In una fase di profonda trasformazione del sistema fieristico, segnata da nuove sfide globali, competitività internazionale e dall’avvicinarsi di grandi eventi come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, Fiera Milano si conferma uno degli snodi strategici dell’economia italiana. Alla guida di Fondazione Fiera Milano c’è Giovanni Bozzetti, nonché presidente di Infrastrutture Lombarde, chiamato a interpretare questo passaggio cruciale e a delineare una visione di medio-lungo periodo per il futuro del sistema fieristico.
Un percorso che prende avvio simbolicamente dalla Casa del Made in Italy, inaugurata insieme al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in occasione di Mido, la rassegna internazionale dell’occhialeria in programma a Fiera Milano fino al 2 febbraio. La Casa, ospitata negli spazi del centro servizi del quartiere espositivo di Rho, nasce dal protocollo siglato lo scorso settembre tra Mimit, Fondazione Fiera Milano e Fiera Milano per sostenere le imprese, le filiere territoriali e l’export attraverso una presenza istituzionale strutturata nelle principali manifestazioni fieristiche.
«È un progetto messo a disposizione degli imprenditori», spiega Bozzetti. «La mia storia professionale si è sempre sviluppata tra pubblico e privato, con l’obiettivo di sostenere il Made in Italy nel mondo, sia in ambito aziendale sia istituzionale».
Presidente, quali sono state le sue esperienze tra pubblico e privato?
«Ho lavorato in aziende anche quotate, ho svolto e svolgo attività accademica come professore all’Università Cattolica nel campo del turismo culturale e dello sviluppo del territorio, e ricoperto incarichi istituzionali come assessore del Comune di Milano e di Regione Lombardia. Esperienze diverse ma complementari, che mi hanno consentito di maturare una visione utile al ruolo che oggi ricopro».
Come nasce il suo legame con il sistema fieristico milanese?
«Durante il mio incarico di assessore del Comune di Milano, con delega anche alla Fiera, e successivamente come assessore regionale al Commercio, ho vissuto in prima persona la fase di progettazione e l’apertura del nuovo polo fieristico di Rho-Pero tra il 2000 e il 2005. Fondazione Fiera Milano è sempre stata un fulcro dello sviluppo della città».
Qual è oggi il ruolo di Fondazione Fiera Milano?
«Fondazione Fiera Milano svolge una funzione strategica per lo sviluppo del territorio, della città e dell’intero sistema economico, sociale e culturale lombardo, con importanti ricadute anche a livello nazionale. Il suo valore aggiunto sta nel ruolo di azionista attivo e propositivo di Fiera Milano».
Come valuta lo stato di salute del settore fieristico dopo gli anni più complessi?
«Il settore sta progressivamente tornando ai livelli pre-pandemia, dimostrando una forte vitalità nonostante le tensioni geopolitiche. Le fiere non sono semplici eventi, ma vere infrastrutture strategiche e luoghi di diplomazia economica».
Qual è la posizione di Fiera Milano nello scenario internazionale?
«Fiera Milano è il fulcro del sistema fieristico italiano, che è il quarto al mondo, ed è il cuorepulsante del Made in Italy, apprezzato a livello internazionale per la qualità dei prodotti e del saper fare».
Nei suoi programmi c’è un ripensamento del modello fieristico?
«L’obiettivo è rafforzare il sistema attraverso il confronto continuo con operatori, organizzatori e istituzioni. L’attrattività passa da una maggiore integrazione tra fiere e territorio: hospitality, trasporti, cultura, ristorazione, commercio e tempo libero devono diventare parte di un’unica proposta di valore. Questo crea benefici sia per Fiera Milano sia per il territorio».
Il sistema fieristico italiano è spesso frammentato. Come superare questa criticità?
«Al mio insediamento ho riscontrato l’esistenza di due associazioni di rappresentanza del sistema fieristico: un’anomalia. Ho promosso un percorso di unificazione per rafforzare il dialogo con il governo e superare logiche campanilistiche. Il nostro sistema vale 1,4 miliardi contro i 4 di quello tedesco, ma ha tutte le carte per diventare il primo in Europa grazie alla forza attrattiva del Paese: paesaggio, cultura, arte, cibo, clima».
Quanto contano innovazione e sostenibilità?
«Sono centrali. Abbiamo investito nella posa di oltre 50.000 pannelli fotovoltaici sui tetti di Fiera Milano e previsto, nell’ultimo piano industriale, un investimento aggiuntivo di 8 milioni di euro per il nuovo spazio ConfExpo, dedicato ad attività congressuali e format fieristici di dimensioni più contenute».
Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quale sarà il ruolo di Fiera Milano?
«Ospiteremo gare di Speed Skating e Hockey e il main media center dell’evento, grazie a un investimento di 25 milioni di euro. Si tratta di infrastrutture che adeguate con un ulteriore investimento di 12 milioni dopo le Olimpiadi, resteranno come legacy, creando nuove opportunità di business per il Gruppo Fiera Milano».
Mido: che valore ha questa manifestazione?
«Siamo orgogliosi di ospitare Mido, che presenta l’eyewear come una delle eccellenze del Made in Italy. Un settore capace di unire artigianalità, alta tecnologia, tradizione, estetica e scienza».
Quanto è significativa la sua nomina a presidente del Comitato Aefi-ItEx a sostegno competitività e internazionalizzazione industria fieristica?
«È una nomina importante perché rafforza il mio impegno per una collaborazione strutturale tra le associazioni del sistema fieristico italiano. Solo lavorando insieme possiamo essere competitivi e portare il nostro sistema al vertice europeo».


