interviste e personaggi

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Eugenia Roccella (Ansa)
Il ministro della Famiglia Eugenia Roccella: «Rifiutare il parere del Garante significa non gradire alcuna supervisione. Sui bimbi del bosco io invece mi fido di Terragni. Hanno diviso un focolare unito, in altri casi dicono che “basta l’amore”».
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Barabotti: «Cariche pubbliche solo agli italiani»
Andrea Barabotti
Il deputato della Lega: «I ruoli apicali nei ministeri, in Parlamento, nell’esecutivo e in Regione devono essere affidati a chi possiede un legame originario con la nazione».

Vi ricordate di Cécile Kyenge, nata in Congo, ministro per l’Integrazione nel governo Letta del 2013? Ecco, se anche volesse, questa signora, non potrebbe mai diventare presidente del Consiglio, del Senato o tantomeno presidente della Repubblica e nemmeno governatore di Regione. Sarebbe così se passasse la proposta di legge del deputato della Lega, Andrea Barabotti (40 anni, militante da quando ne aveva 22), con la quale vorrebbe «preservare l’identità nazionale, la continuità istituzionale e la fedeltà verso la Repubblica».

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«Bruxelles non ci paralizzi con decisioni contraddittorie»
Il presidente di Giflex Alberto Palaveri
Il capo di Giflex Alberto Palaveri (produttori di imballaggi): «Il settore vale 51 miliardi ma serve chiarezza. Prima le bustine di zucchero obbligatorie, ora vietate. Nell’incertezza non si investe».

Difficilmente ci facciamo caso, ma il foglio con cui il salumiere avvolge il prosciutto, la scatoletta di cartone delle uova, la busta del bagno schiuma sono prodotti da un settore industriale che è uno dei fiori all’occhiello della nostra economia. Anche per la produzione di macchine confezionatrici.

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Bozzetti: «Il settore fieristico è in crescita. Siamo infrastrutture strategiche»
Giovanni Bozzetti (Ansa)
Il numero uno di Fondazione Fiera Milano: «Il nostro sistema vale 1,4 miliardi contro i 4 di quello tedesco, ma ha tutte le carte per diventare primo in Europa. Per farlo vanno però superate le logiche di campanile».
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Urso: «Pure i sindacati Ue contro il Green Deal»
Adolfo Urso (Imagoeconomica)
Il titolare del Mimit: «La lettera di Merz è un buon segno, dimostra che la nostra linea ha fatto breccia. La presenza dell’Italia emerge in tutte le istituzioni europee. Ora via i diktat verdi o diventeremo un museo. Chi frena è Madrid, Parigi si sta ravvedendo».

Giorni decisivi per il futuro del Green Deal europeo ma soprattutto di imprese e lavoratori, già massacrati da regole asfissianti e concorrenza extra Ue sempre più sofisticata. A partire dall’auto, dossier sul quale il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dedicato centinaia di riunioni.

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