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Il «selvaggio» piace solo in film e favole. Se scegli il vero bosco ti trattano da matto

Il «selvaggio» piace solo in film e favole. Se scegli il vero bosco ti trattano da matto
La famiglia Trevallion (Ansa)
La natura di «Avatar» è un prodotto artificiale dei progressisti: quella reale è aspra e feroce. Infatti allo Stato madre non va bene.

Da quando è uscito, il 17 dicembre scorso, il terzo film della serie Avatar, intitolato Fuoco e cenere, è stato visto in Italia da diverse decine di migliaia di spettatori incassando oltre 15 milioni di euro. Ovviamente il successo è globale: negli Stati Uniti ha raggiunto i 218 milioni di dollari di incassi, che diventano 760 e passa milioni di dollari a livello mondiale. Non stupisce, dopo tutto Avatar è un franchise che si adatta perfettamente allo spirito del tempo, anzi si può dire che abbia largamente contribuito a plasmarlo. Non c’è dubbio che anche il nuovo capitolo sia godibile e visivamente straordinario: è un fantasy classico, in fondo, che mette in scena l’antica lotta fra le forze del bene e quelle del male, semplicemente con qualche sfumatura woke. Ci sono i colonizzatori bianchi occidentali, per lo più maschi, che invadono il pacifico mondo dei Na’vi, popolazione umanoide di colore blu molto simile ai nativi americani, insomma siamo a Balla coi lupi fra le stelle. Hollywood cerca ancora di fare i conti con il genocidio degli indiani risarcendoli tramite la produzione di immaginario: i buonissimi selvaggi si trovano per l’ennesima volta a fronteggiare gli spietati visi pallidi, una trama che dagli anni Settanta in poi abbiamo visto ripetersi con una certa frequenza.

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La miglior porchetta nasce nel Lazio? In Marca trevigiana sostengono di no
La terra che ruota attorno a Treviso è uno scrigno di tesori gastronomici. Non vive solamente di prosecco, radicchio e tiramisù: contende la paternità dello «spiedo» di carne a Brescia. E quante varianti di asparagi.

Il recente riconoscimento da parte dell’Unesco alla cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità in realtà è un punto di partenza perché ognuno, nei propri territori, vada a riscoprire e valorizzare quanto storia e tradizioni locali hanno portato a noi dalle memorie custodite in ogni famiglia.

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«Ecco come aiutiamo le Pmi italiane a vincere le sfide»
Il leader di Enosi Angelo Strazzella: «Affianchiamo i proprietari con imprenditori, non consulenti. La divisione fashion offre metodo e sinergie».
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«Un mio antenato fermò gli islamici. L’Occidente c’è anche grazie a lui»
Luca Josi
Il brand manager di Tim, Luca Josi assieme alla moglie, ha scritto un libro su Marcantonio Bragadin: «Fu un generale veneziano, scuoiato vivo dai turchi dopo l’assedio di Famagosta. Mia nonna mi raccontava le sue imprese».
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Terrorismo globale, raid di Usa e Israele: uccisi due leader jihadisti tra Nigeria e Gaza
I funerali di Izz al-Din al-Haddad, comandante militare di alto rango del braccio armato di Hamas, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, ucciso insieme ai suoi familiari in un attacco israeliano a Gaza City (Gertty Images)

Washington annuncia l’eliminazione del numero due dell’Isis in Africa durante un’operazione in Nigeria. A Gaza Israele colpisce il comandante militare di Hamas Izz al-Din al-Haddad. Nuova offensiva contro i vertici del jihadismo internazionale.

La guerra globale al terrorismo è tornata al centro della scena internazionale con due operazioni che, nel giro di poche ore, hanno colpito alcuni dei principali vertici del jihadismo internazionale tra Africa e Medio Oriente. Da un lato l’eliminazione in Nigeria di Abu Bilal al-Minuki, indicato da Donald Trump come il numero due mondiale dello Stato Islamico. Dall’altro l'assassinio mirato di Izz al-Din al-Haddad, comandante militare di Hamas nella Striscia di Gaza e considerato da Israele uno degli ultimi grandi architetti del massacro del 7 ottobre 2023.

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