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I medici a gettone finiscono in tribunale
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Una dottoressa calabrese specializzata in «ritocchi» è stata spedita in pronto soccorso a Novi Ligure: lì ha dimesso una donna morta poche ore dopo. Adesso indaga la Procura. Nel cda della cooperativa c’è anche un politico cacciato dalla Meloni per frasi omofobe.
Roberto Occhiuto: «Dottori a gettone, indaghino i pm»
Roberto Occhiuto (Imagoeconomica)
Il governatore forzista della Calabria: «Le coop sottraggono agli ospedali pubblici centinaia di milioni. Io l’ho denunciato e sono stato attaccato dall’Ordine dei medici».
  • Dilaga il numero di dottori strapagati dati in affitto dalle coop agli ospedali che ne sono privi. Non importa se qualificati o no, basta coprire i turni. E il servizio sanitario rischia di crollare.
  • Fabio De Iaco, presidente della Società di medicina d’urgenza: «I colleghi in prestito vanno e vengono mentre i problemi ricadono sui pochi dipendenti. C’è un business dei corsi di formazione che consente di saltare quelli ufficiali».
  • Guido Quici, presidente del sindacato Cimo: «L’anarchia è assoluta. Le società spuntano ovunque senza doversi certificare».
  • La denuncia del dottor Giulio Ricciuto, dell’ospedale di Ostia: «Nei pronto soccorso regionali ogni 90 secondi arriva un paziente, siamo di fronte a un vero caporalato».

Lo speciale contiene quattro articoli.

L’attesa per una visita decisa da un algoritmo
(Imagoeconomica)
Medici in Veneto costretti a stabilire l’urgenza degli esami con tabelle precompilate. Un bimbo con sangue nelle urine può aspettare tre mesi, mentre per un’emorragia in gravidanza si può attendere fino a dieci giorni. Il sindacato Fimmg: «Criteri inapplicabili».
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