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2023-05-02
Felice Casorati. Pittura e musica in mostra alla fondazione Magnani-Rocca
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Una mostra importante quella allestita nella «Villa dei capolavori» di Mamiano di Traversetolo ( piccola frazione in provincia di Parma), un tempo residenza privata del musicologo, critico e collezionista d’arte Luigi Magnani ed ora, per suo volere, sede della Fondazione Magnani - Rocca, custode di una preziosissima collezione d’arte permanente (che vanta ben cinquanta tele di Giorgio Morandi, di cui Magnani era grande estimatore, oltre che amico) e sede temporanea di prestigiose esposizioni di levatura internazionale.
Ed è in quest’ottica che si colloca l’antologica dedicata a Felice Casorati (Novara,1883 - Torino,1963), artista fra i più significativi del Novecento, pittore (innanzitutto), ma anche grafico, scenografo, architetto, scultore e - come lui stesso amava dire - posseduto dal «demone» della musica al pari di quello della pittura. Spesso, in Casorati la musica « entra» nella pittura e in molte sue tele (Concerto, Mozart, Brocca con chitarra, Beethoven, per esempio) il richiamo al mondo delle note è palese: obiettivo della mostra di Traversetolo – curata da Giorgina Bertolino, Daniela Ferrari e Stefano Roffi – è proprio quello di approfondire questo aspetto dell’arte di Casorati. Non a caso,infatti, si intitola Il concerto della pittura ; non a caso è stata allestita in un luogo in cui la musica era letteralmente di casa e, altrettanto non casualmente, l’articolato percorso espositivo - che rivela tutta la complessità e la completezza di un artista come Casorati - inizia appena dopo la maestosa sala della musica, dove tele di Tiziano, Lippi, Durer e Ghirlandaio fanno da contorno al grande pianoforte che fu di Luigi Magnani, in una immaginaria e ideale vicinanza fra il collezionista emiliano e l’artista piemontese.
Attraversato questo spazio, ad accogliere il visitatore nella prima sala della mostra il celebre Ritratto della sorella Elvira (opera datata1934 che segna il debutto di Casorati alla Biennale di Venezia del 1907) , Le ereditiere del 1910 e Notturno del 1912-13, tre opere pittoriche di grande significato, che denotano, nel linguaggio artistico di Casorati, lo studio dell’antico e le influenze del naturalismo e del simbolismo, sino ad arrivare al confronto con Klimt e l’ambiente delle Secessioni. Anche se Casorati è difficilmente catalogabile in una corrente artistica precisa, il grande pubblico ne ricorda soprattutto la produzione degli anni Venti (quando , al pari di artisti come Carlo Carrà ed Arturo Martini, sente prepotente il richiamo neoclassico e neorinascimentale del Ritorno all’ordine e del Realismo Magico, in frenata rispetto agli eccessi delle Avanguardie futuriste ed espressioniste), con quelle opere metafisiche e silenziose pervase di malinconia e mistero, enigmatiche e indecifrabili. Sospese. Reali ed irreali nello stesso tempo. Come il famosissimo dipinto Silvana Cenni (1922), chiaro omaggio a Piero della Francesca, dove la sacrale immobilità del soggetto ritratto sovrasta ogni cosa, dove tutto è aderente al vero, ma talmente realistico da tradursi in straniamento…Lo stesso straniamento che si prova osservando un’altra famosa tela presente in mostra, Conversazione platonica (1925), un quadro misterioso e di difficile interpretazione, dove un uomo vestito di nero e assorto nei suoi pensieri contempla una giovane donna, nuda e languidamente adagiata.
Proseguendo nella mostra, ai quadri con figura si alternano alcuni paesaggi e un nucleo di nature morte, fra le quali quelle dedicate alle uova, tema ricorrente nell’arte casoratiana, che in queste forme perfette e fragili vede il contrasto tra la precarietà e la solidità formale, oltre che un ulteriore rimando a Piero della Francesca e a Paul Cézanne ( si ricordi, del pittore francese, il celebre dipinto Il pane e le uova del 1865).
Fra le tante opere-chiave esposte alla Magnani-Rocca, a fare da «inconsapevole e originale trait d’union » fra due mostre (e due artisti) un dipinto del 1921, Le due sorelle (Libro aperto e libro chiuso), tela inquadrata in una scena de La dolce vita (1960) da Federico Fellini, il grande regista riminese a cui viene dedicata - nelle sale al piano superiore della Villa - proprio nello stesso periodo dell’antologica su Casorati, una particolare mostra focus nel trentennale della morte.
