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Alle olimpiadi di Tokyo non lavorano gli uomini. Il comitato affida tutto ai robot

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  • La data d'inizio è fissata per il 24 luglio 2020 ma la capitale del Giappone sembra già pronta a ospitare i giochi. Complessivamente le discipline saranno 55, compresi gli sport paralimpici. In gara ci saranno oltre 11.500 atleti.
  • I giochi nipponici saranno i più tecnologici della storia. Dai taxi-robot agli androidi ideati da Toyota e Panasonic il personale umano è praticamente bandito.
  • L'Italia punta a fare meglio rispetto alle 28 medaglie conquistate a Londra 2012 e Rio 2016. Curiosità per cinque nuovi sport: arrampicata sportiva, karate, surf, skateboard e baseball-softball.
  • Il governo prevede di ospitare oltre 40 milioni di turisti. Per questo sono già iniziati i lavori per mettere a nuovo alcuni dei simboli del Sol Levante. Tra questi il tori rosso di Miyajima, l'isola sacra agli dei, il tempio Kyomizudera di Kyoto e il Meiji Jingu. Dopo dieci anni di restauri riaprirà per l'occasione anche la pagoda del Yakushiji di Nara.
  • Gli hotel hanno già aperto le prenotazioni. I più gettonati saranno quelli all'interno del cosiddetta «heritage zone», due ovali che ricomprendono alcuni dei quartieri principali della città come Shinjuku, Shibuya e Ueno. La nostra guida su dove soggiornare vicino alle gare.
  • Sul'isola in pochi conoscono perfettamente l'inglese e la maggior parte si affida a una lingua «mista» conosciuta come japanglish. I termini sportivi sono quelli più storpiati: baseball diventa «basebooru», skaterboard «sukebu» e pattinaggio di figura «figuyasuketo».
  • Sailor Moon, Goku e Naruto sono tra gli otto protagonisti di anime scelti dall'ex primo ministro e dirigente sportivo Yoshiro Mori per diventare gli ambasciatori nel mondo dei giochi olimpici. Il motivo? «Sono più famosi del sushi o del sumo».

Lo speciale contiene sette articoli, video, gallery fotografiche e una mappa sui luoghi delle gare.

La torcia

Ansa

Obiettivo azzurro: fare meglio di Londra e Rio

Mancano ancora 445 giorni al 24 luglio 2020, data in cui a Tokyo si svolgerà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi estive. Un'infinità per chi non vede l'ora di mettersi davanti al televisore e seguire il maggior numero di gare possibile, pochissimo per gli atleti che inseguono un sogno coltivato da anni: qualificarsi all'appuntamento più ambito e provare a mettersi al collo uno dei tre metalli olimpici.

Nelle ultime due edizioni dei giochi olimpici, Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, l'Italia ha conquistato 28 medaglie. Fare meglio non sarà semplice. Tra nuove discipline e gare di qualificazione che entrano nel momento clou, a che punto è lo sport azzurro a poco più di un anno dalla rassegna giapponese?

Le discipline ai giochi giapponesi saranno 33, per un totale di 339 competizioni e 474 atleti in più. Quattro di queste saranno una novità assoluta: surf, skateboard, karate e arrampicata sportiva. Una rappresenterà un ritorno al passato: baseball-softball. Quest'ultimo, molto popolare proprio in Giappone, venne riconosciuto per la prima volta come sport olimpico a Barcellona 1992, ma venne depennato da Londra 2012 in poi. Il format prevede due tornei con sei squadre ciascuno, uno maschile (baseball) e uno femminile (softball). L'Italia ha buone chance di qualificarsi in entrambe e per farlo ha a disposizione sei manifestazioni: il torneo di qualificazione Europa-Africa, in programma dal 18 al 22 settembre 2019 a Bologna e Parma per quanto riguarda il baseball, dal 23 al 28 luglio a Utrecht in Olanda per il softball; il torneo Premier12 in programma dal 2 al 17 novembre 2019 che mette in palio due posti (uno alla migliore nazionale del continente americano, uno alla migliore asiatica Giappone escluso in quanto qualificato di diritto), e infine il Last qualifier in programma a Taipei in Taiwan dove si contenderanno gli ultimi posti la seconda del torneo Europa-Africa, la seconda e la terza del torneo Americas, le migliori due del campionato asiatico e la vincente del campionato d'Oceania.

