5,51), dall’Unicef (3,88) e da altre organizzazioni umanitarie (891.000 dollari) sono finiti nella disponibilità di Alessandro, Luca e Andrea Conticini. Quest’ultimo è accusato di aver riciclato 250.000 euro acquistando partecipazioni della Eventi6 srl, società di comunicazione dei Renzi già al centro di un fascicolo per false fatturazioni, e di altre due aziende collegate a imprenditori vicini alla famiglia dell’ex premier.
I soldi sarebbero stati drenati attraverso la Play therapy Africa (Pta) e la International development association fondate da Alessandro Conticini e dalla moglie Valérie Quéré. I soldi destinati ai bimbi africani avrebbero garantito alla coppia uno stile di vita milionario, con tanto di investimenti in giro per il mondo. Un bel salto per chi, come lavoratore autonomo della cooperazione internazionale, nel 2003 aveva percepito un reddito di 935 euro.
Le Fiamme gialle hanno monitorato tutto, in entrata e – soprattutto – in uscita approfondendo i risk alert lanciati già dal 2012 dall’Ufficio informazione finanziaria di Bankitalia. Una delle segnalazioni più interessanti riguarda un bonifico del 25 settembre 2015. Conticini trasferisce 575.000 sterline su un conto dell’Isola di Jersey, nel canale della Manica, intestato alla società Red friar private equity Ltd – Guernsey. La causale è «Investment Conticini Alessandro Edimburgh project». È la «sottoscrizione di un prestito obbligazionario», ricostruiscono gli investigatori, emesso dalla Red friar per finanziare a sua volta la Hanover leisure fountainbridge (mutuataria) per la costruzione di 184 residence, con parcheggi e ristoranti, nel distretto finanziario di Edimburgo, in Scozia. Agli inquirenti non sfugge il particolare che il «prodotto finanziario» scelto da Conticini è «regolato dalla legislazione del Guernsey», ritenuto il «paradiso fiscale più efficiente dell’Europa» e inserito nella black list della Controlled foreign companies (Cfc).
Da dove arrivano le risorse del parente dei Renzi per quest’operazione? Dal suo conto corrente personale su cui, in quei giorni, sono confluiti i frutti del «disinvestimento di prodotti finanziari e relativi interessi» per 2,25 milioni di euro, «precedentemente acquistati» grazie alle «risorse finanziarie» delle «varie organizzazioni umanitarie», annotano ancora i militari. Coi soldi delle scuole e degli ospedali in Africa, il fratello del cognato di Matteo Renzi s’è inventato immobiliarista. […]
Gli investigatori ricostruiscono i movimenti dei soldi seguendo le strisciate nei «pos» in Etiopia, Mozambico, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti (Miami, San Francisco e Los Angeles), Nassau, Bahamas, Saint Lucia, Guyana, Trinidad e Tobago, Siviglia, Londra, Francoforte, Dublino, Amsterdam, Rennes e Malta solo per indicare le località più citate sugli estratti conto, e Italia ovviamente (Golfo Aranci, Madonna di Campiglio, Dimaro, Firenze, Bologna). Con la sua Cartasì, Conticini acquista a Città del Capo, in Sudafrica, diamanti per 7.400 euro, ma gli capita di utilizzarla anche solo per un caffè da 3 euro o per comprare, su Itunes, una canzone mp3 (costo: 3,46 euro). Consegna la card alle casse di McDonald’s, Ikea, Leroy Merlin, Decathlon e di centinaia di altri esercizi commerciali. A Castenaso paga con la carta un paio di calze da 7 euro; mentre a Rignano sull’Arno, il paese dei Renzi, salda un conto di 52 euro all’Ipercoop e di 24 euro in una storica macelleria. Sulla carta viene scalato anche l’abbonamento a Sky.
Mese dopo mese, i saldi di Cartasì prosciugano quasi 200.000 euro. La smania di spendere di Conticini si manifesta ancor di più negli investimenti immobiliari. Per l’acquisto e la ristrutturazione della villa di Cascais, in Portogallo, sborsa quasi 2 milioni di euro. È una reggia che, per la sola corrente elettrica, costa 3.300 euro al mese. Oltre 16.000 euro è invece il totale per i lavori di manutenzione, mentre per mobili, oggetti e decorazioni sono stati necessari 33.000 euro. Quando non ci vivono, i coniugi Conticini la affittano per 600 euro a notte, come ha rivelato il quotidiano La Verità nell’agosto 2018. Nella vicina Lisbona, Conticini ha acquistato anche un palazzetto, in società con l’imprenditore Alessandro Radici, da cui sono stati ricavati quattro loft superlusso da vendere a un milione di euro l’uno.
Più economica (si fa per dire) è la gestione dell’altra villa in terra francese: oltre 50.000 euro per la piscina, 23.000 euro per la cucina, 11.000 euro di mobili, quasi 7.000 euro per la manutenzione del giardino, 4.000 euro per lavori di falegnameria e saldo parquet e 2.500 euro a una società che confeziona succhi di frutta biologici. In totale 253.000 euro.
Sui conti però ci sono ancora soldi sufficienti per un’auto (25.000 euro) e per due «rimborsi»: il primo di 1.750 euro per il fratello Andrea Conticini e per Matilde Renzi, sorella di Matteo; il secondo per il «pagamento albergo vacanze di Natale». Agli atti ci sono pure i bonifici mensili alla moglie Valérie per «oltre 130.000 euro», e per «operazioni acquisto titoli di Stato» (300.000 euro) e per un «investimento immobiliare» a Guimaec, nel Nord della Francia, paesino d’origine della consorte. Quel che residua viene dirottato da Conticini in Portogallo (2,2 milioni di euro) e in Svizzera (200.000 euro). Alla fine, presso la Cassa di risparmio di Rimini restano 41.000 euro su un conto, 10.000 dollari su un altro e 185 sterline sull’ultimo.
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