• Tempi, modi, rischi: tutto quello che bisogna sapere. Vale per qualsiasi cartella Equitalia e permette di pagare solo il debito netto. Verrà estesa anche ai Comuni.
  • Tre mesi di discussioni nel governo e 15 giorni per firmare l’armistizio. Ci auguriamo che in sede di conversione del decreto vengano previste altre date per il 2019. Nel frattempo parte anche la rottamazione ter: scadenza aprile 2019.

Lo speciale contiene due articoli



Due date per firmare l’armistizio con l’Erario. Il decreto fiscale ha previsto l’introduzione della sanatoria per venire incontro ai contribuenti che hanno debiti, non ancora saldati, con l’Amministrazione. Il governo guidato dal premier Giuseppe Conte ha dunque stabilito con il dl fiscale un trattamento maggiormente favorevole, rispetto alle rottamazioni avviate dai governi precedenti. E questo perché è stata prevista l’esclusione integrale delle sanzioni e degli interessi. vale per tutte le cartelle: dall’Imu, Ici fino alle multe e il bollo auto. Il contribuente dovrà dunque limitarsi a pagare il debito netto senza l’aggiunta di altre voci di spesa. Per rendere dunque operativa la pace fiscale l’Agenzia delle entrate ha pubblicato, il 7 novembre, un calendario prevedendo due sole date: 13 e 23 novembre. Il primo appuntamento è dunque previsto per martedì prossimo.

Al massimo il 13 dovranno essere versare tutte le somme risultanti dalle adesioni sottoscritte, ma non perfezionate entro il 24 ottobre (data di entrata in vigore del dl). Il 23 novembre sarà invece la volta per chi non ha ancora impugnato gli avvisi di accertamento e per gli accertamenti sottoscritti ma non ancora perfezionati alla data del 24 ottobre.

Le modalità di versamento saranno inoltre diverse a secondo del debito che si dovrà saldare. Se si rientra nella prima data, 13 novembre, (accertamento con adesione) il contribuente dovrà usare i dati presenti nel facsimile di F24 o F23 consegnato dall’ufficio al momento della sottoscrizione dell’atto. Attenzione ai codici tributo da inserire. Si dovranno mettere solo gli importi dei tributi e degli eventuali contributi; oltre che il codice di atto, il codice di ufficio e l’anno di riferimento (solo se si usa l’F24). Se invece si deve versare la rata il 23 novembre (invito al contradditorio) ci sono due strade diverse: o la compilazione dell’F24, indicando i codici tributo relativi agli importi dei soli tributi ed eventuali contributi previsti per l’accertamento con adesione (dati reperibili sul sito dell’Agenzia delle entrate) o se si sceglie il modello F23, usando i codici tributo, il codice ufficio riportati nell’invito ricevuto, l’anno di riferimento e il codice atto «99999999107».

Nel caso in cui si parli di accertamento, avviso di rettifica liquidazione, atto di recupero, il contribuente dovrà usare i dati presenti nel fac-simile di F24 o F23 allegato all’atto da definire, indicando: i codici tributo relativi agli importi dei soli tributi ed eventuali, il codice atto o il numero di riferimento, il codice ufficio e solo per il modello F24 l’anno di riferimento. È stato inoltre previsto che il versamento può essere fatto o in un’unica rata o in massimo 20 rate trimestrali di pari importo. La prima rata deve dunque essere versata il 13 o il 23 novembre e le altre l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Se non si dovessero rispettare queste date, ci si potrà ritenere esclusi dall’agevolazione, salvo ulteriori modifiche. Da considerare, inoltre, che sull’importo delle rate successive alla prima, sono dovuti gli interessi legali calcolati a partire dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata.

Non tutti i contribuenti potranno però accedere alla pace fiscale. Se infatti si era iniziato a saldare i debiti con l’Amministrazione, con la rottamazione bis, non si potrà passare alla pace fiscale. Se invece, un contribuente era stato accettato alla rottamazione bis, ma non ha saldato neanche una rata del debito previsto, risultando escluso dall’agevolazione precedente, potrà accedere a quelle nuova. Se non verranno rispettate le date, ci si può ritenere esclusi dalla pace fiscale, anche in questo caso escludendo modifiche dell’ultimo.

Se dunque da una parte è innegabile che la pace fiscale presenti dei vantaggi in termini di sanzioni e interessi, dall’altra le tempistiche previste per saldare la prima rata dei debiti fiscali sono piuttosto ristrette, rispetto alle agevolazioni precedenti. Nella rottamazione bis (in corso) il contribuente ha infatti tempo, per pagare il debito, da luglio 2017 fino a febbraio 2019. Mentre ora parte anche la rottamazione ter. Se dunque si era ricevuta risposta positiva da parte dell’Agenzia delle entrate entro il 30 giugno scorso, si doveva versare la prima rata entro il 31 luglio 2018 e l’ultima entro il 28 febbraio 2019. Se inoltre non si erano riuscite a pagare le prime rate (luglio, settembre e ottobre 2018) si può rientrare nella rottamazione saldando il debito entro il 7 dicembre. Chi ha aderito alla rottamazione bis ed è in regola con i pagamenti, può pagare le due rate rimanenti (scadono nel 2019) con tempi ben più lunghi. L’Agenzia della riscossione infatti gli invierà una lettera entro il 30 giugno 2019 spalmandogli le due rate rimanenti in 10 rate di pari importo (5 anni) con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno. Questo significa che chi ha aderito alla rottamazione bis invece di pagare entro l’anno prossimo – il 2019 – avrà a disposizione ben cinque anni in più. Se invece uno ha aderito alla rottamazione bis e non ha pagato uno, due o tre rate deve saldare quanto dovuto entro il 7 dicembre. Poi riceverà – come chi è già in regola con i pagamenti- la lettera dell’Agenzia della riscossione con le due rate rimanenti spalmate su cinque anni.

Chi ha aderito alla prima rottamazione i cui termini di pagamento sono scaduti a settembre 2018, e non ha pagato o ha pagato solo qualcosa, puo’ ripresentare la domanda per aderire alla ter e prende 10 rate spalmate sempre su 5 anni. Quindi puo’ rimettersi in regola con pagamenti piu’ lunghi. Chi aderisce entro il 30 aprile 2019 alla rottamazione ter ha da subito dieci rate in cinque anni. Quindi da subito conveniente.


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