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Le 10 domande a cui l’ex premier deve rispondere

Le 10 domande a cui l’ex premier deve rispondere
Massimo D'Alema (Ansa)

Massimo D’Alema prova a fare la vittima. Invece di rispondere alla legittima domanda su che cosa ci facesse lui, ex presidente del Copasir ed ex vicepresidente dell’Internazionale socialista, al telefono con una banda di faccendieri impegnati in commerci d’armi, il già presidente del Consiglio e ministro degli Esteri si duole che le sue conversazioni con pregiudicati per gravissimi reati di sangue siano divenute pubbliche.

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Il poliziotto killer merita la galera. Perché i martellatori di Torino no?
Ansa
  • Pisani avvia la destituzione dell’agente che ha ucciso il pusher a Rogoredo e avverte: «Un fatto gravissimo». Ma la magistratura continua a usare i guanti di velluto con chi manganella gli uomini delle forze dell’ordine.
  • Cinturrino rimane a San Vittore. Pur non convalidando il fermo, ieri il gip ha disposto la custodia preventiva in carcere. Ci sono «gravi indizi e concrete esigenze cautelari». Con lui rischiano anche i colleghi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 26 febbraio con Carlo Cambi

Dopo Glovo nel mirino Deliveroo, ma anche Esselunga e McDonald’s
Ansa
Elly Schlein chiede il salario minimo e una legge, benché il Pd al governo non abbia fatto nulla.

ll lavoro inizia e finisce dentro un’applicazione. Ci si collega, si aspetta una consegna, si pedala. Sulla carta è tutto volontario, ma i rider raccontano che chi rifiuta ordini o si disconnette viene progressivamente escluso: meno consegne e nessuna spiegazione. I costi restano tutti a carico del lavoratore: la batteria di un’e-bike può superare i 1.000 euro. Non c’è un referente umano, solo una chat. Un lavoro regolato da un algoritmo che misura e decide in modo continuo.

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L’inquieto Gratteri vuole il ruolo di anti Nordio
Nicola Gratteri (Ansa)
Il ministro della Giustizia: «Grazie ai concorsi, da fine 2026 saranno in servizio quasi 11.000 toghe».

Forse è arrivato il momento di dire, adesso anche basta. Tutti i referendum portano con sé un carico di scontro politico. Il referendum del 2016 sulla cosiddetta riforma costituzionale Renzi-Boschi ha fatto scuola. Ma questo referendum sulla giustizia sta assumendo, giorno dopo giorno, i connotati di una rissa, ben lontana dalle questioni sul merito.

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