L’hotel Viminale passa di mano.I Leonardi vendono alla società Mezzala 18

La struttura diventa proprietà dell’investitore libico Mino Kahlun
Il gruppo Leonardi, proprietario di sette strutture alberghiere a Roma, ha ceduto l’hotel Viminale alla Mezzala 18, società romana riconducibile a Mino Kahlun, un operatore nato a Tripoli. L’operazione è stata deliberata il 2 febbraio dall’assemblea di Villa Pinciana srl, facente capo per il 60% a Gualtiero Leonardi e per il 20% ciascuno alla moglie Maria Antonietta Vecchiarelli e alla figlia Sara.
La riunione degli azionisti della società che prende il nome da un albergo a cinque stelle in via Abruzzi 9, avvenuta con il notaio Ciro Francesco Maria Masselli di Roma, ha autorizzato Massimo Nobili, amministratore unico della società, a sottoscrivere il contratto di cessione del ramo d’azienda dell’hotel Viminale, sito nella capitale in via Cesare Balbo, comprendente l’attività ricettiva di 53 camere (di cui singole 13, doppie 28, triple 6, quadruple 6), sei dipendenti, con servizio di bar, analcolici, alcolici e superalcolici per i soli alloggiati. Villa Pinciana e Mezzala 18 rinviano a un separato contratto di locazione il destino dell’immobile. Dal contratto di cessione, di cui Verità & Affari è venuto in possesso risulta che il prezzo di cessione è di 400 mila euro, di cui 150.000 con assegni non trasferibili consegnati dall’acquirente al venditore . Gli altri 250.000, l’acquirente si obbliga a versare in 10 rate, infruttifere di interessi, ciascuna dell’importo di 25.000 euro, mediante bonifico bancario alle coordinate indicate dal gruppo Leonardi, con scadenza il 31 maggio 2022, il 31 ottobre 2022, il 31 maggio 2023, il 31 ottobre 2023, il 31 maggio 2024, il 31 ottobre 2024, il 31 maggio 2025, il 31 ottobre 2025, il 31 maggio 2026 e il 31 ottobre 2026.
A smobilizzo di detta somma, Mezzala 18 ha rilasciato 10 cambiali, regolari di bollo, degli importi e con le scadenze sopra indicate, effetti cambiari che vengono consegnati contestualmente alla sottoscrizione del contratto di cessione. Inoltre le parti convengono che, in caso di mancato pagamento da parte dall’acquirente anche di uno o di parte degli importi, Villa Pinciana invierà diffida ad adempiere con un termine di 15 giorni, decorsi i quali «il presente contratto si intenderà automaticamente risolto per inadempimento della società cessionaria, con espressa riserva di agire presso le competenti sedi per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi e con ulteriore aggravio di spese a carico della medesima società cedente». Del corrispettivo di 400.000 euro, 370.000 euro per avviamento e 30.000 mila per stigliatura e mobili.
Il ramo d’azienda è stato ceduto con esclusione dei crediti e dei debiti aziendali maturati alla data dell’1 febbraio 2022 che, di fatto, restano rispettivamente a favore ed a carico dei Leonardi, i quali saranno tenuti a provvedere al pagamento diretto ovvero a rifondere la società cessionaria per le somme che questa fosse eventualmente tenuta a pagare ai creditori del ramo d’azienda a condizione che tali eventuali somme siano state preventivamente notificate alla società cedente. Villa Pinciana sarà comunque responsabile per ogni eventuale pretesa dei dipendenti riconducibile al periodo anteriore al 2 febbraio e dovrà versare alla società cessionaria il Tfr ed ogni eventuale ulteriore spettanza maturata alla data dell’1 febbraio 2022 dai lavoratori del ramo d’azienda ceduto, tenuto conto delle somme già corrisposte ai medesimi lavoratori a titolo di anticipazioni. Il gruppo Leonardi ha in cabina di regia Gualtiero che è affiancato da Sara, 49 anni a luglio, definita dai suoi dipendenti (100 secondo i dati Inps), una zarina per il piglio molto forte. Dispone degli stessi poteri assoluti del padre esercitabili con firma disgiunta e anche di cospicua liquidità personale investita in buona parte in titoli di stato.
- Con La7 tycoon all’assalto: «Mi fa pena». Il premier lo sbugiarda: «Tutte invenzioni» Lui: «Non la voglio più tra i fan». Solidarietà dal Colle, Tajani annulla il viaggio in Usa.
- Pd, M5s &C. esprimono sdegno, ma ne approfittano per criticare la leader. Schlein: «Parole inaccettabili, però la destra ha sbagliato». Vicinanza di Macron e Sánchez.
Lo speciale contiene due articoli.
