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2023-06-14
L'ultimo saluto a Silvio Berlusconi
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Una piazza Duomo blindata e gremita di persone giunte da tutta Italia, oltre 700 giornalisti accreditati da tutto il mondo, 1.800 personalità attese tra capi di stato e istituzioni, applausi, cori, striscioni, gente in lacrime con il fazzoletto a portata di mano o gli occhiali da sole per coprire la commozione. Poi silenzio religioso e poi ancora applausi scroscianti.
I funerali di stato di Silvio Berlusconi, morto lunedì mattina all’ospedale San Raffaele all’età di 86 anni, sono stati caratterizzati dall’affetto enorme di una piazza che ha voluto rendere omaggio al politico, all’imprenditore, al presidente, ma soprattutto all’uomo. Alle 14 si contavano circa 10.000 persone assiepate alle transenne, disposte dalla prefettura per contingentare gli ingressi del pubblico in base alla capienza stabilita dal servizio di sicurezza. Sostenitori di Forza Italia, tifosi del Milan con gli ultras della Curva Sud arrivati in piazza cantando cori e sventolando i bandieroni, ma anche semplici cittadini desiderosi di esserci.
«Silvio! Silvio! Silvio!», è il coro tra i più gettonati insieme a «Un presidente. C’è solo un presidente. Un presidente». E poi ancora «Ora e per sempre, Silvio presidente» e «Uno di noi, Silvio uno di noi», oltre a un «chi non salta comunista è». Qualcuno invece urla semplicemente un «grazie».
Da segnalare, tuttavia, due episodi isolati di contestazione nella giornata delle esequie di Stato. Una signora con una maglietta con la scritta «Io non sono il lutto» e un libro di Giovanni Falcone in mano è finita nel mirino della folla inferocita che ha cominciato a urlare alla contestatrice «cafona», «comunista», «vergogna». C’è stato poi un uomo, invece, a cui è stato strappato un cartello con la scritta «vergogna di stato» ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per scortarlo all’esterno della piazza.
Sul sagrato della cattedrale intanto sono arrivate numerose corone di fiori. Da quella composta di anthurium e orchidee verdi, bianche e rosse - a simboleggiare il tricolore - del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a quella del gruppo Senato Forza Italia con la scritta «La nostra forza, la nostra guida». Anche la Corte Costituzionale, il consolato generale del Kuwait, l’ambasciata di Israele hanno voluto rendere onore a Berlusconi con un omaggio floreale.
Alle 13:45 si sono aperte le porte delle navate laterali del Duomo per accogliere le 2.300 persone che hanno potuto assistere alla cerimonia dall’interno. I capi di stato giunti a Milano per rendere l’ultimo saluto al Cavaliere, dal presidente ungherese Viktor Orbán all’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, fino al presidente iracheno Abdul Latif Rashid, sono entrati in chiesa dall’ingresso laterale di piazza Fontana, così come tutte le istituzioni italiane, dalla Meloni a Sergio Mattarella, entrambi applauditi dal pubblico quando sono comparsi sui quattro maxischermi disposti agli angoli della piazza. Presenti oltre ai presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana, anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Beppe Sala. Tutte le altre personalità hanno formato un lungo corteo sul sagrato della chiesa. Molti personaggi del mondo del calcio, dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a quello della Lazio, nonché senatore di Forza Italia, Claudio Lotito. La squadra del Monza di cui Berlusconi ne è stato il proprietario, gli allenatori Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Massimiliano Allegri. Personaggi dello spettacolo come Gerry Scotti, Massimo Boldi, Lorella Cuccarini, Alba Parietti, Ilary Blasi, Belen Rodriguez e Nicola Savino.
