I fondi Ue arrivano alla fine del 2021 (se va bene)

Altro che pioggia di miliardi: nel 2021 rischiamo la siccità. Perché la liquidità che con il Recovery fund doveva annaffiare e far rifiorire il nostro Paese, come nella tradizione delle previsioni meteorologiche, è rinviata a data da destinarsi. Sì, come purtroppo avevamo scritto, i finanziamenti a fondo perduto e i prestiti che avrebbero dovuto arrivare da Bruxelles non sono dietro l'angolo. A differenza di ciò che ci hanno raccontato fino a ieri, sia il governo che i principali commentatori, quella dei soldi Ue non è una partita chiusa, perché in Europa sono ancora molte le perplessità sul meccanismo che dovrebbe aiutare i Paesi in difficoltà. Non parliamo di Spagna e Portogallo, che già hanno fatto sapere di non avere intenzione di usare il denaro messo a disposizione dall'Unione in quanto, visti i tassi d'interesse sul mercato, sia Madrid che Lisbona non ritengono convenienti le condizioni. Ci riferiamo piuttosto a quei Paesi frugali che sembravano essersi accontentati dell'accordo raggiunto in estate dopo una lunga trattativa e invece non si sono accontentati affatto, ma sono riusciti prima a far slittare il piano, ora a bloccare tutto.

Giovanni Tria (Getty images)
Lunedì l'Eurogruppo torna a discutere del «nuovo». Meccanismo di stabilità, accantonato per la crisi del Covid. Ma il ministro spiegherà le sue intenzioni solo nella sede «blindata» della commissione, non in Parlamento.
Con un tasso di decessi del 3,5% siamo settimi a livello mondiale. Il drammatico impatto potrebbe essere dovuto all'età avanzata della popolazione e ai criteri diversi tra Paesi per calcolare le morti da Covid.
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