Altro che «riavvicinamento»: poche ore dopo la fine del G7 di Evian, tra Donald Trump e Giorgia Meloni esplode uno dei più gravi incidenti diplomatici mai registrati nella storia dell’Italia repubblicana tra un presidente degli Stati Uniti e un premier italiano, secondo solo al famoso caso di Sigonella, che nel 1985 vide Bettino Craxi opporsi a Donald Reagan per la sorte dei miliziani palestinesi che avevano dirottato la nave da crociera Achille Lauro. In quel caso si rischiò lo scontro armato tra la Delta Force da una parte e i carabinieri e i Vam dall’altra, ieri invece il conflitto è stato tutto dialettico, ma quanto mai aspro.
La cronaca di questa surreale, incredibile giornata, inizia poco dopo le 10 italiane, le 4 di notte a Washington, quando La7 diffonde un annuncio: «Oggi in esclusiva a L’Aria che tira su La7 una nuova telefonata con Donald Trump. Il programma di David Parenzo ha raggiunto telefonicamente il presidente statunitense per un colloquio. Al centro, le ultime dal G7 sulla pace in Medio Oriente e, soprattutto, sull’incontro tra il tycoon e il premier italiana Meloni dopo le tensioni delle ultime settimane». Siamo abituati al fatto che, tra le tante stravaganze (eufemismo) di Trump, ci sia pure quella di chiacchierare al telefono con i giornalisti. Alle 11, però, scoppia la bomba: Parenzo manda in onda la trascrizione della telefonata tra il tycoon e il corrispondente di La7 dalla Casa Bianca, Daniele Compatangelo: «Come sta il suo primo ministro? Come sta lei?», chiede a un certo punto Trump. «Beh, l’ha appena incontrata al G7», risponde il giornalista, «cosa ne pensa?». «Probabilmente è felice», replica Trump, «che io le abbia parlato! Non ero obbligato a farlo! Non so cosa dire! Mi ha supplicato di fare una foto! Voleva a tutti i costi una foto con me. Non l’avrei fatto, ma mi ha fatto pena!».
La7 non pubblica l’audio originale della telefonata, ma direttamente la traduzione: perché? A quanto spiega il corrispondente di La7 dalla Casa Bianca, per precise direttive dello staff del presidente Usa, le registrazioni delle telefonate non possono essere diffuse con l’audio originale. La trascrizione in lingua originale dell’ultima frase di Trump è la seguente: «She begged me for a picture! She wanted a picture with me so badly. I would haven’t done it, but I felt sorry for her!».
«I felt sorry for her» viene tradotto con «mi ha fatto pena», il che è formalmente corretto, ma la stessa frase può anche essere tradotta con un molto meno maleducato «mi dispiaceva per lei» o «mi è dispiaciuto per lei», come fa notare in diretta Antonio Di Bella, tra l’altro ex direttore del Tg3 e di Rai3 e già corrispondente da New York per il Tg1. Fatto sta che la Meloni la prende, come è ovvio, malissimo: impugna lo smartphone e da Bruxelles, dove sta partecipando al Consiglio europeo, registra un durissimo video di risposta: «Certe cose», scandisce Giorgia Meloni, «meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Non so perché il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati e non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia, non imploriamo mai». L’aria che tira, potremmo dire, è quella di tempesta: piovono reazioni indignate da tutto il mondo politico e istituzionale, italiano e non solo. Si muove il Colle: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, telefona alla Meloni e le esprime solidarietà.
Immediate anche le reazioni dei due vicepremier: «Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio», scrive su X il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, «offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno». Anche Confindustria cancella la sua partecipazione al business forum di Miami del 22 giugno. Più tardi, parlando con i cronisti, Tajani aggiunge: «Non possiamo pensare che qualcuno offenda l’Italia così come ha fatto il presidente Usa», invitando comunque a «mantenere il rapporto transatlantico come stella polare». L’altro vicepremier, il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, sui social scrive: «Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi». E adesso che succede? La Verità ha avuto modo di sondare ambienti di governo e maggioranza, e c’è una sostanziale unanimità su un punto: i dubbi sull’equilibrio di Donald Trump. Sono diventate troppo frequenti e sempre più deliranti, ormai, le sparate del tycoon, tra insulti ad alleati, avversari e giornalisti, prese di posizione surreali, video, foto e post deliranti postati a raffica sui social, e, cosa più grave, continui cambi di strategia e opinione sulle questioni più importanti di politica internazionale.
Compiacimento abbiamo poi registrato per l’intervento di Mattarella, arrivato mentre tra le opposizioni non mancava chi, pur esprimendo solidarietà alla Meloni, aggiungeva che è stata però proprio lei a scegliere il presidente degli Stati Uniti come alleato privilegiato, manco fosse una colpa o avesse altra scelta. Sono una donna dotata di doti divinatorie poteva prevedere che Trump sarebbe diventato quello che è oggi: per non sbilanciarci troppo, sicuramente un gran maleducato. Che, dopo la replica di Meloni, ha rincarato la dose: «Non la voglio come fan perché lei, così come gli altri del gruppo Nato, non c'è stata riguardo allo Stretto di Hormuz».