Tra le nuove discipline più di una speranza è riposta nel surf, dove scalpita Leonardo Fioravanti. L'azzurro, per staccare il pass per il Giappone, dovrà piazzarsi nella top 10 di questa stagione. Obiettivo non facile considerata la folta presenza dei super favoriti brasiliani, australiani e americani, ma non impossibile se riuscirà a essere il primo tra gli europei. L'arrampicata sportiva azzurra conta sulle abilità di Ludovico Fossali, fresco di terzo posto ai Mondiali di Wujiang in Cina e Laura Rogora che ha invece chiuso in posizione numero 52. Nello skate, che vedrà confrontarsi 40 atleti (20 uomini e 20 donne) in due eventi street e due park, l'Italia punta forte sulla giovanissima Asia Lanzi (17 anni), quarantasettesima nel ranking mondiale femminile ma in grande crescita e che proverà dunque a centrare l'obiettivo Tokyo 2020 già dal primo di turno di qualificazione in programma dal 23 al 26 maggio a Londra, così come Ivan Federico, tredicesimo nel ranking mondiale maschile. Infine, per chiudere il quadro relativo alle nuove discipline, buone notizie per i colori azzurri arrivano dal karate, dove l'Italia può già contare su quattro atleti qualificati in virtù dei risultati ottenuti ai recenti Europei di Guadalajara in Spagna: Mattia Busato, Luigi Busà, Angelo Crescenzo e Viviana Bottaro.

Passando invece agli altri sport, come da tradizione, l'Italia punta molto sulla scherma. Il percorso verso il Giappone è iniziato però con una delusione: il quinto posto ottenuto ai Mondiali di San Pietroburgo dalla squadra del fioretto maschile composta da Andrea Cassarà, Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Giorgio Avola, è al di sotto delle aspettative. Molto meglio l'individuale con lo stesso Cassarà trionfante in finale sul compagno Foconi. Scherma azzurra che deve fare anche i conti col caso Arianna Errigo. Tra l'atleta azzurra e la Federscherma è in corso una battaglia in quanto la Federazione italiana di scherma non è intenzionata a concederle la possibilità di gareggiare sia nel fioretto che nella sciabola.

Poi c'è il nuoto. Detto che Federica Pellegrini parteciperà alla sua quinta Olimpiade e se arriverà in forma può ancora stupire, la punta di diamante azzurra dovrebbe essere Simona Quadarella. Nel maschile invece proverà a riconfermarsi sul trono dei 1.500 m stile libero Gregorio Paltrinieri. L'atletica è sempre un'incognita. Gianmarco Tamberi dopo tanta sfortuna vorrà rifarsi e prendersi una medaglia nel salto in alto, Filippo Tortu, dopo lo storico record italiano sui 100 metri si confronterà per la prima volta con l'atmosfera dei cinque cerchi. Negli sport di squadra, al netto di qualificazioni ancora da agguantare, le speranze maggiori sono riposte nella squadra femminile di pallavolo che tanto bene ha fatto agli ultimi mondiali con la medaglia d'argento.

Meritano una menzione anche tiro a segno, tiro a volo e tiro con l'arco, discipline che alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 hanno portato al medagliere azzurro il maggior numero di metalli con quattro ori e tre bronzi.

Le mascotte: Miraitowa e Someity

Ansa

Alle Olimpiadi i protagonisti saranno i robot

Quelle di Tokyo 2020 saranno le Olimpiadi più tecnologiche della storia. Ai giochi giapponesi i protagonisti, oltre gli atleti, saranno i robot. L'intelligenza artificiale sarà infatti messa a disposizione di tutti coloro che ruoteranno attorno all'universo olimpico: dal supporto per gli spettatori e gli addetti ai lavori fino alla sicurezza e all'assistenza ai disabili.

Il progetto, realizzato in collaborazione con i due main sponsor olimpici Toyota e Panasonic, è stato presentato nella capitale nipponica durante una conferenza stampa.