Due esposizioni nella «Villa dei capolavori», dove arte, musica e cinema si incontrano e si fondono in un'armonia perfertta di suoni e immagini.
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Alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), sino al 2 luglio 2023, una grande antologica di oltre ottanta opere ripercorre l’intera parabola artistica di Felice Casorati, fra i più importanti pittori figurativi del Novecento. In un percorso espositivo ricco di capolavori, l’esposizione tocca tutte le figure e i temi prediletti dall’artista piemontese, documentando ampiamente ogni stagione della sua pittura e la sua grande passione per la musica.Una mostra importante quella allestita nella «Villa dei capolavori» di Mamiano di Traversetolo ( piccola frazione in provincia di Parma), un tempo residenza privata del musicologo, critico e collezionista d’arte Luigi Magnani ed ora, per suo volere, sede della Fondazione Magnani - Rocca, custode di una preziosissima collezione d’arte permanente (che vanta ben cinquanta tele di Giorgio Morandi, di cui Magnani era grande estimatore, oltre che amico) e sede temporanea di prestigiose esposizioni di levatura internazionale. Ed è in quest’ottica che si colloca l’antologica dedicata a Felice Casorati (Novara,1883 - Torino,1963), artista fra i più significativi del Novecento, pittore (innanzitutto), ma anche grafico, scenografo, architetto, scultore e - come lui stesso amava dire - posseduto dal «demone» della musica al pari di quello della pittura. Spesso, in Casorati la musica « entra» nella pittura e in molte sue tele (Concerto, Mozart, Brocca con chitarra, Beethoven, per esempio) il richiamo al mondo delle note è palese: obiettivo della mostra di Traversetolo – curata da Giorgina Bertolino, Daniela Ferrari e Stefano Roffi – è proprio quello di approfondire questo aspetto dell’arte di Casorati. Non a caso,infatti, si intitola Il concerto della pittura ; non a caso è stata allestita in un luogo in cui la musica era letteralmente di casa e, altrettanto non casualmente, l’articolato percorso espositivo - che rivela tutta la complessità e la completezza di un artista come Casorati - inizia appena dopo la maestosa sala della musica, dove tele di Tiziano, Lippi, Durer e Ghirlandaio fanno da contorno al grande pianoforte che fu di Luigi Magnani, in una immaginaria e ideale vicinanza fra il collezionista emiliano e l’artista piemontese. Attraversato questo spazio, ad accogliere il visitatore nella prima sala della mostra il celebre Ritratto della sorella Elvira (opera datata1934 che segna il debutto di Casorati alla Biennale di Venezia del 1907) , Le ereditiere del 1910 e Notturno del 1912-13, tre opere pittoriche di grande significato, che denotano, nel linguaggio artistico di Casorati, lo studio dell’antico e le influenze del naturalismo e del simbolismo, sino ad arrivare al confronto con Klimt e l’ambiente delle Secessioni. Anche se Casorati è difficilmente catalogabile in una corrente artistica precisa, il grande pubblico ne ricorda soprattutto la produzione degli anni Venti (quando , al pari di artisti come Carlo Carrà ed Arturo Martini, sente prepotente il richiamo neoclassico e neorinascimentale del Ritorno all’ordine e del Realismo Magico, in frenata rispetto agli eccessi delle Avanguardie futuriste ed espressioniste), con quelle opere metafisiche e silenziose pervase di malinconia e mistero, enigmatiche e indecifrabili. Sospese. Reali ed irreali nello stesso tempo. Come il famosissimo dipinto Silvana Cenni (1922), chiaro omaggio a Piero della Francesca, dove la sacrale immobilità del soggetto ritratto sovrasta ogni cosa, dove tutto è aderente al vero, ma talmente realistico da tradursi in straniamento…Lo stesso straniamento che si prova osservando un’altra famosa tela presente in mostra, Conversazione platonica (1925), un quadro misterioso e di difficile interpretazione, dove un uomo vestito di nero e assorto nei suoi pensieri contempla una giovane donna, nuda e languidamente adagiata. Proseguendo nella mostra, ai quadri con figura si alternano alcuni paesaggi e un nucleo di nature morte, fra le quali quelle dedicate alle uova, tema ricorrente nell’arte casoratiana, che in queste forme perfette e fragili vede il contrasto tra la precarietà e la solidità formale, oltre che un ulteriore rimando a Piero della Francesca e a Paul Cézanne ( si ricordi, del pittore francese, il celebre dipinto Il pane e le uova del 1865).Fra le tante opere-chiave esposte alla Magnani-Rocca, a fare da «inconsapevole e originale trait d’union » fra due mostre (e due artisti) un dipinto del 1921, Le due sorelle (Libro aperto e libro chiuso), tela inquadrata in una scena de La dolce vita (1960) da Federico Fellini, il grande regista riminese a cui viene dedicata - nelle sale al piano superiore della Villa - proprio nello stesso periodo dell’antologica su Casorati, una particolare mostra focus nel trentennale della morte.Due esposizioni nella «Villa dei capolavori», dove arte, musica e cinema si incontrano e si fondono in un'armonia perfertta di suoni e immagini.