Eppure la sinistra incolpa Giorgia
Centinaia, dall’Italia e dall’estero, le reazioni allo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni: «Sono stato sorpreso», commenta il presidente francese Emmanuel Macron, «dall’attacco di Trump a Meloni, ne parlerò con lei». «Riguardo alla Meloni», dice il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, «vorrei dire due cose: la prima, tutta la mia solidarietà. In secondo luogo, vorrei dirvi che non solo l’ho espressa pubblicamente ora, ma l’ho fatto anche in privato. Le ho espresso la mia solidarietà direttamente in Consiglio di fronte a questo attacco che non è né politico né personale. In realtà, non so nemmeno come qualificarlo».
Passiamo all’Italia: «Le parole del presidente Donald Trump, chiaramente false», attacca il presidente del Senato, Ignazio La Russa, «sono un evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai voleri del tycoon. Conoscendola molto bene, posso scommettere di mangiare un pollo vivo piuttosto che credere che Giorgia Meloni supplichi qualcuno. Fa pena chi lo sostiene». «La mia solidarietà al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le parole pronunciate nei suoi confronti», argomenta il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, «non contribuiscono certamente a rafforzare quel clima di rispetto fondamentale nei rapporti tra paesi amici e alleati». Durissimo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari: «I deliri di Trump su Giorgia Meloni», azzanna Fazzolari, «sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti».
In serata, ospite di 10 minuti su Retequattro, Fazzolari fornisce una inedita interpretazione dell’accaduto: «Una delle interpretazioni che è stata data oltreoceano», spiega Fazzolari, «è che il video del G7 di Evian è diventato virale negli Usa, e i commenti erano: Meloni mette al suo posto Trump. Il presidente americano è particolarmente attento e sensibile alle dinamiche delle rete. Una delle interpretazioni che è stata data è che è stata una reazione per questo video che era stato particolarmente diffuso negli Stati Uniti».
Arrivano anche i commenti degli esponenti di opposizione: «La triste realtà», sottolinea il leder del M5s, Giuseppe Conte, «è che abbiamo subito una grande mortificazione da parte di Trump e queste sono parole assolutamente inaccettabili nei confronti dei nostri vertici istituzionali. Però dobbiamo anche riflettere. Giorgia Meloni e il suo governo hanno detto sì a tutto e hanno svenduto l’interesse nazionale». «Gli attacchi di Trump alla Meloni», sottolinea la segretaria del Pd, Elly Schlein, «sono inaccettabili, da respingere con forza. Noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane. Ci aspettiamo però che lo faccia, e cominci a farlo di più, anche la destra di questo paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump». «Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente», scrive su X il leader di Italia viva Matteo Renzi, «se ne è accorta anche la presidente Meloni: buongiorno Giorgia, ben svegliata. Ora basta cappellini Maga e basta ponti con Trump».
La missione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, negli Stati Uniti, prevista per la prossima settimana, è stata annullata, dopo le offese di Trump Arriva anche il commento del generale Roberto Vannacci: «L’Italia», dice il leader di Futuro nazionale, «non può diventare terreno di scontro per calcoli di parte o convenienze politiche del momento. Non condivido chi, per attaccare Giorgia Meloni o il suo governo, finisce per gettare fango sul presidente del Consiglio e, con esso, sull’immagine della nostra nazione». Solidarietà alla Meloni e condanna della prepotenza da parte di Domenico Menorello, portavoce del network associativo «Ditelo sui tetti».
La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi sul piano militare mentre emergono nuove ipotesi diplomatiche. Nelle ultime ore il conflitto è stato segnato da un nuovo attacco di droni ucraini contro il territorio russo e dalla risposta di Mosca contro Kharkiv.
Nella notte tra il 18 e il 19 giugno il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 133 droni ucraini nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Voronezh, Oryol, Smolensk, Tula, Rostov e Ryazan, oltre che nell’area di Mosca, in Crimea e sul Mar Nero. L’attacco è arrivato dopo la più grande offensiva con droni contro la capitale russa dall’inizio della guerra, che ha colpito la raffineria di petrolio di Mosca provocando danni e disagi al traffico aereo. La risposta russa è arrivata con bombardamenti su Kharkiv, città che continua a essere uno degli obiettivi principali delle offensive del Cremlino. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un duro avvertimento ad Alexander Lukashenko, accusando la Bielorussia di mantenere lungo il confine sistemi utilizzati per correggere il tiro contro il territorio ucraino. «Concedo una settimana di tempo perché vengano ritirati. In caso contrario, provvederemo noi stessi», ha dichiarato il presidente ucraino.
