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Al Csm continua la solita spartizione
Imagoeconomica
Nicola Saracino, magistrato della Corte d’Appello di Roma, punta il dito sull’esclusione a Bologna della pm Antimafia Beatrice Ronchi: «Il No alla riforma ha blindato il Sistema».

«Il Csm opera secondo logiche prettamente politiche» e le nomine dei dirigenti giudiziari «somigliano a vere e proprie elezioni, dove il peso delle correnti e le sensibilità degli schieramenti prevalgono sulla valutazione tecnica del curriculum giudiziario».

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Al Csm tornano le faide fra toghe rosse
Federico Cafiero De Raho (Ansa)
Archiviato il referendum, la spartizione dei seggi dei magistrati è ricominciata. E il filo rosso con tutti i partiti del campo largo, da Violante a De Raho, è evidente. Ma il Comitato Altra proposta introduce il «sorteggio temperato» per fermare le correnti.

Le toghe in politica, soprattutto quelle dalla carriera più longeva, sono quasi tutte a sinistra. E mentre nel Csm del post referendum tornano le tradizionali guerre di corrente per la spartizione dei seggi, una parte della magistratura, dopo il caso Palamara e dopo anni di promesse di rifondazione morale finite sostanzialmente nel nulla, prova a sfuggire al sistema affidandosi al sorteggio notarile.

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La beffa del Csm: promossa la toga pro migranti
Nel riquadro, Iolanda Apostolico (Imagoeconomica)
Iolanda Apostolico disapplicò il decreto Cutro e manifestò in piazza contro Salvini.

Il Consiglio superiore della magistratura durante il plenum di ieri ha promosso Iolanda Apostolico: settima valutazione di professionalità. Venti favorevoli, sei contrari, cinque astenuti.

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La beffa del Csm: promossa la toga pro migranti
Nel riquadro, Iolanda Apostolico (Imagoeconomica)
Iolanda Apostolico disapplicò il decreto Cutro e manifestò in piazza contro Salvini.

Il Consiglio superiore della magistratura durante il plenum di ieri ha promosso Iolanda Apostolico: settima valutazione di professionalità. Venti favorevoli, sei contrari, cinque astenuti.

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Altra denuncia per il pm «manesco». E il Csm vuole riesaminare il caso
Mario Fresa (Imagoeconomica)
Dalla baby-sitter brasiliana «al centro di una richiesta di sesso a tre» alle offese a una psicoterapeuta: l’affaire Fresa si allarga.

Gli audio choc del sostituto procuratore generale della Cassazione, Mario Fresa, pubblicati ieri dalla Verità, hanno scosso anche i timpani dei consiglieri del Csm che appena tre mesi fa avevano votato contro il trasferimento del magistrato dal Palazzaccio per incompatibilità ambientale.

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