Pedro Sánchez (Ansa)
Lo testimoniano gli esempi di questi giorni, a partire da quello di José Luis Zapatero, l’icona socialista a cui la sinistra nostrana ha guardato per anni. L’ex premier rappresentava la quarta via, dopo quella di Bill Clinton e pure quella di Tony Blair. Con gli occhioni da Bambi aveva incantato tutti, introducendo nella cattolicissima Spagna le unioni Lgbt e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. Dal franchismo all’attivismo gay: in effetti, il salto in avanti o nel buio era stato forte e in Italia i compagni in crisi di identità, dopo le sconfitte elettorali, erano caduti in deliquio di fronte a tanto coraggio.
Una volta lasciato il governo Zapatero, come altri leader della sinistra, ha però trovato i soldi. Tanti, a giudicare da tutto quello che c’era nella cassaforte del suo ufficio. Orologi, gioielli, contanti: una prima stima parla di tre milioni. Ma a quanto pare si tratta dell’antipasto, perché da una società sull’orlo del crac, che però grazie al governo di Pedro Sánchez, altro socialista, aveva ricevuto contributi pubblici, sono arrivati consistenti bonifici, all’ex premier e pure alla società delle figlie. In totale, si parlerebbe di un vorticoso giro di denaro, con annessa una serie di reati. Avuto sentore dell’inchiesta, Zapatero pare volesse levare l’ancora e fuggire a Caracas, dove anche senza Maduro resistono un po’ di compagni. In sovrappiù, mentre crolla il mito del Bambi duro e puro, la magistratura ha spedito la Guardia civil a perquisire la sede del Psoe, il Partito socialista operaio spagnolo.
Così, tra un rinvio a giudizio della moglie dell’attuale premier, l’arresto dei principali collaboratori e ombre di corruzione che lambiscono il governo, anche l’immagine di Pedro Sánchez, icona della sinistra di casa nostra subentrata a Zapatero, rischia di fare la fine evocata da Nenni: epurato.
Ma i socialisti a cui si ispirano Schlein e compagni non portano solo guai giudiziari e sospetti di corruzione. Per i miti della sinistra c’è anche altro. Ieri il sindaco di New York, il democratico Zohran Mamdani ha annunciato un piano casa per fronteggiare l’emergenza abitativa della Grande mela. Il programma, denominato Block by Block, promette 200.000 nuovi alloggi, ma tra le misure ne spunta una perlomeno discutibile. Mamdani, infatti, annuncia di avere intenzione di espropriare i proprietari di casa che non migliorino le condizioni degli edifici e di trasferirne la proprietà agli inquilini. «Quando necessario, intraprenderemo azioni legali energiche per allontanare i proprietari e i gestori immobiliari negligenti», ha annunciato tra gli applausi. L’appropriazione di un patrimonio privato confligge con il V emendamento della Costituzione americana? Non è cosa che paia preoccuparlo.
Ma il vizio di mettere le mani in tasca al contribuente (come non ricordare Giuliano Amato che di notte prelevò i soldi dai conti correnti degli italiani e Romano Prodi che introdusse l’euro-tassa?) non è solo americano. In Francia, la nuova presidente della Corte dei Conti, Amélie de Montchalin, già ministro dell’Ecologia con la premier socialista Élisabeth Borne, ha avuto un’ideona per ripianare il deficit della sanità transalpina. La proposta prevede che lo Stato prelevi direttamente i soldi dai conti correnti degli assistiti, riscuotendo dunque forzosamente le franchigie per medicinali ed esami che restano a carico dei pazienti. Ovviamente, il prelievo riguarderebbe solo i francesi, per i clandestini e pure per i residenti nei dipartimenti d’Oltremare tipo La Mayotte le cure invece rimarrebbero gratis. O meglio, con i socialisti e Macron, a pagare sarebbe come sempre Pantalone.