L'azienda automobilistica ha presentato il suo Human support robot, un umanoide bianco e nero dotato di un braccio meccanico in grado di far presa su molti oggetti e ideato per essere d'aiuto alle persone in sedia a rotelle. In che modo? All'interno dello stadio olimpico di Tokyo, l'impianto che ospiterà la maggior parte degli eventi a cinque cerchi, saranno presenti 16 modelli di questi robot. Condurranno gli spettatori fino al proprio posto all'interno dello stadio, li aiuteranno trasportando zaini e borse, forniranno qualunque tipo di informazione relativa all'evento. Il direttore generale per il Robot development 2020 di Toyota, Minoru Yamauchi, ha detto che «i robot possono supportare la vita quotidiana delle persone adattandosi alla necessità e alle richieste delle persone. Alle Olimpiadi di Tokyo ci saranno molti ospiti in sedia a rotelle e vorremmo che si godessero i giochi senza preoccuparsi della loro mobilità».

Il marchio di prodotti elettronici, invece, ha sviluppato un esoscheletro denominato Power unit suit, una sorta di tuta da indossare dedicata ai lavoratori impegnati nei vari impianti dove si svolgeranno le competizioni e nel villaggio olimpico. La fornitura di queste tute, 20 in totale, servirà da supporto per il sollevamento e il trasporto di pesi. Le Power unit suit, che saranno utilizzate anche nelle strutture e negli aeroporti correlati alle Olimpiadi, grazie anche a batterie con quattro ore di autonomia, migliorano l'efficienza di circa il 20% e permettono di sollevare circa 10 chilogrammi in più con la stessa energia spesa da un essere umano. «I robot non dovrebbero sopraffare le persone. Possono avere una relazione amichevole con gli esseri umani e possono lavorarci insieme. È questo il tipo di robot che immaginiamo» ha detto il vice direttore generale del comitato organizzatore di Tokyo 2020 Masaaki Komiya. Anche il direttore dei servizi tecnologici Hideyo Hirata si è espresso in merito: «Grazie ai giochi la gente in tutto il mondo potrà comprendere quanto il Giappone sia avanzato in termini di tecnologia robotica». Il direttore generale del dipartimento paralimpico di Panasonic, Yoshifumi Uchida, ha invece sottolineato l'aspetto relativo alla società giapponese affermando che la loro tecnologia è stata sviluppata in parte a causa dell'invecchiamento della popolazione: «Vorremmo avere una società in cui le persone possano lavorare senza preoccuparsi delle differenze di genere o di età. Quando porti una valigia o una scatola pesante, è qui che la tuta robotica diventa preziosa».

Un'altra novità importante, sempre dal punto di vista tecnologico, riguarda le medaglie con cui verranno premiati gli atleti. Il Giappone, infatti, oltre a voler ospitare le Olimpiadi più tecnologiche della storia, intende farle diventare anche le più ecologiche. Gli organizzatori hanno annunciato che tutte le medaglie delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi saranno realizzate con oro, argento e bronzo, ma ricavati da vecchi telefoni, smartphone, fotocamere e altri dispositivi tecnologici non più utilizzati. Per riuscirci è stata e sarà necessaria la collaborazione della popolazione, coi giapponesi che hanno dimostrato fin da subito grande volontà di partecipazione al progetto raccogliendo oltre 47.000 tonnellate di dispositivi elettronici.

Infine, i taxi-robot, un'innovazione che faciliterà la logistica e quindi gli spostamenti in città di atleti e sostenitori, le strade solari, intere vie costruite con una pavimentazione in grado di produrre corrente, e il riconoscimento facciale, un metodo per velocizzare i tempi e le procedure di accredito negli impianti sportivi di atleti, giudici, addetti ai lavori e giornalisti..

Salvatore Drago

Ansa

Il Paese si fa bello per l'evento: nel 2020 riaprirà la pagoda di Nara chiusa da 10 anni

La pagoda del tempio Yakushi-ji di Nara

iStock

Negli ultimi 20 anni il Giappone ha assistito a una crescita del turismo pari al 6% annuo, raggiungendo nell'ultimo anno 28.7 milioni di turisti stranieri (+250% in cinque anni). Un dato impressionante - il più grande aumento registrato a livello internazionale - che in vista delle Olimpiadi del 2020 è destinato addirittura a raddoppiare. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha infatti annunciato che in vista dei giochi olimpici il Paese ha in programma di ospitare 40 milioni di stranieri, per un guadagno che si aggira intorno ai 64 miliardi di euro. Numeri che il ministro del turismo Keiichi Ishii avrebbe definito «facili da raggiungere».

