I dati che arrivano dal Minnesota delineano un quadro di portata eccezionale: tre distinte reti criminali impegnate a sfruttare i programmi di assistenza pubblica, 59 condanne in sede federale e un ammontare sottratto ai contribuenti che supera il miliardo di dollari.
Tra le 86 persone finora finite sotto accusa, solo otto non hanno origini somale. Uno scandalo che ha rapidamente oltrepassato i confini statali, costringendo il governatore Tim Walz — candidato a un terzo mandato — sulla difensiva politica. Il caso appare macroscopico, condotto senza particolare cautela e inserito in un contesto segnato da politiche permissive su immigrazione, integrazione e accesso ai sussidi. Sul tema è intervenuto anche il presidente Donald Trump che, nel corso di una riunione di gabinetto, ha adottato toni duri facendo riferimento alla deputata di origine somala Ilhan Omar e a «chi le sta attorno», affermando che «non dovrebbero stare nel nostro Paese» e invitandoli a «tornare indietro a risolvere i problemi da cui provengono». Al di là delle polemiche politiche, l’inchiesta mette in luce un problema più ampio: il sistema americano dei sussidi presenta falle strutturali profonde.
Quanto emerso in Minnesota è clamoroso, ma tutt’altro che isolato. L’utilizzo disinvolto delle risorse pubbliche è diventato una pratica diffusa. L’assistenza ai soggetti vulnerabili resta necessaria, ma quando i benefici si trasformano in diritti sganciati da controlli e condizioni, il rischio è quello di alimentare circuiti criminali e dipendenza permanente dallo Stato. Dal 2020, con l’apertura massiccia dei finanziamenti federali per fronteggiare gli effetti della pandemia, le frodi legate ai programmi di sostegno pubblico sono esplose. Secondo il Government Accountability Office, tra il 2020 e il 2023 le truffe ai programmi di assicurazione contro la disoccupazione hanno generato perdite comprese tra 100 e 135 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, il Dipartimento di Giustizia ha registrato un aumento complessivo dei casi di frode pari al 242%. A giugno sono state annunciate incriminazioni contro 324 imputati coinvolti in schemi fraudolenti per 14,6 miliardi di dollari nel settore sanitario. Più di recente, un gran giurì federale di Miami ha accusato la deputata Sheila Cherfilus-McCormick e altri soggetti di aver sottratto 5 milioni di dollari di fondi FEMA e di averne riciclato una parte per finanziare attività politiche. L’esponente democratica ha respinto le accuse.
Anche il Minnesota rientra pienamente in questo schema. Nel 2022, investigatori federali hanno rilevato anomalie in un programma di distribuzione di pasti ai bambini attivato durante la pandemia. Un piccolo market halal di Shakopee, Empire Cuisine & Market, dichiarava di fornire quotidianamente migliaia di pasti. Il suo gestore, Abdimajid Mohamed Nur, ha incassato quasi un milione di dollari presentando elenchi fittizi di beneficiari e punti di distribuzione inesistenti al Programma Federale per la Nutrizione Infantile. I proventi sono stati utilizzati per beni di lusso, tra cui un pick-up Dodge Ram, gioielli e un viaggio di nozze alle Maldive. Nel 2024 è arrivata la condanna: dieci anni di reclusione. Sempre nel 2022 il Minnesota è stato il primo Stato americano a estendere la copertura Medicaid all’assistenza abitativa, con l’obiettivo dichiarato di prevenire il fenomeno dei senzatetto tra persone disabili, pazienti psichiatrici e tossicodipendenti. Nella pratica, l’iniziativa si è trasformata in un terreno fertile per truffatori professionisti. Il costo del programma è esploso, passando da una previsione iniziale di 2,6 milioni di dollari a oltre 104 milioni in un solo anno. A settembre, otto persone sono state incriminate per fatturazioni false. Tra loro i fratelli Anwar e Asad Adow, che hanno ammesso le proprie responsabilità e utilizzato i fondi illeciti per investimenti immobiliari in Kenya e per il noleggio di auto di lusso.
Un altro filone riguarda il programma statale di intervento precoce per bambini affetti da autismo. Asha Farhan Hassan è stata incriminata per aver orchestrato una frode pluriennale attraverso la sua società, Smart Therapy. Secondo le autorità, tra il 2019 e il 2024 l’azienda ha incassato oltre 14 milioni di dollari in rimborsi presentando diagnosi false relative a bambini somalo-americani non affetti da disturbi dello spettro autistico. Parte dei fondi veniva poi restituita alle famiglie. Il denaro è stato anche trasferito all’estero e investito in proprietà in Kenya. La difesa ha annunciato l’intenzione di dichiararsi colpevole. Come scrive il Wall Street Journal il contesto temporale è decisivo. Tra il 2020 e il 2022, l’erogazione di circa 4,6 trilioni di dollari in spesa federale straordinaria ha moltiplicato le occasioni di abuso. In Minnesota, un modello di welfare estremamente espansivo ha creato una rete di sostegni pubblici ampia, poco controllata e facilmente aggirabile.
L’assistenza pubblica, sostengono i critici, non è più uno strumento di emergenza ma un vero e proprio stile di vita. Il dibattito sul One Big Beautiful Bill Act e la recente paralisi del governo federale hanno riportato al centro la dimensione del sistema di welfare americano: oltre 80 programmi federali, per una spesa complessiva superiore ai mille miliardi di dollari. Settanta milioni di cittadini sono coperti da Medicaid, 24 milioni acquistano polizze sanitarie attraverso gli scambi sovvenzionati di Obamacare e 41 milioni ricevono buoni alimentari. Il costo reale, tuttavia, non si misura solo in denaro o nel numero di condanne. Il prezzo più alto è la lenta erosione della responsabilità individuale: l’uscita dal mercato del lavoro, la normalizzazione della dipendenza dallo Stato, un modello che entra in conflitto con la tradizionale cultura americana dell’autosufficienza. Per questo, una parte del Partito Repubblicano guarda alle recenti riforme di Medicaid e SNAP come a una base per rilanciare requisiti lavorativi, formazione professionale e limiti alla spesa, nel tentativo di ridurre le frodi e riattivare l’iniziativa personale. «Il Minnesota è uno Stato generoso, prospero e ben amministrato, con un rating AAA, ed è proprio questo ad attirare i criminali», ha dichiarato Walz a Meet the Press. Ma il punto, replicano i critici, è un altro. Non è la prosperità ad attirare le organizzazioni criminali, bensì la probabilità di restare impuniti. Quando l’assistenza pubblica diventa permanente, illimitata e priva di condizioni, e quando il controllo viene sacrificato sull’altare del politicamente corretto, la frode non è un’eccezione: diventa una conseguenza prevedibile.