2025-11-29
L’Ue accusa il Golden power di Roma mentre Macron nazionalizza Arcelor
Bruxelles apre una procedura sull’Italia per le banche e tace sull’acciaio transalpino.L’Europa continua a strizzare l’occhio alla Francia, o meglio, a chiuderlo. Questa volta si tratta della nazionalizzazione di ArcelorMittal France, la controllata transalpina del colosso dell’acciaio indiano. La Camera dei deputati francese ha votato la proposta del partito di estrema sinistra La France Insoumise guidato da Jean-Luc Mélenchon. Il provvedimento è stato approvato con il supporto degli altri partiti di sinistra, mentre Rassemblement National ha ritenuto di astenersi. Manca il voto in Senato dove l’approvazione si preannuncia più difficile, visto che destra e centro sono contrari alla nazionalizzazione e possono contare su un numero maggiore di senatori. All’Assemblée Nationale hanno votato a favore 127 deputati contro 41. Il governo è contrario alla proposta di legge, mentre il leader di La France Insoumise, Mélenchon, su X ha commentato: «Una pagina di storia all’Assemblea nazionale».Un fatto politicamente rilevante, eppure in Commissione europea sul tema c’è silenzio assoluto. La stessa clemenza non è stata rivolta all’Italia che spesso e anche di recente, ha subito le pressioni della Commissione europea per l’utilizzo del Golden power. Strumenti diversi, certo, ma rivolti allo stesso obiettivo: l’interesse nazionale. Pochi giorni fa l’ultimo caso: la Commissione ha aperto una procedura di infrazione all’Italia per «incompatibilità dei poteri discrezionali nelle fusioni bancarie con il diritto dell’Unione europea in Italia». Poteri discrezionali, ergo Golden power. Il governo ne ha rivendicato l’utilizzo perché nella tutela degli interessi strategici ricompresi nei poteri speciali, rientrano anche i temi bancari e del risparmio. L’infrazione «non è rivolta a nessun caso specifico. Riguarda il Golden power di per sé» ha spiegato il portavoce della Commissione Arianna Podestà nel briefing con la stampa. È chiaro, tuttavia, che l’iter di Bruxelles si è aperto per via dell’operazione Unicredit – Bpm. La Commissione ha fatto emergere la preoccupazione che la normativa sul Golden power, «pur essendo intesa a salvaguardare la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico, così come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali all'interno del mercato unico. Inoltre, la legislazione italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca centrale europea nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico». Il governo italiano ha adesso due mesi per rispondere. Insomma, l’ingerenza politica europea è forte, ma sembrerebbe riservata a certi Paesi piuttosto che ad altri. Un trattamento speciale sicuramente lo riceve la Francia, libera di privatizzare ArcelorMittal France senza che si dica nulla. La controllata francese non è infatti un’azienda a noi sconosciuta, anzi. Arcelor Mittal ha gestito l’ex Ilva di Taranto per anni, e appena poche settimane fa il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un question time al Senato ha spiegato: «La gestione scellerata di Arcelor Mittal dell’ex Ilva ha provocato danni, secondo stime certificate, per quasi 4 miliardi di euro lasciando in attività un solo altoforno con appena quattro giorni di autonomia». Ad ogni modo questa privatizzazione è possibile che crei un precedente per l’Italia: adesso anche per l’ex Ilva si ipotizza la strada della nazionalizzazione. A spingerla è soprattutto la sinistra. In queste settimane il dibattito è tornato al centro, favorito soprattutto dalle elezioni regionali pugliesi. Per la segretaria dem Elly Schlein lo Stato deve nazionalizzare temporaneamente «per guidare un percorso di decarbonizzazione che trovi l’equilibrio per tutelare ambiente, salute e occupazione». Anche Carlo Calenda leader di Azione che già ha avuto a che fare con il dossier da ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi, ha detto: «A questo punto l’unica soluzione possibile è una nazionalizzazione, con un team manageriale forte e un partner italiano di minoranza». «Incostituzionale», il commento di Urso.
Maria Rita Parsi (Imagoeconomica)
La sede di Bankitalia. Nel riquadro, Claudio Borghi (Imagoeconomica)
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix