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Esplosione di miocarditi in Giappone: casi più che triplicati dopo i vaccini

Uno studio choc rivela che oltre il 50% delle patologie cardiache censite dal 2004 è stato registrato nei tre anni della campagna di profilassi anti Covid. Con esiti letali allarmanti: l’11% dei colpiti è deceduto.
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Inizia la Quaresima e la chiesa diventa una moschea aperta per il Ramadan
Nel riquadro le Stalle Rosse, di proprietà della parrocchia di Staranzano in provincia di Gorizia (IStock)
  • Decisione choc della diocesi di Gorizia per Monfalcone, città in cui gli stranieri rappresentano oltre il 30 per cento degli abitanti.
  • A Genova una dirigente chiede maggior inclusione per il mese sacro degli islamici.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ci tocca pure pagare Carola Rackete
Carola Rackete (Ansa)
Il tribunale di Palermo dà ragione a Sea Watch che ha contestato i mesi di stop dopo che Carola forzò il blocco italiano. Meloni furiosa: «I magistrati premiano chi si vanta di non rispettare la legge?».

Oltre 76.000 euro di risarcimento per il fermo disposto nei confronti della nave Ong che nel giugno 2019 forzò un divieto del governo gialloverde ed entrò in porto a Lampedusa con 43 migranti a bordo, speronando una nave da guerra della Guardia di finanza. Nel caso della Sea Watch 3 la magistratura riconosce alla nave del comandante Carola Rackete le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre 2019: costi portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva (per 76.181 euro, più rivalutazione e interessi) e spese legali (quantificate in 14.103 euro). È il conto presentato dai giudici del tribunale civile di Palermo alla prefettura di Agrigento, al ministero dell’Interno, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Risarcimento da 76.000 Euro alla Ong di Carola Rackete, cancellato il fermo di un'altra nave per il recupero dei migranti. E, come se non bastasse, si condanna l'Italia a risarcire un clandestino con 23 precedenti penali. La giustizia sta rivelando il suo volto più ideologico.

La Salis vuole sfrattare Casapound
Silvia Salis, sindaco di Genova (Ansa)
Il circolo ha regolare contratto di affitto della sede ma il sindaco dem cavalca i tafferugli di Genova antifascista, gruppo che per Mollicone (Fdi) «nega le foibe e celebra le Br».

Quale sindaco potrebbe mai parlare apertamente di voler sfrattare un inquilino che ha tutte le carte in regola (ovvero, il contratto di affitto) dal locale che, quindi, legalmente occupa solo perché manifesta una linea di pensiero totalmente diversa dalla propria? La risposta è: Silvia Salis.

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