Il feretro di Berlusconi, che ha lasciato Villa San Martino ad Arcore alle 14:21, è arrivato sul sagrato della cattedrale di Milano alle 14:55, seguito dai cinque figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi e la compagna Marta Fascina. Tutti visibilmente commossi. Un lungo applauso e il coro della Curva Sud «Un presidente. C’è solo un presidente. Un presidente» quasi a coprire lo squillo delle trombe durante il picchetto d’onore. Poi l’ingresso in chiesa dal portone centrale e la messa celebrata da Monsignor Mario Delpini cominciata alle 15:10 e terminata alle 16:09 con il feretro che è stato riposto sul carro funebre. La famiglia, che tutta unita ha voluto ringraziare il pubblico con chiari gesti delle mani, ha fatto sapere che il feretro di Berlusconi verrà trasferito a Valenza Po, in provincia di Alessandria, dove sarà cremato. Prima di tornare, una volta per sempre nella sua villa San Martino ad Arcore
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Si sono celebrate in piazza Duomo a Milano, davanti a 10.000 persone, le esequie di Stato del senatore morto lo scorso lunedì all'età di 86 anni. Presenti tutte le istituzioni, da Giorgia Meloni a Sergio Mattarella. Striscioni, cori e lunghi applausi all'arrivo del feretro sul sagrato della piazza.Una piazza Duomo blindata e gremita di persone giunte da tutta Italia, oltre 700 giornalisti accreditati da tutto il mondo, 1.800 personalità attese tra capi di stato e istituzioni, applausi, cori, striscioni, gente in lacrime con il fazzoletto a portata di mano o gli occhiali da sole per coprire la commozione. Poi silenzio religioso e poi ancora applausi scroscianti.I funerali di stato di Silvio Berlusconi, morto lunedì mattina all’ospedale San Raffaele all’età di 86 anni, sono stati caratterizzati dall’affetto enorme di una piazza che ha voluto rendere omaggio al politico, all’imprenditore, al presidente, ma soprattutto all’uomo. Alle 14 si contavano circa 10.000 persone assiepate alle transenne, disposte dalla prefettura per contingentare gli ingressi del pubblico in base alla capienza stabilita dal servizio di sicurezza. Sostenitori di Forza Italia, tifosi del Milan con gli ultras della Curva Sud arrivati in piazza cantando cori e sventolando i bandieroni, ma anche semplici cittadini desiderosi di esserci.«Silvio! Silvio! Silvio!», è il coro tra i più gettonati insieme a «Un presidente. C’è solo un presidente. Un presidente». E poi ancora «Ora e per sempre, Silvio presidente» e «Uno di noi, Silvio uno di noi», oltre a un «chi non salta comunista è». Qualcuno invece urla semplicemente un «grazie».Da segnalare, tuttavia, due episodi isolati di contestazione nella giornata delle esequie di Stato. Una signora con una maglietta con la scritta «Io non sono il lutto» e un libro di Giovanni Falcone in mano è finita nel mirino della folla inferocita che ha cominciato a urlare alla contestatrice «cafona», «comunista», «vergogna». C’è stato poi un uomo, invece, a cui è stato strappato un cartello con la scritta «vergogna di stato» ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per scortarlo all’esterno della piazza.Sul sagrato della cattedrale intanto sono arrivate numerose corone di fiori. Da quella composta di anthurium e orchidee verdi, bianche e rosse - a simboleggiare il tricolore - del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a quella del gruppo Senato Forza Italia con la scritta «La nostra forza, la nostra guida». Anche la Corte Costituzionale, il consolato generale del Kuwait, l’ambasciata di Israele hanno voluto rendere onore a Berlusconi con un omaggio floreale.Alle 13:45 si sono aperte le porte delle navate laterali del Duomo per accogliere le 2.300 persone che hanno potuto assistere alla cerimonia dall’interno. I capi di stato giunti a Milano per rendere l’ultimo saluto al Cavaliere, dal presidente ungherese Viktor Orbán all’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, fino al presidente iracheno Abdul Latif Rashid, sono entrati in chiesa dall’ingresso laterale di piazza Fontana, così come tutte le istituzioni italiane, dalla Meloni a Sergio Mattarella, entrambi applauditi dal pubblico quando sono comparsi sui quattro maxischermi disposti agli angoli della piazza. Presenti oltre ai presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana, anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Beppe Sala. Tutte le altre personalità hanno formato un lungo corteo sul sagrato della chiesa. Molti personaggi del mondo del calcio, dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a quello della Lazio, nonché senatore di Forza Italia, Claudio Lotito. La squadra del Monza di cui Berlusconi ne è stato il proprietario, gli allenatori Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Massimiliano Allegri. Personaggi dello spettacolo come Gerry Scotti, Massimo Boldi, Lorella Cuccarini, Alba Parietti, Ilary Blasi, Belen Rodriguez e