Con questo obiettivo in mente, il governo ha iniziato una serie di lavori per offrire a chi visita il Giappone un'esperienza indimenticabile. Esperienza che li spinga a tornare, triplicando così il numero di visitatori «di ritorno» rispetto al 2015 (12 milioni). Ecco allora nel quartiere di Shibuya stanno nascendo nuovi grattacieli, la linea della metropolitana si sta ampliando e lo storico mercato del pesce - Tsukiji - è stato trasformato in un parcheggio per auto. I lavori in corso non hanno nulla a che vedere con quelli portati avanti nel 1964, quando il Giappone aveva sfruttato la popolarità data dalle Olimpiadi per svelare al mondo il suo sistema di treni ad alta velocità. Sono però tanti i progetti in cantiere, volti a mostrarsi al meglio agli occhi dei turisti.

A Odaiba, una delle aree principali dove si terranno i giochi, ha già aperto il Mori Building Digital Art Museum. Uno spazio dove la tecnologia si trasforma in art che, in soli cinque mesi, ha accolto oltre un miliardo di visitatori. Il Meiji Shrine - il più grande tempio scintoista di Tokyo - che nel 2020 celebrerà anche i suoi primi 100 anni, è attualmente in restauro. Anche il santuario scintoista di Nikko (Tosgogu) costruito nel 1617 durante il periodo Edo è attualmente in ristrutturazione così come il tetto del Kiyomizudera - uno dei luoghi finalisti per le sette meraviglie del mondo - a Kyoto. È proprio questa cittadina, patrimonio dell'Unesco, che si aspetta il maggiore influsso di turisti dopo Tokyo. La pagoda del tempio Yakushiji di Nara aprirà finalmente ad aprile 2020 dopo un lavoro di restauro durato dieci anni. Il famosissimo tori rosso di Miyajima, raggiungibile a piedi solo durante la bassa marea, resterà chiuso dal giugno 2019 per un make over in vista delle Olimpiadi. A un'ora di traghetto dall'isola, anche il museo della pace di Hiroshima resterà chiuso in vista dei giochi, ma nell'arco del 2019 sarà ancora possibile visitarne il memoriale all'aperto. Per ultimo il castello di Himeji apparso anche in un film di James Bond Agente 007 - Si vive solo due volte ha appena chiuso le sue porte in vista del 2020.

Mariella Baroli

Prenotazioni già aperte e hotel sold out: Tokyo si prepara a ospitare oltre 40 milioni di turisti

Le prenotazioni per l'estate olimpica sono già iniziate, con oltre un anno di anticipo. Gli hotel di tutta Tokyo si stanno infatti preparando a ospitare circa 25 milioni di visitatori, più della metà di quelli previsti in tutto il 2020, che secondo le stime del governo metropolitano confluiranno nella capitale nipponica proprio durante il periodo dei giochi.

Ma dove alloggeranno i turisti? È risaputo che in Giappone Airbnb sia ancora oggi una formula di prenotazione non gradita ai residenti. Il motivo sarebbe riconducibile alla mancanza di tranquillità data dal via vai continuo di ospiti. Anche in grandi città come Tokyo non è raro trovare abitazioni con la porta aperta. La sicurezza e il rispetto del prossimo sono infatti tra i capisaldi della società orientale e per questo la fiducia nel vicino di casa è qualcosa di scontato. L'aumento però di furtarelli o intrusioni, soprattutto nei palazzi con alta affluenza di case in affitto breve, ha portato i tokyoti a scegliere di limitare la formula Airbnb con sanzioni salatissime e la minaccia di confisca dell'immobile.

Per i viaggiatori restano quindi solo due opzioni: hotel o ryokan. Oppure scegliere di alloggiare a bordo di una nave da crociera. Le più grandi compagnie del mondo sono in trattativa con Tokyo per far si che le navi possano rimanere attraccate nella baia della città per più di 48 ore e trasformarsi, in questo modo, in veri e proprio hotel galleggianti. Una formula ben nota, nel Sud del Paese, dove da un paio di anni spopola il Guntu floating hotel, un'imbarcazione al cui interno è stato ricostruito un alloggio tipico giapponese e che naviga, in tutta tranquillità nel mare interno di Seto, il braccio di mare che separa le isole di Honshu, Shikoku e Kyushu.

Ma dove dormire a Tokyo?

