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Grazie a Renzi il concorso per il corpo forestale è diventato un'odissea

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Dal 2014 ci sono 507 vice ispettori in attesa di arruolamento: il vecchio governo si è dimenticato di inserirli nel decreto. Ora Giuseppe Conte prova a risolvere la situazione.

Non c'è limite al peggio, a seguito della nostra inchiesta sul disastro che la riforma Madia ha comportato per il personale e l'efficienza del Corpo forestale dello stato, c'è un aspetto della vicenda che riguarda 507 candidati idonei ma non vincitori che sarebbero dovuti diventare vice ispettori poiché hanno superato il concorso appositamente bandito nel 2011 per queste figure, peraltro il primo aperto anche agli esterni al Corpo stesso.

Un gruppo di queste persone ha raccontato a La Verità i tempi e i modi del concorso, ovvero un'odissea di tre anni passati a studiare e approfondire materie impegnative con argomenti che spaziavano dal diritto costituzionale a quello amministrativo e comunitario, ambientale, fino alle procedure penali. Aggiungendo alle materie umanistiche anche quelle scientifiche come biologia, chimica, fisica, topografia e cartografia, scienze della terra e tecniche di produzione vegetale. Nel mix di nozioni preteso dal concorso, che per buona parte dell'iter affidò l'operazione alla polizia di Stato, non mancava neppure qualche argomento specifico come selvicoltura, estimo rurale e forestale, difesa del suolo e dei boschi dagli incendi, gestione delle aree protette e delle biodiversità, geografia e scienze in generale.

Il tutto senza poter contare su alcun testo di riferimento che racchiudessse l'essenziale in qualche pubblicazione.

Ma «i magnifici 507» ci mettono impegno e sacrifici, tempo e denaro, a anche quando cominciano a circolare le voci del possibile scioglimento del Cfs si aspettano quantomeno una tutela dei risultati ottenuti.

Invece, nel 2014 al posto delle nomine viene loro comunicato lo stato di idonei non vincitori (in sigla i.n.v.), salvo che per un esiguo numero di candidati già appartenenti alla Forestale, che però dalla sua nascita ha sempre mantenuto una politica volta ad assorbire nel corso del tempo anche chi era risultato idoneo ma, per il momento, di troppo.

Infatti dall'Amministrazione veniva comunicato che il Cfs possedeva già i fondi che avrebbe dovuto utilizzare per incorporare i neo vice ispettori , anche se con una cadenza di quasi 200 ogni biennio.

Nel 2015 la beffa: il governo Renzi annunciava lo smembramento del Corpo Forestale e l'Amministrazione del corpo non poteva procedere all'assunzione poiché le risorse finanziarie eerano già state riallocate ad altri corpi di polizia. Ma peggio ancora, la graduatoria non fu menzionata nel decreto che regolamentava lo smembramento della Forestale e, di conseguenza, diventava inutilizzabile.

A quel punto gli idonei non vincitori chiedono informazioni anche ai carabinieri, destinatari di parte delle risorse umane del Cfs, ma l'arma risponde che non possono essere arruolati perché, semplicemente, il decreto non contemplava la loro esistenza.

La loro non era l'unica graduatoria in attesa di essere sbloccata, ma mentre grazie a quanto previsto dalla legge D'Alia gli altri elenchi «scorrevano», quella dei vice ispettori Cfs rimaneva bloccata.

Con l'insediamento del governo Conte le cose sono cambiate: una delegazione dei 507 i.n.v. è stata ricevuta e l'amministrazione pubblica sta lavorando per salvare le loro dimostrate idoneità. I ministri Costa e Trenta si sono impegnati a risolvere la situazione e non si esclude che i vice ispettori «frozen» possano entrare nei carabinieri colmando una carenza di organico senza più la necessità di spendere denaro pubblico per altre selezioni.

Nessuno di loro quasi quattro anni fa avrebbe immaginato un simile calvario, ma dopo tanta fatica, nonostante la maggioranza di loro abbia dovuto fare altri mestieri, sono ancora tutti determinati ad arrivare fino in fondo per servire quelle stesse istituzioni che, al posto di valorizzarli e proteggerli, li ha fatti fuori.

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