Aborto, sventato il tranello francese per mettere Biden contro la Meloni

- Si sgonfia il caso sull’assenza del diritto all’Ivg nelle bozze. Fonti italiane: «Strumentalizzazione, non è stato tolto nulla». L’agguato dell’Eliseo (con la stampella pd) mirava a incrinare i rapporti tra Roma e Washington.
- Il presidente Usa diserta la cena di Stato per riposare. La Casa Bianca: «Mai confermata sua presenza».
Lo speciale contiene due articoli.
È sempre più testa a testa tra Italia e Francia. Lo dimostra il caso montato intorno alla presunta eliminazione del tema aborto all’interno della bozza del comunicato finale del G7. Quando si è diffusa la notizia, pare che a irritarsi per la circostanza sarebbero state soprattutto le delegazioni di Francia e Canada. Probabilmente il nodo è politico.
Il presidente francese Emmanuel Macron nelle ultime settimane, con le sue dichiarazioni e il suo modo di fare esuberante, ha messo in chiaro di voler occupare un ruolo da leader in Europa. Ruolo che però gli viene conteso nei fatti dal premier italiano Giorgia Meloni. L’ex underdog oggi è in vetta al mondo, il suo approccio serio, coerente e pragmatico nella gestione dei dossier più importanti le ha fatto guadagnare la stima di tutti, Casa bianca compresa.
Differentemente da Giorgia Meloni, Emmanuel Macron è uscito assai indebolito, oltreché umiliato, dalle ultime elezioni europee. Non solo. Il presidente francese è anche in imbarazzo nei confronti di Washington per aver recentemente rafforzato le relazioni tra Parigi e Pechino. È quindi abbastanza chiaro come l’inquilino dell’Eliseo stia usando il nodo dell’aborto (non esattamente un tema in cima all’agenda geopolitica del G7) per cercare di mettere i bastoni tra le ruote all’inquilina di Palazzo Chigi. Si tratta d’altronde di un modus operandi non nuovo. Nel 2022, all’indomani della vittoria elettorale del centrodestra italiano, l’allora ministro francese per l’Europa, Laurence Boone, (che faceva parte del governo guidato dalla macroniana Élisabeth Borne) disse che avrebbe «vigilato sui diritti». Ma c’è anche forse una ragione più sottile che è alla base degli attuali calcoli di Macron. Facendo leva sull’aborto in sede di G7, l’inquilino dell’Eliseo sperava evidentemente di mettere Joe Biden contro la Meloni. È del resto noto che per l’attuale presidente americano l’interruzione di gravidanza rappresenta un tema cruciale in vista delle elezioni di novembre. Non a caso, ieri, commentando la questione dell’aborto nella bozza di comunicato, il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, ha dichiarato: «Biden non cede sui diritti, ne parlerà con il premier Meloni». Purtroppo per Macron, le sue manovre rischiano di fallire. Il punto vero è infatti che l’inquilino della Casa Bianca vede nella Meloni una sponda atlantista fondamentale su dossier geopolitici cruciali come Ucraina e Cina. Ecco perché Parigi incontrerà rilevanti difficoltà nel suo tentativo di far deragliare le relazioni tra Washington e Roma.
Ad ogni modo in ben due occasioni Palazzo Chigi ha negato di aver eliminato il passaggio sull’aborto. Ieri una fonte ha anche chiarito che «Nel testo che verrà pubblicato domani non si fa nessun passo indietro rispetto a Hiroshima sul tema dell’aborto, e non si è tolto nulla». La stessa fonte ha aggiunto: «Tanto è vero che c’è un esplicito riferimento agli impegni assunti a Hiroshima che vengono tutti riconfermati».
La trappola che quindi potrebbe avere origini francesi, potrebbe anche avere, come spesso è accaduto, delle sponde interne al nostro Paese. Lo ipotizzano alcune fonti che confermano: «Il sospetto è che ci sia stata un po' di strumentalizzazione elettorale, post elettorale, qualcuno che magari abbia voluto inserire un elemento di disturbo in un G7 che pare fin qui stia andando benissimo». Non è una novità infatti che il partito democratico vada a braccetto con Parigi e proprio dai dem si è levato un coro di sdegno a ruota dell’irritazione francese. Le senatrici del Pd hanno chiesto a Meloni di chiarire tutto con parole nette.