Mentre sul terreno proseguono gli scontri, sul piano diplomatico iniziano a emergere segnali di possibili sviluppi. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato di avere la sensazione che gli Stati Uniti possano modificare nuovamente il loro approccio alla guerra in Ucraina. Pur riconoscendo che Washington continua a sostenere militarmente Kiev attraverso sanzioni e programmi di assistenza, Lavrov ha lasciato intendere che qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi. Le sue parole arrivano mentre The Economist rivela l’esistenza di colloqui informali tra rappresentanti ucraini e figure vicine al presidente americano Donald Trump. Secondo il settimanale britannico, tra le ipotesi allo studio vi sarebbe un piano di pace articolato in due fasi. La prima prevederebbe il congelamento delle ostilità lungo l’attuale linea del fronte con la creazione di una fascia di sicurezza profonda tra cinquanta e settanta chilometri. Solo in una fase successiva si aprirebbe il negoziato sulle questioni territoriali e sulle garanzie di sicurezza.
Secondo la stessa ricostruzione sarebbero ripresi anche contatti informali con Mosca. Tuttavia Kiev mantiene un forte scetticismo. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato che il Cremlino potrebbe preferire prendere tempo almeno fino all’autunno e forse addirittura fino alla prossima primavera. Mosca continua a sostenere che qualsiasi trattativa dovrà svolgersi nello «spirito di Anchorage», facendo riferimento agli accordi discussi durante l’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska nell’agosto 2025. Secondo la posizione russa, un’intesa dovrebbe prevedere il riconoscimento del controllo di Mosca sulla Crimea e sui territori occupati nelle regioni di Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia.
Anche il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha affrontato il tema dei negoziati, criticando l’atteggiamento europeo. Secondo Peskov, Bruxelles e le principali capitali occidentali commettono un errore nel ritenere di poter trattare con la Russia da una posizione di forza. Mosca, ha spiegato, resta disponibile al dialogo ma soltanto a condizione che vengano abbandonati ultimatum e pressioni politiche. Proprio sul tema del dialogo con Mosca stanno emergendo divisioni all’interno dell’Unione europea. Secondo Politico, durante il vertice notturno di Bruxelles il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz avrebbero contestato l’iniziativa del presidente del Consiglio Europeo António Costa volta ad aprire un canale di dialogo con la Russia in vista di eventuali negoziati di pace. Secondo le indiscrezioni, alcuni leader europei hanno definito la proposta prematura e non coordinata, mentre altri hanno sostenuto la necessità di mantenere aperti i contatti diplomatici con il Cremlino.
Ursula von der Leyen ha dichiarato che «prima o poi la Russia dovrà sedersi al tavolo dei negoziati, anche grazie alla pressione delle sanzioni europee». Il presidente della Commissione europea ha aggiunto che, quando si aprirà una reale prospettiva di dialogo, sarà essenziale che l’Unione europea si presenti con una posizione unitaria nei confronti di Putin, commentando l’ipotesi di un canale di comunicazione con Mosca avanzata dal presidente del Consiglio europeo. In questo contesto Lavrov ha rilanciato l’allarme sul rischio di uno scontro diretto tra Russia e Nato. In un’intervista diffusa dal ministero degli Esteri russo, il capo della diplomazia ha avvertito che un confronto militare aperto tra le due potenze potrebbe rapidamente degenerare in uno scambio di attacchi nucleari dalle conseguenze catastrofiche. Lavrov ha inoltre criticato il rafforzamento delle capacità militari europee e il progetto francese di estendere il proprio ombrello nucleare ad altri Paesi dell’Unione europea e dell’Alleanza Atlantica. Nel frattempo Donald Trump, nella «famosa» intervista a La7, ha ribadito: «Gli Usa vogliono soltanto la pace e non sono coinvolti nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue».
Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online».
Pubblichiamo la lettera aperta firmata da oltre 270 medici italiani di diverse specializzazioni sul dibattito relativo al suicidio assistito e alla proposta di legge in discussione in Parlamento.
Caro direttore,
Le inviamo questa lettera aperta come contributo al dibattito attualmente in corso relativo alla pratica del suicidio assistito. Oltre a noi promotori, la lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di varie Regioni italiane, che autorizzano la pubblicazione del loro nominativo. Nel caso l’elenco completo non potesse essere pubblicato per ragioni di spazio nella versione cartacea, ne chiediamo la pubblicazione online.
Siamo un gruppo di medici di varie specializzazioni; scriviamo in riferimento alle dichiarazioni dei medici del Veneto, nelle figure dei presidenti degli Ordini, in materia di fine vita ed in particolare a riguardo della legge sul suicidio assistito in discussione nelle aule Parlamentari. Tali dichiarazioni, che fanno eco a quelle del Presidente dell’Ordine dei Medici di Parma del novembre u.s., ricordano a tutti la natura della professione medica, in un contesto di sostanziale silenzio (o accondiscendenza?) da parte della classe medica stessa. In particolare, condividiamo il principio secondo cui l'attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile.
