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«Riporto nei cinema il “taaac” del Dogui»

«Riporto nei cinema il “taaac” del Dogui»
Germano Lanzoni, volto del Milanese imbruttito (Getty)
Il comico Germano Lanzoni: «Sono il Fantozzi 2.0. Il personaggio del mio nuovo film è un cinquantenne scaricato dalla new economy che si trasferisce in periferia. Quando ho lanciato “Il milanese imbruttito” Facebook era pieno di ragazzi, oggi è una piattaforma per i boomer».
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Realismo Italia: «Bisogna parlare con Putin»
Giorgia Meloni (Ansa)
  • La risoluzione approvata impegna l’esecutivo ad abbandonare la difesa assoluta dell’integrità territoriale di Kiev e ad avviare un percorso di uscita dalle sanzioni. E il presidente del Consiglio: sì al dialogo con Mosca.
  • La maggioranza chiede a Bruxelles una riduzione graduale delle gabelle contro Mosca. Successo della Lega: via dalla risoluzione il riferimento all’integrità territoriale ucraina.

Lo speciale contiene due articoli

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Per mediare con Putin a nome dell’Ue rispunta l’ipotesi di «nonno» Draghi
Vladimir Putin (Ansa)
A raccogliere l’appello di Giorgia Meloni e di Sergio Mattarella, affinché l’Europa si esprima con una voce unica, potrebbe essere l’ex premier: Gerhard Schröder piace troppo al Cremlino, Angela Merkel invece si è già tirata indietro.

Meno volenterosi, più Europa. Può sorprendere che la vera prospettiva multilaterale, piuttosto che la soluzione di ripiego del «fare le cose con chi ci sta» (come suggeriva Romano Prodi), venga difesa dalla sovranista Giorgia Meloni.

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La Russia rivendica altri due villaggi. Kiev ora punta a isolare la Crimea
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Ancora vittime civili da ambo le parti. Volodymyr Zelensky alla ricerca di nuovi missili antiaerei.

In un conflitto basato su una guerra di posizione, con pochi aggiustamenti del fronte, a terra e su uno stillicidio di incursioni incrociate nei cieli, con droni e missili, l’Ucraina batte cassa con gli europei per crescenti finanziamenti.

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Trump avvisa l’Iran: «Vi colpiremo duro». Poi il colpo di scena: «L’accordo è vicino»
Donald Trump (Ansa)
Dopo aver messo nel mirino l’isola di Kharg, il tycoon annuncia: «Non attaccheremo, a breve si saprà luogo e data della firma».

La crisi tra Stati Uniti e Iran sembrava aver compiuto un nuovo e pericoloso salto di qualità. Poi, l’ennesimo colpo di teatro di Donald Trump, che ha annullato gli attacchi minacciati per la serata di ieri, giurando che l’accordo diplomatico era a un passo.

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