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Verso il voto: Sala spera nel primo turno, Calenda insegue Gualtieri

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Dall'alto: Sala e Bernardo, Michetti e Calenda (Ansa)
  • Milano: Bernardo, spinto dal centrodestra, ha frequentato quelle periferie che il manager ignora, impegnato a inaugurare piazzette e ciclabili. E il Pd sogna l'aiuto del M5s, che per ora è impresentabile.
  • Roma: la Raggi sprofonda, l'ex Mef non scalda neanche i suoi. A lui e al «tribuno» scelto da Meloni fa concorrenza il capo di Azione.
  • Le altre città al voto: Torino, Trieste, Bologna e Napoli.

Lo speciale contiene sei articoli.


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    Hormuz, l’Iran incassa i primi pedaggi. Trump: «Affonderemo le posamine»
    Navi ormeggiate a un'imbarcazione ancorata vicino alla costa a Bandar Abbas, città portuale affacciata sul Golfo Persico e sullo Stretto di Hormuz (Getty Images)
    • Ignoti i pegni ottenuti da Teheran. Il tycoon rivendica il controllo totale dello Stretto e lancia il potenziamento delle operazioni di rimozione degli ordigni. L’esercito Usa sequestra un’altra petroliera nell’Oceano Indiano.
    • La Casa Bianca non fornisce una scadenza per il cessate il fuoco, mentre i negoziati restano in stallo. A pesare il blocco navale americano e le divisioni interne al regime.
    • Capo della Marina Usa silurato nel bel mezzo di un blocco navale. Dietro la decisione, le paranoie di Hegseth. Su cui crescono i malumori nel Gop.

    Lo speciale contiene tre articoli.

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    Prima le bollette e poi le armi: l’Italia non vuol morire per le fisime europee
    Giancarlo Giorgetti (Ansa)
    Dopo aver seguito una linea prudente, anche Giorgetti sbotta: «Priorità da ridefinire, soprattutto nel campo della Difesa».

    È vero che c’è ben poco da essere ottimisti «perché basta guardare i telegiornali», come su per giù ha risposto Giancarlo Giorgetti a Giorgia Meloni, però è altrettanto vero che nemmeno esser stati troppo prudenti con l’Europa è servito granché. In questi anni il governo, rispetto ai conti pubblici, ha scelto un profilo di massima attenzione rispetto alle regole europee, forse anche per dimostrare che le apparenze e i pregiudizi ingannavano e i sovranisti non erano degli sfasciacarrozze.

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    Sul Superbonus Conte racconta Superballe
    Giuseppe Conte (Ansa)
    Per far perdere le staffe all’avvocato pugliese è bastato che il presidente del Consiglio ricordasse il buco lasciato dal governo giallorosso grazie al famigerato 110%. «Basta lagne», ha frignato. Ma i numeri lo inchiodano: 120 miliardi tolti a scuola e salute.

    A Giuseppe Conte non piace che si ricordi il buco creato dal suo governo con il Superbonus. Ieri, dopo che Giorgia Meloni ha ricordato quanto ancora pesi sulle casse pubbliche la misura del 110 per cento voluta dal governo giallorosso, il capo dei 5 stelle ha reagito in malo modo, accusando il presidente del Consiglio di suonare come un disco rotto. «Questa lagna la sentiamo da quattro anni. Basta con le balle: dopo quattro anni e zero riforme il tempo delle Superscuse è scaduto».

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    Unicredit a sorpresa sale in Generali e rilancia il risiko
    Andrea Orcel (Ansa)
    Con l’8,7% Orcel diventa terzo azionista del gruppo triestino, dopo Mps-Mediobanca e Delfin, e cresce al 32% di Commerz.

    Le luci sul risiko bancario si riaccendono. In realtà non si sono mai spente. Erano rimaste soffuse come neon stanchi. Ieri sono tornate a brillare. A spingere l’interruttore è stato Unicredit che ha portato la partecipazione in Generali dal 6 all’8,72%. La versione ufficiale è rassicurante.

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