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Tivù Verità | Paragone: «L'ipocrisia su Pucci e le Olimpiadi»

Gianluigi Paragone commenta i fatti scottanti della tv pubblica: dalla telecronaca contestata di Petrecca durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali fino alla gogna mediatica che ha investito il comico Andrea Pucci, che avrebbe dovuto co-condurre una serata di Sanremo insieme a Carlo Conti.

Draghi e Letta pontificano, ma Meloni li rimette a posto: «Il loro ruolo non esiste»
Mario Draghi e Enrico Letta (Ansa)
  • Mr Bce: «L’economia peggiora». L’ex capo del Pd: «One market act contro Trump». Il premier li liquida: «Grazie per i dossier». Ora però la linea la danno lei e Merz.
  • Madrid frigna: «Esclusi dal pre-vertice». Palazzo Chigi: «Dal leader spagnolo nessuna protesta». E il presidente francese mendica un punto stampa con Berlino.

Lo speciale contiene due articoli

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Tra le norme il ritorno del «modello Albania» e le restrizioni sui ricongiungimenti familiari. Punti cardine: «l’interdizione dell’attraversamento del limite delle acque territoriali» per 30 giorni, prorogabili fino a 180 in caso di rischi di terrorismo o pressione migratoria eccezionale.

L’Italia: «Il motore Roma-Berlino c’è, nessuno però si senta lasciato fuori»
Ursula von der Leyen (Ansa)
Ad Alden Biesen il presidente del Consiglio indica la priorità: «Concentriamoci sui prezzi dell’energia». E invita Parigi a collaborare sulla competitività. Ursula von der Leyen: «Presenterò la road map sul mercato unico».

Nessuna decisione, se non l’avvio di una roadmap per chiudere un mercato unico europeo entro la fine del 2027. Queste le conclusioni del vertice informale Ue sulla competitività di Alden Biesen, vicino a Maastricht, nei Paesi Bassi. Più interessante politicamente il pre-summit che si è tenuto tra 20 nazioni convocate da Italia e Germania. Oltre alle nazioni organizzatrici e al presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, c’erano Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Belgio, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia e Svezia.

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Schlein, maxi balla sulla sentenza CasaPound
Elly Schelin (Ansa)
Il segretario dem: «Il tribunale di Bari ha stabilito che ha tentato di riorganizzare il partito fascista violando la Costituzione e la legge Scelba: ora il movimento va sciolto». Ma non è vero: i militanti sono stati condannati per lesioni e per un reato meno grave.

Nel vecchio Partito comunista italiano, composto da dirigenti seri, un corto circuito come quello di ieri non sarebbe mai potuto accadere. Per tutto il giorno i rappresentanti del campo progressista hanno inneggiato alla sentenza storica che certificava la ricostituzione del partito fascista operata in quel di Bari da una banda di (presunti sino al terzo grado di giudizio) sciamannati picchiatori. Una notizia che per questi esimi leader, privi evidentemente di consiglieri capaci di comprendere il dispositivo di una sentenza, attestava la rinascita del partito mussoliniano sotto le insegne di CasaPound (gli imputati nel processo barese sono in gran parte membri dell’associazione di estrema destra).

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