Sicuramente una delle strutture più gettonate sarà l'hotel Okura. Famoso perché teatro di molti dei racconti dello scrittore Haruki Murakami è una delle strutture alberghiere più famose di tutto il Giappone e riaprirà le sue porte il prossimo settembre. Parte della catena dei Leading hotel of the World. La struttura è una vera e propria icona della Tokyo degli anni Sessanta. Parzialmente demolita nel 2015 e riaprirà con due nuove torri, The Okura Heritage Wing e The Okura Prestige Tower frutto di un rinnovo da 979 milioni di dollari. L'hotel, situato nella zona collinare di Toranomon vanterà 508 camere, oltre a 18 spazi in cui lavorare, accrescendo così la sua celebre grandezza.

Tra le strutture alberghiere storiche della città spiccherà anche l'Imperial hotel. Aperto nel 1890 come albergo non ufficiale per gli ospiti di Stato, oggi appartiene alla collezione Lhw grazie alla sua impeccabile fusione di ospitalità senza tempo in perfetto stile giapponese e l'inarrestabile innovazione. Le camere si affacciano sui 16 ettari dell'Hibiya Park, dei Giardini del Palazzo Imperiale e su Ginza, il quartiere dello shopping di lusso della città. Imperdibile concedersi un the all'interno dell'Old Imperial bar arredato nel 1923 dall'architetto Frank Lloyd Wright.

Anche il Palace Hotel Tokyo sorge lungo i fossati del Palazzo Imperiale, nel prestigioso quartiere Marunouchi. Questo pluripremiato albergo vanta l'unica spa Evian in tutto il Giappone oltre che 10 ristoranti e bar dai quali godere di viste spettacolari sui giardini del Palazzo Imperiale e sullo skyline. La maggior parte delle camere dispone di un balcone privato, una vera rarità a Tokyo. La rivisitazione in chiave contemporanea di questo Leading Hotels lo rende moderno pur mantenendo intatta la stessa arte della tradizionale ospitalità giapponese, per la quale si contraddistinse oltre mezzo secolo fa.

Un'altra delle grandi aperture in previsione di Tokyo 2020 sarà l'hotel Nohga situato nell'area Est del parco di Ueno. Situato a pochi metri dalla stazione della metropolitana è la combinazione perfetta per chi cerca un angolo rilassante in città e la comodità di poter raggiungere le sedi delle gare olimpiche con i mezzi pubblici. Questo boutique hotel è la congiunzione perfetta per chi ha a disposizione un budget medio basso ma non vuole rinunciare a eleganza e ottimo cibo.

A Ovest di Shinjuku, una struttura perfetta per chi vorrà partecipare alle cerimonie di apertura e chiusura dei giochi è il Keio Plaza. L'hotel si trova all'interno del primo grattacielo di Tokyo, inaugurato nel 1971. Al suo interno l'hotel racchiude tutta l'essenza del Giappone, antico e moderno. Dalle camere a tema Hello Kitty si passa alla vestizione del kimono e alle cerimonie del thè, il centro termale e lo spettacolare ristorante "Sky Lounge Aurora" con vista panoramica sono solo alcune delle numerose realtà presenti al suo interno.

Per chi vuole provare l'esperienza di un ryokan in città, la scelta non può che ricadere sull'Hoshinoya Tokyo. L'hotel situato nei pressi della Stazione cittadina è a oggi il più lussuoso hotel tipico giapponese presente in tutto il Paese. Riservato solo agli ospiti della struttura, si cammina sui tatami a piedi scalzi e nei diciassette piani dell'hotel si gira indossando uno yukata, la veste leggera tipica orientale. Tra uno spettacolo di musica tipica o una danza Noh sorseggiando sakè nella lounge, vi sembrerà di essere tornati nella vecchia Edo, il nome con cui veniva identificata Tokyo nel passato. Imperdibile il bagno di notte nello onsen, le terme tipiche nipponiche, situate sul tetto dell'hotel.

