orban

{{ subpage.title }}

Bulgaria nell’euro in barba al popolo. Quattro mesi dopo vince un «Orbán»
Il neopresidente bulgaro Rumen Radev (Ansa)
Sofia ha ignorato le proteste dei cittadini contro l’ingresso nella moneta unica. Risultato: trionfa un candidato scettico sull’Ue e per il dialogo con la Russia. La sinistra non aveva ancora finito di brindare per l’Ungheria...

Sono passati pochi giorni dall’esito delle elezioni ungheresi, che hanno visto l’ex premier Viktor Orbán sconfitto da un politico membro della famiglia dei Popolari europei, Péter Magyar, inspiegabilmente acclamato dai progressisti. Ieri mattina, sul tavolo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al tredicesimo piano del palazzo Berlaymont a Bruxelles, è atterrato un altro spinoso dossier dall’area dell’ex cortina di ferro, quello bulgaro.

Continua a leggereRiduci
Il dopo Orbán è meglio di Orbán
Péter Magyar e Viktor Orbán (EP Photo)
La sinistra, priva di rappresentanti nel Parlamento di Budapest, e la Ue hanno fatto festa per la vittoria di Péter Magyar. Però lui chiede di levare le sanzioni alla Russia e stoppa l’allargamento dell’Unione all’Ucraina, alla quale non darà soldi. Che sberla ai compagni.

Péter Magyar meglio di Viktor Orbán? Forse, ma a quanto pare non nel senso auspicato dai tanti che ieri si sono spellati le mani per la caduta di colui che ha guidato l’Ungheria per 16 anni. Se si leggono i commenti di queste ore, pare che a Budapest sia finito un regime totalitario, ma le cose non stanno esattamente così. Premesso che non ho grandi ricordi di dittatori cacciati a furor di voti: Ceausescu, tanto per rimanere in area, fu liquidato da una rivolta popolare e fucilato subito dopo, e così pure è capitato a Gheddafi.

Continua a leggereRiduci
Il dopo Orbán è meglio di Orbán
Péter Magyar e Viktor Orbán (EP Photo)
La sinistra, priva di rappresentanti nel Parlamento di Budapest, e la Ue hanno fatto festa per la vittoria di Péter Magyar. Però lui chiede di levare le sanzioni alla Russia e stoppa l’allargamento dell’Unione all’Ucraina, alla quale non darà soldi. Che sberla ai compagni.

Péter Magyar meglio di Viktor Orbán? Forse, ma a quanto pare non nel senso auspicato dai tanti che ieri si sono spellati le mani per la caduta di colui che ha guidato l’Ungheria per 16 anni. Se si leggono i commenti di queste ore, pare che a Budapest sia finito un regime totalitario, ma le cose non stanno esattamente così. Premesso che non ho grandi ricordi di dittatori cacciati a furor di voti: Ceausescu, tanto per rimanere in area, fu liquidato da una rivolta popolare e fucilato subito dopo, e così pure è capitato a Gheddafi.

Continua a leggereRiduci
Il futuro primo ministro magiaro si mostra accondiscendente verso le richieste della Commissione, come quelle sullo Stato di diritto, per un motivo molto semplice: sbloccare i fondi, congelati per ricattare il suo predecessore, che sommati fanno il 17% del loro Pil.

Nelle elezioni, l’economia conta quasi sempre più di qualsiasi altra cosa. Nel 1992 Bill Clinton vinse le presidenziali Usa contro Bush padre proprio all’insegna dello slogan «È l’economia, stupido!», che il suo capo stratega James Carville aveva fatto scrivere su un cartello che campeggiava nella sede della campagna, come uno dei punti principali su cui puntare per battere il presidente uscente.

Continua a leggereRiduci
Vance: «Ingerenza Ue vergognosa»
Viktor Orbán e JD Vance (Ansa)
Il vicepresidente Usa da Budapest: «Uno dei peggiori casi di interferenza elettorale. Orbán il migliore nell’Unione sull’energia, vincerà». Sul palco arriva la telefonata di Trump.

Non è diplomazia: è campagna elettorale. A pochi giorni dal voto ungherese, JD Vance è volato a Budapest per schierarsi al fianco di Viktor Orbán e attaccare frontalmente Bruxelles, accusata di interferire nelle elezioni e di voler ricattare l’Ungheria. «Siamo qui per aiutare», ha detto ieri il vicepresidente americano.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy