Luca Pallanch
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«Sono un attore cane che cura con le risate»

Tenor

Il comico Enzo Salvi, ex potatore di piante, torna con il nuovo spettacolo: «Come i quattro zampe, sono fedele. Ho la battuta dentro, le migliori nei film di Vanzina erano le mie. Mi spiace di non aver mai lavorato con Verdone. Il mio sogno? È di fare una fiction drammatica».
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Neri Parenti: «C’è il Web, l’era dei cinepanettoni è finita»

Ansa

Il regista che più ha fatto ridere l'Italia negli ultimi 40 anni: «La parola Natale nei titoli è da abolire! Quando noi facevamo questi film, in sala c'era una generazione dagli 8 ai 20 anni, che oggi invece non ci va più. Internet ha livellato tutto, compresi Nord e Sud».
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«Fabrizio meritava di condurre Sanremo»

Ansa

Il ricordo del fratello del presentatore, che oggi avrebbe compiuto 61 anni: «Conosceva musica e cantanti, sarebbe stato il migliore. Siamo cresciuti imparando da “Alto gradimento". Io divenni compositore, lui fece un provino in Rai fingendo di lanciare Battisti».
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«Nei miei gialli c’è una storia d’Italia di cui tutti tacciono»

Pixabay

Roberto Costantini, il padre del commissario Balistreri: «Se avessi scritto un saggio sarebbe stato ignorato. Ai lettori risolvere il caso non basta più».
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«Il cinema italiano ucciso dalla televisione»

ANSA

L'attore Fabio Testi critica il sistema: «Solo film stranieri nelle sale, bisogna tassarli come si fa in Francia. Noi professionisti non lavoriamo neppure nelle serie, preferiscono prendere giullari di corte. Coltivo tartufi, fu Jean Gabin a dirmi: “Bisogna avere un'alternativa"».
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«Ho avuto due padri, ma mi sentivo orfano»

ANSA

Figlio del regista Luciano Salce, dai 2 anni ha vissuto con Vittorio Gassman che aveva sposato sua madre: «Fare il genitore non era il loro mestiere. Sono diventato attore per stare con loro e costruire il rapporto mancato. Tra i due c'era attrito, però non ho mai visto scenate».
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«Ho tirato un pugno a un regista e sono diventato commissario»

In Italia per presentare la sua autobiografia, l'ex bello del cinema Luc Merenda si racconta: «Er Monnezza dovevo farlo io. Tomas Milian era già senza capelli, io li ho ancora tutti. Alain Delon un figlio di... Mi fece perdere una parte».
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«Ho girato film ovunque, ritornare in Italia il mio sbaglio peggiore»

Venantino Venantini, un nome che non si dimentica, una faccia da canaglia: «Devo tutto alla Francia che mi adottò. E mi chiama ancora per farmi lavorare».
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«Il mio Brancaleone alla ricerca della fede»

ANSA

Pippo Franco, regista e attore, reinterpreta il personaggio del film di Monicelli: «È l'uomo d'oggi, che è diventato un codice fiscale e si è smarrito. Anch'io avevo perso la spiritualità, a causa del successo. Il mio angelo custode e un mendicante mi hanno fatto ritrovare me stesso».