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I fondi Ue arrivano alla fine del 2021 (se va bene)

I fondi Ue arrivano alla fine del 2021 (se va bene)
Giuseppe Conte (Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images)

Altro che pioggia di miliardi: nel 2021 rischiamo la siccità. Perché la liquidità che con il Recovery fund doveva annaffiare e far rifiorire il nostro Paese, come nella tradizione delle previsioni meteorologiche, è rinviata a data da destinarsi. Sì, come purtroppo avevamo scritto, i finanziamenti a fondo perduto e i prestiti che avrebbero dovuto arrivare da Bruxelles non sono dietro l'angolo. A differenza di ciò che ci hanno raccontato fino a ieri, sia il governo che i principali commentatori, quella dei soldi Ue non è una partita chiusa, perché in Europa sono ancora molte le perplessità sul meccanismo che dovrebbe aiutare i Paesi in difficoltà. Non parliamo di Spagna e Portogallo, che già hanno fatto sapere di non avere intenzione di usare il denaro messo a disposizione dall'Unione in quanto, visti i tassi d'interesse sul mercato, sia Madrid che Lisbona non ritengono convenienti le condizioni. Ci riferiamo piuttosto a quei Paesi frugali che sembravano essersi accontentati dell'accordo raggiunto in estate dopo una lunga trattativa e invece non si sono accontentati affatto, ma sono riusciti prima a far slittare il piano, ora a bloccare tutto.

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Gianluigi Paragone smaschera il paradosso del fronte del No: un giorno difende l'autonomia dei giudici come fosse sacra e il giorno dopo, sul caso di Nicole Minetti, si arrabbia perché il Ministero non ha dato ordini ai magistrati o non ha inseguito i colpevoli in Uruguay.

La crisi nel Golfo gonfia i prezzi (ad aprile particolarmente colpita l’Italia) mentre la crescita rallenta o, come nel caso di Parigi, si azzera. Ma Von der Leyen & C. prescrivono ricette omeopatiche e sono disposti a farci morire per i rigidi parametri di Maastricht.
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Visita a Monza per Giorgia Meloni, che per il Primo Maggio sceglie PizzAut, la pizzeria che impiega ragazzi con autismo: «I lavoratori più straordinari di tutti».

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Il governo non sfora il patto di stabilità ma apre la trattativa con la Ue sulla deroga
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Giorgetti: «Il nostro obiettivo è proteggere famiglie e imprese senza ricorrere formalmente allo scostamento di bilancio».

Formalmente la parola scostamento non c’è ma nella risoluzione di maggioranza sul Dfp (il Documento di finanza pubblica) nella versione aggiornata, c’è un riferimento esplicito alle clausole di salvaguardia previste dal nuovo Patto di Stabilità europeo, una precisazione che non c’era nel testo originale circolato nella mattinata di ieri.

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