Sosteniamo anche l’affermazione secondo cui una legge sul suicidio assistito non è, ad oggi, necessaria in Italia. Qualunque testo di legge, anche il più garantista, introdurrebbe, nei fatti, il suicidio come diritto, secondo l'illusione che la soluzione dei problemi della vita possa essere la fine della vita stessa, aprendo ad un piano inclinato che porta al suicidio persone malate di depressione o solo perché anziane, come già accade in altri paesi dove queste leggi sono approvate da anni e da cui occorre imparare.
Vogliamo, inoltre, sottolineare i seguenti aspetti:
- La possibilità da parte del paziente di rifiutare le cure è già chiaramente garantita dall'attuale ordinamento; ogni persona, infatti, oggi ha il diritto di non acconsentire a terapie che ritiene eccessivamente gravose, pur proposte dal medico in “scienza e coscienza” e secondo criteri di appropriatezza clinica. Questo diritto si deve accompagnare alla certezza di non essere abbandonati, attraverso un adeguato accesso alle cure palliative che hanno lo scopo di prendersi in carico e accompagnare il paziente e la sua famiglia per tutto l’iter di malattia cronica non guaribile, fino alla fine.
- Le successive sentenze della Consulta dal 2019 in poi hanno introdotto una sorta di diritto al suicidio assistito “gratuito”. Infatti, tramite una assai discutibile se non indebita invasione di campo nei confronti del potere legislativo, mediante un'interpretazione di parte dei diritti costituzionali non solo si è arrivati a forzare il Parlamento a legiferare in materia di suicidio assistito, ma anche a deciderne le condizioni di attuazione: esiste forse un diritto a disporre della propria vita obbligando la società a farsi carico di terminarla?
Desideriamo, pertanto, richiamare le radici della professione medica, il cui obiettivo è il perseguire il bene dei pazienti in scienza e coscienza, con lo scopo di guarire quando possibile o di curare ed accompagnare il malato inguaribile rispettando la sua dignità. Come diceva Cicely Saunders, fondatrice degli Hospice e contraria a forme di eutanasia: “Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino all’ultimo momento della vita. Faremo tutto ciò che è in nostro potere non solo per aiutarti a morire in pace, ma anche per farti vivere fino al momento della tua morte”.
Noi andiamo a lavorare tutti i giorni desiderando guardare i nostri malati in questo modo, in tutte le fasi della loro malattia.
Da ultimo, desideriamo anche richiamare la società a ripensare il suo ruolo in questo delicato momento storico, perché è attraverso forme di carità e solidarietà civile che offrono una prossimità umana al bisogno del malato e della sua famiglia, che un popolo cresce e si educa alla speranza.
Qualunque altro cittadino che, condividendo i contenuti della lettera, volesse esprimere il proprio sostegno, può farlo gratuitamente all’indirizzo:
www.change.org/suicidiononcura
I promotori dell'iniziativa:
Andrea Coppadoro, Anestesia e Rianimazione
Margherita Scanziani, Anestesia e Rianimazione
Antonio Rovere, Radiologia
Di seguito l’elenco dei medici firmatari:
Angela Abbatangelo Medicina Generale Lombardia
Felice Achilli Cardiologia Lombardia
Daniela Agape Gastroenterologia , ex MMG Lombardia
Fabio Agostoni Igiene e medicina preventiva Lombardia
Ornella Agostoni Cardiologia Lombardia
Alberto Alberzoni Cardiologia Lombardia
Chiara Alberzoni Radiologia Lombardia
Gabriele Aletti Anestesia e rianimazione Lombardia
Giovanni Aletti Ginecologia e ostetricia Lombardia
Pietro Amigoni Cardiochirurgia Lombardia
Matteo Anghileri Ortopedia Lombardia
Laura Angioni Medicina Generale e Cardiologia Lombardia
Anna Elisabetta Arosio Pediatria Lombardia
Paolo Arosio Pediatria Lombardia
Paolo Azzone Psichiatria Lombardia
Ettore Barba Gastroenterologia Lombardia
Andrea Barberis Chirurgia Generale Liguria
Giacomo Bellani Anestesia e Rianimazione Lombardia