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Andrea Delmastro (Ansa)
La richiesta arriva nell’ambito dell’indagine sul riciclaggio del clan Senese. Il centrodestra non pare intenzionato a dare il via libera, anche se Forza Italia ha posto condizioni, il che lascia intendere che potrebbe decidere di votare diversamente. «Prima abbiamo necessità di leggere le carte» si apprende fa fonti parlamentari.
Naturalmente le opposizioni insorgono. «Se così fosse il messaggio politico sarebbe devastante. Parliamo di atti richiesti dall’autorità giudiziaria in un’inchiesta che chiede chiarezza. Giorgia Meloni ha due strade davanti a sé: coprire Delmastro e i suoi rapporti con personaggi in orbita mafiosa, oppure ordinare ai suoi dare l’ok alla richiesta, provare a fare luce e sgomberare il campo dall’idea che lei il suo partito abbiano qualcosa da nascondere», le parole del capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini. E Angelo Bonelli (Avs) rincara: «È un fatto molto grave: invece di aiutare i magistrati a fare chiarezza e arrivare alla verità, la maggioranza alza un muro politico».
«Apprendiamo che il centrodestra sarebbe orientato a respingere la richiesta della Procura di Roma», dice Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, «Meloni non aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno? E allora che problema c’è ad acquisire le chat dell’ex sottosegretario e anche quelle del caso Mps?». Infatti quelle di Delmastro non sono le uniche chat che si chiede di acquisire. Anche la Procura di Milano ha fatto una richiesta poco tempo fa: ha chiesto di visionare le chat dell’ex direttore generale del Mef, Marcello Sala. Il caso è quello della scalata di Mps a Mediobanca, i pm hanno chiesto al Parlamento di autorizzare la visione delle chat di Sala in quanto, secondo quel che riporta lo stesso ex dirigente ministeriale (non indagato), nelle conversazioni sarebbero citati anche nove parlamentari, tra cui i ministri Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini.
La chiave è qui. L’intenzione sembra quella di voler usare due inchieste per sfruttare la possibilità di andare a cercare all’interno delle chat di maggioranza ed esecutivo per vedere di trovare qualcosa da utilizzare contro il governo. Sul caso di Delmastro, ad esempio, perché, avendo le chat di Caroccia, si chiede di visionare quelle dell’ex sottosegretario? Cosa può aver scambiato con queste persone che non si possa leggere dalle chat già acquisite? È chiaro che si cerchi dell’altro. «In base agli elementi a mia conoscenza, in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all’epoca rivestiva Delmastro ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata», ha detto Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia, commentando la richiesta avanzata dalla Procura. Certo è che le richieste delle Procure hanno fornito un grande assist alla sinistra che in questo modo evita di parlare dei guai giudiziari spagnoli gravati sui loro idoli: Pedro Sánchez e José Zapatero.
Il fratello minore di Sánchez dovrà comparire in tribunale dove è chiamato a rispondere delle accuse di traffico di influenze, abuso d’ufficio e malversazione. Guai familiari grossi per Sánchez perché anche la moglie del premier spagnolo, Begoña Gómez, dovrà comparire in tribunale il 9 giugno accusata di aver usato la sua influenza, come consorte del primo ministro, per ottenere sponsor per un corso di laurea da lei diretto. Secondo l’accusa, inoltre, avrebbe utilizzato fondi statali per pagare la sua assistente per l’aiuto in questioni personali. La sinistra italiana non ne parla e ignora anche il fatto che nel fine settimana a Madrid sono scese in piazza 40.000 persone per manifestare «contro il governo corrotto di Sánchez». Scandali che si allargano anche agli altri socialisti. Anche l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero sta mettendo in difficoltà il governo (di cui è un forte alleato) perché è stato accusato di traffico di influenze illecite e altri reati di corruzione.
Uno scandalo enorme in Spagna, mentre in Italia, a sinistra, invece di prendere distante, si pensa alle chat di governo nella speranza di trovare qualcosa a cui appendersi per fare opposizione.
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