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Grande retata a Deutsche Bank. L’accusa è di riciclaggio a Panama

Grande retata a Deutsche Bank. L’accusa è di riciclaggio a Panama
ANSA
  • Oltre 170 poliziotti perquisiscono le sedi dell'istituto. L'indagine iniziata nel 2016 scaturisce dalle rivelazioni sul paradiso fiscale. Altro colpo all'immagine della banca, che dal 2008 ha dovuto pagare multe per 18 miliardi.
  • L'inchiesta nasce dalle rivelazioni sui paradisi fiscali favorite dagli Stati Uniti di Barack Obama. Berlino non si è messa in riga. A questo si è aggiunta la guerra di Trump al surplus tedesco. Ma il commissario Günther Oettinger insiste: presto dazi Ue contro le automobili Usa.
  • Il blitz aggiunge un altro collegamento tra il colosso e lo scandalo dei soldi sporchi di Danske Bank. Denaro proveniente dalla Russia e diretto anche a politici tedeschi.

Lo speciale contiene tre articoli

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  • Nella cerchia di Sánchez sono sotto accusa parenti, consiglieri, magistrati e politici. Scandalo oltre la corruzione: casi di associazione a delinquere e traffico di influenze.
  • I dati smentiscono i fan dell’esempio green di Madrid per abbassare i costi in bolletta. Nel 2025 la spesa media è salita a 54 euro al mese (+14%), in Italia è addirittura scesa.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il Pd tradisce pure i pugliesi: Irpef più cara
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (Ansa)
  • Per ripianare il buco lasciato da Emiliano nella Sanità (350 milioni), Decaro stanga lavoratori e pensionati: da giugno aliquote più alte. Ma in campagna elettorale il governatore parlava di «conti in ordine», ora invece «è colpa di Roma che dà meno soldi».
  • Il caso Emilia-Romagna: «Solo il 22% della spesa è davvero leggibile». Uno studio dell’Istituto Bruno Leoni accende i riflettori sui conti degli ospedali pubblici: nei cinque policlinici universitari individuati 318 milioni di «ripiani impliciti». Sotto accusa anche i limiti imposti al privato accreditato.
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L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione sarebbe una tegola da 120 miliardi per gli altri Stati. A cui intanto è chiesto il rigore fiscale.

La discussione sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea si sta arroventando. La Commissione appare determinata nell’accelerare il processo di adesione e discuterne già a metà giugno. Sul tema, in Italia emergono differenze di vedute all’interno della maggioranza, sia per motivi strettamente politici che per motivi economici.

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Il rapporto Eurispes mostra un Paese angosciato dai risvolti economici futuri, mentre già oltre sei cittadini su dieci fan fatica a far quadrare i conti tra bollette, mutui e affitti. Forte fiducia verso il Colle, meno per le toghe.

Non sono né Vladimir Putin né i carri armati russi che scorrazzano per l’Europa a popolare gli incubi degli italiani. Semmai, più prosaicamente, ci sono la paura di impoverirsi, il terrore di affitti sempre più costosi, la rinuncia alla prevenzione medica.

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