Paolo Bellavite Ematologia Veneto
Manuela Bellelli Medicina del lavoro Emilia Romagna
Matteo Benedetti Nefrologia Lombardia
Guido Angelo Benigni Ortopedia Lombardia
Edoardo Beretta Chirurgia Lombardia
Pietro Beretta Igiene Lombardia
Giambattista Bertani Ematologia Lombardia
Ambrogio Bertoglio Psichiatra Lombardia
Chiara Bertoglio Chirurgia Maxillo Facciale Lombardia
Claudio Bianchi Anestesia e Rianimazione Lombardia
Francesca Carla Maria Bianchi Medicina Generale Lombardia
Marina Bianchi Medicina Generale Lombardia
Pietro Bianchi Libera Professione Lombardia
Beatrice Binasco Ginecologia e ostetricia Lombardia
Daniela Bittolo-Bon Medico Dentista Lombardia
Lucia Boffi Cardiologia Lombardia
Michele Bombelli Medicina Interna Lombardia
Giorgio Bordin Medicina Interna Lombardia
Paolo Bordin Medicina Interna, Cardiologia Friuli Venezia Giulia
Mario Botta Cardiochirurgia Lombardia
Sofia Bozzani Ematologia Lombardia
Gabriella Bozzo Ginecologia e ostetricia Lombardia
Milena Brambilla Ematologia Lombardia
CLAUDIO BULLA Geriatria Lombardia
Anna Buttaro Scienze dell'alimentazione Lombardia
Luigi Caimi Biochimica Lombardia
Pietro Calcagno Chirurgia Generale Lombardia
Paola Camponovo Ginecologia e ostetricia Lombardia
Pasquale Cannatelli Igiene, Medicina del Lavoro Lombardia
Amedeo Ferdinando Capetti Malattie infettive Lombardia
Mascia Capitani Cure palliative Marche
Angela Adalgisa Capozi Cardiologia Lombardia
Sara Capriata Allergologia e immunologia clinica Lombardia
Anna Casati Cardiologia Lombardia
Paola Castellana Allergologia e immunologia clinica Lombardia
Giuseppe Castello Urologia Sardegna
Fabio Cattaneo Endocrinologia e Diabetologia Svizzera-Lugano
Tiziano Cattaneo Medicina Fisica e Riabilitazione Lombardia
Giusi Cazzaniga Pediatria Lombardia
Maurizio Cazzaniga Fisiatra Lombardia
Stefano Cenci Anestesia e rianimazione Lombardia
Lorenzo Ceppi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Mariolina Ceriotti Migliarese Neuropsichiatria infantile Lombardia
Emilia Cerri Medicina Generale Toscana
Francesca Cesana Cardiologia Lombardia
Giancarlo Cesana Medicina del lavoro Lombardia
Giovanni Cesana Chirurgia Lombardia
Lucia Chelazzi Medicina generale Lombardia
Claudio Ciacco Malattie apparato respiratorio Piemonte
Giuliano vittorio Ciociola Cardiologia Puglia
Sabato Cioffi Medico Chirurgo Campania
Davide Citterio Chirurgia Lombardia
Giuliana Ciuffarella Medicina Generale Lombardia
Giuliana Ciuffarella Mmg Lombardia
Carlo Conti Ortopedia Lombardia
Lorenzo Conti Chirurgia Lombardia
Manuel Corato Neurologia Lombardia
Andrea Cossio Ortopedia Lombardia
Elisabetta Cossutta Neurologia Lombardia
Andrea Costanzi Chirurgia Generale Lombardia
Laura Cremagnani Medicina interna Lombardia
Maria Luigia Cressotti Geriatra Lombardia
Francesco Curto Anestesia e Rianimazione Lombardia
Valentina D'Alessandro Chirurgia Generale Lombardia
Francesca D'Auria Allergologia Lombardia
Angelo Enrico D'Elia Anestesia e Rianimazione Liguria
Agnese De Carli Pediatria Lombardia
Stefano Maria De Carli Chirurgia Generale Lombardia
Caterina De Carlini Cardiologia Lombardia
Micaela De Marco Neurologia Lazio
Paolo De Martini Chirurgia Generale Lombardia
Stefano De Martini Cardiologia Lombardia
Silvia De Simoni Radiodiagnostica Lombardia
Gianfranco Dedivitis Malattie infettive Lombardia
Aurora del Puente Medicina fisica e riabilitativa Campania
Serena Del Zoppo Ginecologia e ostetricia Lombardia
Danilo Deodato Medicina interna Lombardia
Daniela Di luca Anestesia e rianimazione Emilia romagna
Clotilde Farina Pediatria Lombardia
Francesca Farina Ematologia Lombardia
Mara Fasani Medicina Generale Lombardia
Luigi Ferrannini Psichiatra Liguria
Giovanni Ferrari Chirurgia Lombardia
Marco Ferrario Medicina del lavoro Lombardia
Corinna Fontana Anestesia e Rianimazione Lombardia
Andrea Fossali Ortopedia e Traumatologia Lombardia
Emilio Filippo Fossali Pediatria Lombardia
