La Juve butta via un’altra occasione. La corsa alla Champions è un thriller
Il centrocampista della Lazio Matias Vecino segna il gol del pareggio contro la Juventus (Ansa)
Dopo Bologna, i bianconeri si fanno rimontare anche dalla Lazio: l’espulsione di Kalulu rianima le «aquile» che pareggiano con Vecino all’ultimo secondo. E ora alla Vecchia Signora potrebbero non bastare sei punti.

Un colpo di testa di Kolo Muani, un check del Var a due minuti dal novantesimo e un doppio miracolo di Di Gregorio in pieno recupero non sono bastati alla Juventus per vincere all’Olimpico contro la Lazio e fare un balzo, forse decisivo, verso la qualificazione alla prossima Champions League.

Dopo 99’ ad alta intensità, dal punto di vista nervoso più che tecnico, lo scontro diretto per l’Europa che conta è finito 1-1, con un punto che tiene tutto aperto e lascia in bilico una corsa europea sempre più affollata e incerta. Per i bianconeri si tratta dell’ennesima occasione sprecata, dopo la sconfitta incassata a Parma e il pareggio subito in rimonta la settimana scorsa contro il Bologna. Sette punti in meno, di cui quattro in due scontri diretti, che possono costare caro alla formazione di Igor Tudor in questa delicata fase della stagione. Tra tutte le concorrenti per un posto Uefa, infatti, la Juventus è quella che ha la pressione maggiore di raggiungere il quarto posto, sia per blasone e prestigio, ma anche e soprattutto per evidenti questioni finanziarie, considerando il mancato incasso che ne deriverebbe. Con il risultato maturato ieri a Roma, la Vecchia Signora sarebbe ancora titolare del piazzamento Champions, pur essendo a pari punti con la Lazio – entrambe hanno 64 punti – ma in vantaggio negli scontri diretti rispetto ai biancocelesti, battuti 1-0 all’andata. Oltre agli scontri diretti, i criteri in caso di parità ntri diretti2) differenza reti negli scontri diretti3) differenza reti generale4) miglior attacco5) sorteggioTuttavia, a osservare con attenzione il risultato dell’Olimpico c’erano anche Roma e Fiorentina, impegnate lunedì rispettivamente contro Atalanta e Venezia, oltre al Bologna, battuto sabato a San Siro dal Milan e ancora in corsa. Il pareggio tra Juve e Lazio, guardando la classifica, ingolosisce in particolar modo i giallorossi, che in caso di successo a Bergamo scavalcherebbero in un colpo solo Juve e Lazio.

A riacciuffare il pareggio per la formazione di Marco Baroni, è stato il solito Matias Vecino, uomo spesso decisivo in carriera nei minuti finali. Il centrocampista ex Inter, dopo aver sostituito Rovella al 65’, si è trovato nel posto giusto al momento giusto al 96’, ribadendo in rete il colpo di testa di Castellanos respinto da Di Gregorio. La partita, considerata l’elevata posta in palio, è stata carica di tensione, con ben nove cartellini gialli e un rosso a Kalulu al 60’ per un’ingenuità nei confronti di Castellanos, giudicata dal Var da espulsione. Le due squadre hanno giocato per tutto il primo tempo più con il freno a mano tirato, probabilmente per la paura di non perdere ed essere tagliati fuori dall’obiettivo stagionale con due turni di anticipo, che con lo slancio di chi voleva provare a vincere. A inizio ripresa, invece, è arrivato l’episodio che ha cambiato i piani dei due allenatori. Al 52’ Kolo Muani si è lanciato sul cross dalla sinistra di McKennie e di testa da due passi ha insaccato alle spalle di Mandas. Il vantaggio bianconero ha così imposto alla Lazio di alzare il baricentro e la pressione per rimettersi in carreggiata; mentre la Juventus si è affidata un po’ troppo alla gestione e alle ripartenze, con l’obiettivo di provare a chiuderla. Alla fine dei conti, per tutto quello che ha costruito, la squadra di Baroni non ha assolutamente demeritato il pareggio. Prima del tap-in decisivo di Vecino, infatti, la squadra biancoceleste aveva già sfiorato il gol con un palo colpito da Dia, su cui va detto è stata decisiva la deviazione di Di Gregorio, e un’ingenuità di Savona che aveva messo Castellanos a tu per tu con il portiere bianconero, obbligandolo praticamente al fallo da rigore, poi cancellato dal Var per un fuorigioco nell’azione di partenza.

«Non molliamo mai, ci dispiace perché abbiamo commesso un errore in tutta la partita e l’abbiamo pagato caro. Faccio i complimenti alla squadra e al pubblico, ci dispiace, siamo consapevoli», ha commentato a fine gara Baroni. Tudor ha provato a nascondere la delusione per la mancata vittoria, la seconda dopo quella di Bologna, guardando il bicchiere mezzo pieno: «È stata una bella gara, ho fatto i complimenti ai miei giocatori nello spogliatoio. Dispiace sicuramente perché non abbiamo preso i tre punti. Prendiamo questo punto e guardiamo alle prossime due partite con fiducia». Il tecnico croato, alla sua sesta partita sulla panchina della Juve dopo esser subentrato a Thiago Motta, ha anche analizzato: «Cosa manca alla Juve per tornare grande? Non posso commentare cosa sarebbe successo, se fossi arrivato dalla preparazione. Con 2-3 pezzi si può avere una squadra di altissimo livello. Perché già così è una squadra forte al netto delle assenze».

La Juventus è ora obbligata a ottenere sei punti nelle prossime e ultime due partite di campionato: il 18 maggio allo Stadium contro l’Udinese e il 25 maggio al Penzo di Venezia, contro la squadra di Eusebio Di Francesco che potrebbe trovarsi ancora in corsa per la salvezza. Sei punti potenziali che proietterebbero i bianconeri a quota 70 e che potrebbero anche non essere sufficienti per qualificarsi alla prossima Champions League.

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