MBaroli

LHW

Hotel Okura

L'inglese «lingua del nemico» durante la guerra diventa «Japanglish» e rimane incomprensibile per i turisti

Una scena di Tokyo Bon del cantante Namewee

Giphy

Sestsuko Takamizawa si sta preparando alle Olimpiadi del 2020. A 92 anni, questa signora giapponese ha infatti deciso di fare da volontaria durante i giochi, aiutando i milioni di turisti che popoleranno le strade della sua città nei mesi estivi. C'è solo un problema: Sestuko non ha mai imparato l'inglese perché con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale durante il suo primo anno di liceo, «la lingua del nemico» venne presto eliminata dai piani di studio. Ecco allora che grazie all'aiuto dei suoi pronipoti, questa determinata nonnina sta imparando l'inglese «una parola al giorno».

Secondo uno studio annuale del gruppo Ef in merito al livello di competenza dell'inglese nel mondo, il Giappone si attesta al quarantanovesimo posto in classifica, insieme ai paesi in cui la conoscenza della lingua è inferiore alla media mondiale (49% contro 52%). Anche i più giovani faticano a comprendere e soprattutto parlare inglese, e sempre più spesso quello che imparano è una versione grammaticalmente scorretta e di difficile comprensione per gli stranieri. Lo japanglish - o «wasei-eigo» che letteralmente significa «Inglese made in Giappone» - comprende una serie di termini e frasi di origine anglofona modificati per essere resi più facili da pronunciare e da memorizzare da un giapponese. Ecco allora che un passeggino viene definito «bebii jaa», che pronunciato ha un suono simile a «baby car» ovvero macchina per bambino. Ben differente dal termine inglese «stroller». Un altro esempio? Le patatine fritte diventano «furaidpoteto», mentre la cioccolata calda viene chiamata semplicemente «kokoa».

Namewee ha creato una canzone che racconta questo fenomeno, Tokyo Bon, in cui compaiono alcune delle parole inglesi più comunemente storpiate. Già dalle prime strofe troviamo il nome «biru» (birra), «makudonarudo» (McDonald's) e «takushi» (taxi) ma anche sport come basebooru» (baseball), «baskettobooru» (basket). Il video ha già totalizzato più di 58 milioni di visualizzazioni e si prepara a essere un vero e proprio tormentone per le Olimpiadi.

Ma l'utilizzo del japanglish non sembra essere solo un problema nei dialoghi con gli stranieri. In vista di giochi olimpici, i cartelli in inglese a Tokyo sono raddoppiati, ma ben pochi sono comprensibili. Se tra i turisti era già una moda recarsi nei piccoli negozietti di Harajuku e acquistare una delle tante tshirt dalle traduzioni sbagliate, ora è possibile trovarsi davanti a un cartello dove i bambini sono chiamati «nani» o dove prima di entrare a visitare una prigione bisogna «togliere le scarpe colpevoli».

Mariella Baroli

Gli ambasciatori dei giochi? Otto personaggi dei cartoni animati

Tokyo 2020

Nella lista di ambasciatori dei giochi olimpici, a fianco di campioni come il judoka medaglia d'oro Tadahiro Nomura e l'atleta paraolimpica Aki Taguchi, o dell'attrice Satomi Ishihara e il duo comico dei Sandwich Man, ci saranno anche otto personaggi bidimensionali. Avete capito bene. All'interno dell'elenco delle personalità che rappresenteranno le Olimpiadi di Tokyo 2020 ci sono ben otto protagonisti di anime, i cartoni animati del Sol Levante.

Secondo l'ex primo ministro e oggi dirigente sportivo Yoshiro Mori «quando si parla di Giappone il 99% delle persone associa il Paese a manga e anime. Per questo, in un evento così importante come saranno i giochi olimpici del 2020, non possiamo dimenticarci di questi simboli che ci hanno resi famosi in tutto il mondo».

La scelta è ricaduta sui personaggi ritenuti più famosi a livello mondiale, «divenuti simbolo della società nipponica nella mente di grandi e piccini». Ecco quali.

1. Sailor Moon

La paladina della giustizia, la combattente che veste alla marinara, principessa della luna. La protagonista dello shoujo manga ( ovvero i fumetti per le ragazze, ndr.) è uno dei personaggi più noti non solo in Giappone ma in tutto il mondo. La storia di Sailor Moon ruota intorno alla vita della studentessa Usagi Tsukino, nota per essere estremamente impacciata e per i suoi lunghi codini biondi che, in qualche modo, rimandano alle orecchie di un coniglio (usagi, in giapponese, traduce proprio in coniglio, ndr.). Usagi può trasformarsi in Sailor Moon utilizzando uno strumento magico, un leggendario cristallo, e appellandosi al suo potere. È la leader delle guerriere Sailor, un gruppo di ragazze la cui missione è quella di proteggere il sistema solare dalle forze del male.