Tommaso Fossali Anestesia e Rianimazione Lombardia
Benedetta Franchi Cure Palliative Lombardia
Barbara Frigeni Neurologia Lombardia
Luigi Frigerio Ginecologia e ostetricia Lombardia
Robert Fruscio Ginecologia e ostetricia Lombardia
Jacopo Fumagalli Anestesia e Rianimazione Lombardia
Marzia Galassi Medicina interna Emilia Romagna
Lucia Galbiati Anestesia e Rianimazione Lombardia
Massimo Galli Cardiologia Lombardia
Alfredo Galluzzi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Francesca Galluzzi Otorinolaringoiatria Lombardia
Pietro Galluzzi Radiologia Lombardia
Maria Luisa Gandini Ginecologia e ostetricia Lombardia
Camillo Garaffoni Cardiologia Emilia Romagna
Emanuela Gargaglia Medicina generale Umbria
Anna Gariboldi Medicina generale Lombardia
Anna Garlasche' Cardiologia Lombardia
Elisa Gatti Geriatria Emilia Romagna
Antonio Gattinoni Medicina Preventiva Lombardia
Paola Geraci Ginecologia e ostetricia Sicilia
Antonio Gerosa Radiologia Lombardia
Martino Gerosa Chirurgia Generale Lombardia
Silvia Maria Gerosa Cardiologia Lombardia
Beatrice Ghirardi Pediatria Lombardia
Luigi Giammarini Ematologia Marche
Sara Gianfelice Neuropsichiatria Infantile Lombardia
Matteo Graglia Radiodiagnostica Piemonte
Corrado Grandi medico di medicina generale Lombardia
Tommaso Grassi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Maria Grimoldi Neurologia Lombardia
Gianpiero Iannuzzo Neurochirurgia Campania
Rossella Impellizzeri Psichiatria Lombardia
Elena Inglese Ematologia Marche
Irene Invernizzi Radiologia Lombardia
Clementina Isimbaldi Pediatria Lombardia
Letizia Laffranchi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Maurizio Laffranchi Geriatria Lombardia
Giuliana Giuseppina Leone Medicina del Lavoro Piemonte
Anna Locatelli Ginecologia e ostetricia Lombardia
Chiara Locatelli Pediatria Emilia Romagna
Giorgio Lorenzon Radiodiagnostica Friuli Venezia Giulia
Michele Lorenzon Radiologia Friuli Venezia Giulia
Ivana Lotesoriere Ematologia Lombardia
Alessandra Lotterio Medicina generale Lombardia
Piergiorgio Maccapani Igiene e medicina preventiva Veneto
Alberto Macchi Urologia Lombardia
Michele Maffini Psichiatria Lombardia
Stefano Maggiolini Cardiologia Lombardia
Dario Maggioni Chirurgia Lombardia
Sonia Maggiorelli Medicina generale Toscana
Carmelo Magistro Chirurgia Lombardia
Lucia Maniscalco Ginecologia e ostetricia Lombardia
Claudio Marchetti Chirurgia Maxillo-facciale Emilia- Romagna
Alessandro Marchignoli Anestesia e Rianimazione Emilia-Romagna
Carlo Marenghi Urologia Lombardia
Giulio Mari Chirurgia Lombardia
Patrizio Marnini Medicina Interna Lombardia
Emiliana Marrone Medicina interna Campania
Valerio Marsala Geriatria Lombardia
Simonetta Martini Psichiatria Lombardia
Elena Masi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Vincenzo Matuonto Geriatra Lombardia
Tommaso Mauri Anestesia e Rianimazione Lombardia
Anna Mauro Neurologia Lombardia
Laura Mazzetti Medicina generale Lombardia
Fabio Mazzoleni Chirurgia Maxillo-facciale Lombardia
Marta Mazzoni Pediatria Lombardia
Stefania Melino Cure palliative e terapia del dolore Lombardia
Gabriele Merati Ematologia Lombardia
Elisabetta Merati Genetica medica Lombardia
Valeria Meroni Anestesia e Rianimazione Lombardia
Maria Mirabella Psichiatria Lombardia
Andrea Paolo Missiroli Medicina interna Lombardia
Caterina Missiroli Radiologia Lombardia
Francesco Moggi Medicina generale Emilia Romagna
Francesca Moltrasio Anatomia Patologica Lombardia
Gabriele Moltrasio Medicina Generale Lombardia
Luigi Montanari Oncologia Emilia Romagna
Daniela Montaperto Pediatria Sicilia
Elisabetta Montemerlo Cardiologia Lombardia
Mauro Moriconi Medicina del Lavoro Marche
Chiara Muratore Anestesia e rianimazione Lombardia
Francesco Muratore Gerontologia e Geriatria Sicilia
Martina Maria Mureddu Anestesia e Rianimazione Sardegna
Mario Narducci Pediatria Lombardia
Pietro Nazzaro Medicina Interna e Neurologia Puglia
