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Spendiamo 500 milioni l’anno per impedire le espulsioni

Spendiamo 500 milioni l’anno per impedire le espulsioni
Ansa
L’Italia garantisce ai meno abbienti il gratuito patrocinio, cioè un avvocato a spese della collettività. Oggi, però, a usufruire di questo diritto sono per lo più gli stranieri, spesso in ricorsi contro le espulsioni. In pratica, paghiamo per trattenere qui chi non vogliamo.

Pochi lo sanno, ma ogni anno paghiamo centinaia di milioni per trattenere in Italia gli immigrati che non vogliamo. Lo so che è un comportamento da pazzi, perché dovremmo avere interesse a liberarci il più in fretta possibile delle persone non gradite, che per di più non hanno alcun diritto di restare a casa nostra. Ma purtroppo l’uso estensivo e generalizzato dell’articolo 24 della Costituzione ha prodotto un effetto paradossale: spendiamo quasi mezzo miliardo l’anno per impedire che clandestini come Emilio Gabriel Valdel Velazco, l’assassino di Aurora Livoli, la diciannovenne uccisa a Milano, o Marin Jelenic, il croato che a Bologna ha ammazzato con una pugnalata il capotreno Alessandro Ambrosio, vengano allontanati.

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Desecretati i primi documenti su ipotetici incontri alieni: video, foto, report di Nasa e Fbi. Molte suggestioni, ma nessuna prova.

Nel 1492 un evento inatteso stravolse la storia dell’Occidente: la cosiddetta «scoperta» dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Quell’anno, senza saperlo, l’Europa divenne il Vecchio continente, mentre schiere di uomini si lanciarono, come dei novelli Ulisse, alla scoperta del «nuovo mondo».

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In provincia di Cesena e Ancona (ma un po’ in tutta Italia) i piccoli centri abitati stanno perdendo le scuole. Poche nascite significano zero bimbi tra i banchi: impossibile formare sezioni. Così la comunità si disgrega.

Il prossimo anno scolastico, molte prime classi di scuola primaria non si potranno formare. Mancano bambini e il calo demografico rende impossibile assicurare l’istruzione a classi con meno di 15 bambini, secondo quanto stabilisce il decreto del presidente della Repubblica del 2009, sulla riorganizzazione della rete scolastica.

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«Hitler finanziava Wagner». Che svarione sul nazismo dalla prof che studia i nazisti
Mirella Serri (Imagoeconomica)
Mirella Serri su La7 dice che il compositore era a libro paga della svastica. Peccato sia morto 50 anni prima della presa del potere. Bell’esempio di egemonia culturale della sinistra.

«Wagner veniva finanziato da Hitler». C’è un’installazione itinerante alla Biennale di Venezia, forse la più originale e disturbante di un’edizione già di per sé scossa, profanata, perfino valorizzata da polemiche culturali e politiche che la stanno trasformando in uno sgargiante happening social.

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«Colpa della Brexit, serve più Ue». L’eurofesta alla faccia della realtà
Keir Starmer (Ansa)
Il «Corriere» ribalta la frittata sul tracollo laburista, Sergio Mattarella prova a convincerci che aderire al «progetto comunitario» ci abbia portato «fiducia nel futuro». Quando questa Unione, ormai, si regge solo sui ricatti.

Confondere il sintomo con l’origine della malattia. È successo al Corriere della Sera, dove Paolo Lepri, ieri, si è sforzato di elaborare il malessere per la batosta elettorale rimediata da Keir Starmer nel Regno Unito, ricorrendo a una «ipotesi suggestiva»: «E se […] fosse proprio la Brexit ad essere la causa dei mali […]?». Quello di dieci anni fa, dunque, sarebbe stato il primo «strappo», che ha legittimato una serie di tesi masochiste: il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”», l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato», ovviamente solo perché le «promesse del leave», fallaci dall’inizio, «non sono state mantenute».

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