«Non so se a un G7 a cui partecipa anche il Papa fosse opportuno, se hanno scelto di non metterlo ci sarà un perché e una ragione più che condivisibile ha commentato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
La sensazione è che la polemica si sia gonfiata sul nulla, e lo pensano le stesse fonti: «È una storia che sta montando senza motivi di sostanza». La versione riportata dalla fonte è questa: «Questa montatura nasce dal fatto che nel pieno della notte si è arrivati alla lettura di quel paragrafo e c’è stata una proposta di modificare quegli impegni andando ben oltre. L’Italia non ha mai detto “non vogliamo andare oltre”. Abbiamo semplicemente detto che avremmo voluto un testo bilanciato che riguardava anche altre tematiche. A quel punto - erano le 3 del mattino - abbiamo detto: confermiamo gli impegni di Hiroshima. Punto e basta». Anche dalla dinamica si capisce che l’obiettivo era quello di creare difficoltà. Porre un tema nel tentativo di eviatre il trionfo per una Meloni che ha già stravinto fin qui. Va anche ricordato che proprio lo scorso marzo la Francia ha inserito il diritto di aborto all’interno della Costituzione. Insomma, è come si dice: tre indizi fanno una prova. Macron soffre Meloni. E siamo solo all’inizio: in arrivo ci sono infatti la formazione dei gruppi parlamentari a Strasburgo e soprattutto le nomine della Commissione europea.
Sleepy Joe arriva tardi e dà buca a Mattarella
Giornata molto dura, quella di ieri, per Joe Biden, giunto a Borgo Egnazia per partecipare ai lavori del G7. Del resto, l’età avanza: sulle spalle del leader democratico pesano la bellezza di 81 inverni. E se il buongiorno si vede dal mattino, si era capito subito che «Sleepy Joe» era tutt’altro che in forma. Il presidente degli Stati Uniti, infatti, si è presentato al resort pugliese con 20 minuti di ritardo, dando la possibilità a Giorgia Meloni di inscenare un simpatico siparietto. Dopo aver scherzato con cameraman e fotografi, anche loro in trepidante attesa dell’inquilino della Casa Bianca, la premier italiana ha accolto Biden premendo l’indice sul polso (come se ci fosse l’orologio) ed esclamando: «Non si lascia attendere una donna in questo modo». Il presidente degli Stati Uniti ha risposto con un sorriso alla benevola ramanzina della Meloni, per poi darle un bacio tra guancia e tempia. Nel corso della giornata, Biden ha presenziato al vertice con gli altri leader del G7 e a diversi incontri bilaterali. Forse troppi per un uomo della sua età. Che, peraltro, in meno di una settimana ha dovuto affrontare due viaggi in Europa: pochi giorni fa era in Normandia per celebrare insieme a Emmanuel Macron l’ottantesimo anniversario del D-Day. Tant’è che, al termine dei lavori di ieri, Biden non se l’è sentita di presentarsi alla cena con Sergio Mattarella, che ha ospitato i capi di Stato e di governo del G7 presso il Castello Svevo di Brindisi. La presenza del presidente degli Stati Uniti, hanno riferito fonti americane, non era prevista nella sua agenda fin dall’inizio. E, in ogni caso, il forfait di Biden è stato spiegato così da Karine Jean-Pierre, la portavoce della Casa Bianca: «Saranno due giorni pieni zeppi di impegni. Non ne farei un caso se il presidente salta una cena». Anche perché, in effetti, il «caso» è già scoppiato da quando, la settimana scorsa, il Wall Street Journal ha lanciato l’allarme sulle condizioni fisiche e mentali del leader democratico con un’inchiesta che ha fatto e farà molto discutere. Dalle 45 interviste fatte dalla testata newyorchese a funzionari e politici bipartisan (molti dei quali hanno chiesto di mantenere l’anonimato) emerge che Biden appare sempre più lento e spossato. Anche le voci più indulgenti non nascondono che il presidente «non è più come prima». Altri, invece, hanno parlato apertamente di «segni di decadimento cognitivo». Il Wall Street Journal rievoca in particolare un importante vertice di gennaio sugli aiuti militari all’Ucraina. In quell’occasione, scrivono le autrici del pezzo, «il presidente si è mosso così lentamente nella sala del gabinetto per salutare quasi una ventina di leader del Congresso che ci sono voluti circa dieci minuti per iniziare la riunione». Biden, inoltre, aveva «una voce così fioca che alcuni facevano fatica a sentirlo, faceva lunghe pause e chiudeva gli occhi così a lungo che i presenti si chiedevano se fosse ancora sintonizzato». Insomma, se alla salute precaria aggiungiamo anche i guai giudiziari di suo figlio, Hunter Biden, e la preoccupazione per l’incombente scontro elettorale con Donald Trump, che si preannuncia molto duro, si capisce bene che il presidente degli Stati Uniti non è arrivato a Borgo Egnazia nella sua forma migliore. Al G7, comunque, non è il solo a ritrovarsi in ambasce. Anzi, come ha scritto Politico, il vertice dei sette può essere riassunto così: «Sei anatre zoppe e Giorgia Meloni». Il titolo, caustico al punto giusto, affresca il summit come una specie di Ultima cena per un gruppo di lavoro che è «probabilmente il più debole» degli ultimi anni. «La maggior parte dei partecipanti», spiega infatti Politico, «è distratta dalle elezioni o dalle crisi interne, disillusa dagli anni in carica o aggrappata disperatamente al potere». Ben diversa, al contrario, è la situazione della Meloni, che «non riesce a smettere di vincere» ed è pronta a «svolgere un ruolo fondamentale nel plasmare la direzione futura della politica europea a Bruxelles».