Eleonora Benedetta Orsini Radiologia Lombardia
Davide Ottolina Anestesia e Rianimazione Lombardia
Giorgio Palestro Anatomia Patologica, Medicina Interna e Malattie cardiovascolari Piemonte
Michele Parolin Neurochirurgia Lombardia
Chiara Pasquali Pneumologia Sicilia
Chiara Pastori Neurologia Lombardia
Pietro Antonio Patanè Medicina del lavoro Veneto
Pierantonio Pavan Pneumologia Lombardia
Francesca Pella Ginecologia e ostetricia Lombardia
Carlo Federico Perno Microbiologia Lazio
Lino Peronio Chirurgia generale, Urologia Friuli Venezia Giulia
Giuseppe Perrucchini Ortopedia Sicilia
Maria Chiara Petruzzellis Neuropsichiatria Infantile Lazio
Anna Rita Piccinini Oftalmologia Emilia Romagna
Lorenzo Piergallini Radiologia Lombardia
Claudio Pipitone Pediatria Sardegna
Agnese Pizzardi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Marta Pizzocri Anestesia e Rianimazione Lombardia
Anna Politi Anestesia e Rianimazione Lombardia
Hernan Polo Friz Medicina Interna Lombardia
Laura Ponzini Neuropsichiatria infantile Lombardia
Claudio Pozzi Nefrologia Lombardia
Marta Pozzi Cardiologia Lombardia
Emanuele Previtali Anestesia e Rianimazione Lombardia
Francesco Pugliese Gastroenterologia Lombardia
Raffaele Pugliese Chirurgia generale Lombardia
Elena Puricelli Pediatria Lombardia
Francesca Rabboni Anestesia e Rianimazione Lombardia
Maria Giuditta Radaelli Assistente Sociale ospedale Lombardia
Franca Ravaioli Pediatria Emilia Romagna
Noemi Maria Razzano Medico legale Campania
Nadia Roncaglia Ginecologia e ostetricia Lombardia
Elena Roncella Ginecologia e ostetricia Lombardia
Irene Ronchi Medicina Interna Lombardia
Letizia Ronchi Radioterapia Emilia Romagna
Giacomo Aldo Rondello Oncologia Sicilia
Giuseppe Rossetti Cardiologia Lombardia
Paolo Rotondi Direzione Sanitaria Lombardia
Andrea Rovati Medicina Interna (Cure Palliative) Lombardia
Rosaria Ruberto Anestesia e Rianimazione Sicilia
fabrizio salvucci cardiologia Lombardia
Luciano Sanarico Anestesia e Rianimazione Friuli Venezia Giulia
Fabio Sansonna Chirurgia Lombardia
Nicola Santoro Oncologia Lombardia
Paola Vincenza Sartori Chirurgia Lombardia
Cesare Savino Psichiatra Lombardia
Elisabetta Scanziani Cardiologia Lombardia
Sofia Scanziani Neurologia Lombardia
Roberto Scapaticci Medicina interna Lombardia
Luca Scudeler Cardiologo Piemonte
Roberto Sega Medicina Interna Lombardia
Simone Segato Gastroenterologia Lombardia
Luisa Somma Oncologia Lombardia
Francesca Spano Anestesista rianimatore Sardegna
Mariaelena Sparacino Anestesia e rianimazione Lombardia
Donatella Sperone Endocrinologia Piemonte
Tiziana Stellato Nefrologia Lombardia
Benedetta Tagliabue Geriatria Lombardia
Alessandra Tavecchia Cardiologia Lombardia
Thomas Teatini Medicina Interna Lombardia
Ugo Teatini Nefrologia Lombardia
Carlo Alberto Tersalvi Igiene e medicina preventiva Lombardia
Elisabetta Tombolini Medicina interna Lombardia
Antonio Tori Chirurgo Vascolare e Generale Lombardia
Caludia Toso Medicina del lavoro Lombardia
Elena Toso Medicina Interna Lombardia
Mauro Totis Chirurgia Generale Lombardia
Gaetano Trezzi Ginecologia e ostetricia Lombardia
Marco Turati Ortopedia Lombardia
Matteo Uccelli Chirurgo Generale Lombardia
Chiara Vanelli Ematologia Lombardia
Patrizia Vergani Ginecologia e ostetricia Lombardia
Davide Viganò Gastroenterologia Lombardia
Alessandro Villa Medico Odontoiatra Lombardia
Cristina Villa Radiologia Lombardia
Federico Villa Anestesia e rianimazione Lombardia
Francesco Villa Anestesia e rianimazione Lombardia
Luca Villa Urologia Lombardia
Giovanni Vitale Anestesia e Rianimazione Lombardia
Silvia Zamboni Medico di medicina generale Lombardia
Michela Zancanaro Patologia clinica Veneto
Francesca Zanetto Ginecologia e ostetricia Lombardia
Giulia Zangheri Ginecologia e ostetricia Lombardia
Nicola Zarpellon Radiologo Lombardia
Chiara Zazzeron Medicina interna Lombardia