2. Astro boy

In Giappone è conosciuto come Mighty atom. Creato dalla matita di Osamu Tezuka è uno dei personaggi più noti in Oriente. Il suo successo va dai primi anni Cinquanta a fine anni Sessanta. La storia racconta di un droide a forma di ragazzino, Astro boi, creato dal dottor Tenma come rimpiazzo del figlio morto, Tobio. Il racconto è ambientato in un mondo futuristico dove i robot coesistono e convivono con gli uomani. Nel 1963 è diventata una serie animata, una delle prime a essere trasmette dalla televisione giapponese.

3. Crayon Shin-chan

Shin-chan è il diminutivo il Shinnosuke, il nome che lo scrittore e illustratore Yoshito Usui ha dato alla sua creatura, un paffuto bambinetto di cinque anni. Shinnosuke Nohara ha una dote: combinare guai a chiunque, dai suoi genitori alle maestre e persino agli amici. È conosciuto per le sue sopracciglia nere foltissime e lo strano senso dell'umorismo. Oltre che per il suo fondoschiena, diventato un simbolo e trasformato in gadget di ogni genere. Adattato in anime nel 1992, ancora oggi viene trasmetto da Tv Asahi ed è stato doppiano in oltre 30 lingue.

4. Luffy

One Piece di Eiichiro Oda è oggi il manga più venduto al mondo. Non è un caso che Monkey D. Luffy, o Straw hat Luffy, il personaggio principale del fumetto, sia stato scelto per essere uno degli ambasciatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Capo della ciurma dal cappello di paglia è il protagonista delle storie di One Piece in cui si racconta il suo viaggio per diventare re dei pirati e per portare la libertà nel mondo. Ovviamente non manca il lato combina guai di Luffy, che lo porterà a essere addirittura a essere tra i ricercati nel Governo mondiale.

5. Naruto

Naruto Uzumaki è il protagonista dell'anime Naruto di Masashi Kishimoto. La storia di basa su un manga one-shot (composto da un solo capitolo) che racconta la storia di un ninja adolescente alla costante ricerca di riconoscimenti da suoi maestri. Il sogno di Naruto è quello di diventare hokage, il ninja più forte del villaggio e quindi il leader. La serie animata è terminata nel dicembre del 2009 ma da gennaio 2014 va in onda un sequel dal titolo Naruto: Shippuden. A oggi il manga ha venduto oltre 300.000 copie in tutto il mondo.

6. Jibanyan

All'apparenza è un tenero gattino rosso. In realtà è uno yokai, un demone. Nonostante la sua natura demoniaca, dovuta a una morte prematura dell'animaletto, è la mascotte di Yo-kai Watch, ama le barrette di cioccolato e la sua band preferita sono i Next HarMeowny. Creato e sviluppato da Level-5, Jibanyan fa parte di una gioco di ruolo in cui si seguono le avventure di Nate, un ragazzino in grado di vedere i demoni presenti nel mondo e catturarli.

7. Goku

Probabilmente non servono presentazioni. Goku è forse uno dei personaggi dei cartoni animati più noti nel nostro Paese. Con il suo Dragon Ball ha conquistato pubblico in tutto il mondo, classificandosi come uno dei protagonisti di anime più importanti mai disegnati. Nato come Kakarot, Goku è un saiyan, una specie di extraterrestre in via d'estinzione. Nato dalla matita di Akira Toriyama, è i nipote di Nonno Goham, un alieno inizialmente inviato sulla Terra con la missione di distruggerla. Dopo aver perso la memoria a causa di una caduta, Goham divenne il più grande protettore del nostro pianeta e il leader degli Z Fighters.

8. Cure Miracle e Cure Magical

Sono le protagoniste di Maho Girls PreCure! un anime nato nel 2016 e che racconta le avventure della coppia di tredicenni Mirai Asahina (Cure Miracle) e Liko Izayoi (Cure Magical). Le due non sono altro che due piccole streghe che combattono le forze del male e la magia nera. La serie creata da Izumi Todo è tra le più apprezzate dalle ragazze che emulano la coppia di streghette anche nel look.


Marianna Baroli