E adesso vediamo chi parla di complotti

Chissà se anche questa volta Matteo Renzi parlerà di complotto, come ha fatto presentando il suo ultimo libro, a proposito di Consip. L’arresto (anche se ai domiciliari) di entrambi i genitori, mai accaduto nella storia della Repubblica per padre e madre di un ex premier, non è stato eseguito sulla base di un’ipotesi di reato quasi impalpabile come il traffico d’influenze (pure contestato al papà dalla Procura di Roma), ma con accuse gravi come bancarotta (…)

fraudolenta e false fatturazioni. In pratica, sia il padre che la madre sono ritenuti responsabili dai pm di Firenze del fallimento di tre cooperative che ruotavano intorno all’azienda famigliare dei Renzi. I lettori della Verità sanno molte cose di questa vicenda, perché negli scorsi anni e anche negli ultimi mesi hanno potuto leggere le cronache di Giacomo Amadori a proposito della strana moria di società che avevano fatto affari con Tiziano Renzi. Cooperative di distribuzione che lavoravano per conto terzi, consegnando giornali, volantini ed elenchi, ma che all’improvviso si ritrovarono in difficoltà, fino al punto di essere costrette a chiudere, lasciando qualche strascico, con i dipendenti o il fisco. La Verità, nel silenzio pressoché assoluto della grande stampa, cercò di approfondire, raccontando anche i sequestri eseguiti dalla Guardia di finanza e ricostruendo molte curiose coincidenze, di persone e di interessi, citando qualche prestanome. In cambio ne ricavò alcune citazioni in giudizio, minacciate o presentate, e il babbo del segretario del Pd comprò addirittura una pagina di giornale per sostenere di essere vittima di un’aggressione a mezzo stampa. Ciònonostante, la redazione della Verità ha continuato il proprio lavoro, che evidentemente non era del tutto campato in aria se oggi la Procura di Firenze ha ritenuto di dover procedere all’arresto del papà e della mamma dell’ex presidente del Consiglio, entrambi ritenuti coinvolti nella gestione delle aziende e dei relativi fallimenti.

Per parte nostra, segnaliamo che già nel 2016, nel libro scritto da Giacomo Amadori, con Francesco Borgonovo e il sottoscritto (I segreti di Renzi, Sperling e Kupfer) ci si interrogava su alcune società finite nei guai, riportando documenti e testimonianze. Ma allora Matteo Renzi era a Palazzo Chigi, il referendum che avrebbe dovuto incoronarlo padre costituzionale era alle porte, e il sistema di potere del Giglio magico era ancora in piena attività, nei palazzi e nelle redazioni. Dunque, tutto passò sotto silenzio. Fino a oggi.

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