Nicola Savino.Il feretro di Berlusconi, che ha lasciato Villa San Martino ad Arcore alle 14:21, è arrivato sul sagrato della cattedrale di Milano alle 14:55, seguito dai cinque figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi e la compagna Marta Fascina. Tutti visibilmente commossi. Un lungo applauso e il coro della Curva Sud «Un presidente. C’è solo un presidente. Un presidente» quasi a coprire lo squillo delle trombe durante il picchetto d’onore. Poi l’ingresso in chiesa dal portone centrale e la messa celebrata da Monsignor Mario Delpini cominciata alle 15:10 e terminata alle 16:09 con il feretro che è stato riposto sul carro funebre. La famiglia, che tutta unita ha voluto ringraziare il pubblico con chiari gesti delle mani, ha fatto sapere che il feretro di Berlusconi verrà trasferito a Valenza Po, in provincia di Alessandria, dove sarà cremato. Prima di tornare, una volta per sempre nella sua villa San Martino ad Arcore
Maserati McPura e Grancabrio (Stellantis Media)
Un po’ come è successo alla Maserati Grancabrio, la versione convertibile della Granturismo. Partiamo da quest’ultima, quindi, che è un po’ la madre della prima. La Granturismo viene presentata per la prima volta nel 2007 e aveva un vantaggio rispetto alla concorrenza. Anzi: un grosso vantaggio: era stata disegnata dallo studio Pininfarina. Il meglio per quanto riguarda il disegno automobilistico. Il design era quello di una coupé, fine e tagliente allo stesso tempo. Che fare quando hai un’auto così? La puoi solo immaginare anche in versione cabrio. Anzi: Grancabrio. Che arriva puntuale nel 2009. Come tutte le belle storie, però, anche in questa c’è la parola fine. Nel 2019 la Grancabrio esce di scena. L’anno dopo tocca anche alla Granturismo. Sulle due cala il sipario. Fine, quindi. O meglio: stop.
Perché negli ultimi anni la casa del Tridente è uscita con due nuove versioni della Grancabrio e della Granturismo. Le linee sono quelle che aveva immaginato Pininfarina, ma sono ovviamente più moderne. Gli interni sono curati fin nei più minimi dettagli. Visto anche il prezzo nulla è lasciato al caso. La Grancabrio è presente sia con motore termico sia elettrico.
Ma non ci sono solo loro due tra le novità di Maserati di quest’anno. C’è pure la McPura. Anche per lei vale il concetto elaborato da Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». La base è quella della Mc20, dove la «M» sta ovviamente per Maserati e la «C» per corse. Il 20, lo sfortunato anno del Covid, indica invece la data. Una supercar che ora viene presentata in una versione aggiornata seguendo tre direttrici principali: meno compromessi; più attenzione al rapporto uomo-macchina; e, infine, ispirazione alle supercar più analogiche. Questa è la nuova Mc. Pura. Essenziale. E capace di portare chi la guida da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi.
Dopo esser tornate protagoniste su strada, la Grancabrio e la McPura sono presenti anche al Rolex Monte-Carlo Masters, che si sta svolgendo proprio in questi giorni. Una presenza che si inserisce in un progetto più ampio di Maserati per celebrare i cent’anni del simbolo del Tridente. La Grancabrio foggia una novità assoluta nella storia del Marchio: la prima capote completamente personalizzata, attraverso il programma Fuoriserie. Un primato che segna una nuova frontiera per il modello, già unico nel panorama automotive per offrire anche una versione Bev. Realizzata in un intenso blu Maserati, la capote celebra i cento anni del Tridente grazie a un raffinato gioco di lavorazioni che combinano intreccio e ricamo. In dettaglio, il simbolo iconico si declina in una doppia interpretazione, con richiami cromatici al bianco e al lime ispirati alle palline da tennis, mentre la firma Maserati sul C-pillar completa un insieme di straordinaria eleganza e coerenza stilistica. Questa innovazione apre nuove prospettive nel mondo della personalizzazione Fuoriserie, introducendo a catalogo diverse possibilità di configurazione della capote, dal colore ai dettagli sartoriali fino a soluzioni bespoke sviluppate su richiesta del cliente. La vettura è esposta presso il Commercial Village e veste una livrea Verde Royale e interni Ice. La McPura, invece, è presentata nella tinta Ai Acqua Rainbow, una tinta speciale sviluppata da Maserati Fuoriserie. Si tratta di un azzurro cangiante che, alla luce del sole, si trasforma rivelando riflessi iridescenti ispirati al prisma e alla scomposizione della luce. Il risultato è un colore raffinato e dinamico, ottenuto attraverso pigmenti speciali, capace di generare un effetto visivo sorprendente. All’interno spiccano i sedili in Alcantara Ice, lavorati al laser che fanno emergere il Tridente. L’esemplare è esposto presso l’esclusivo Vip Village.
Segno che aveva ragione Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». A volte tutto si migliora.
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