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La Salis vuole sfrattare Casapound
Silvia Salis, sindaco di Genova (Ansa)
Il circolo ha regolare contratto di affitto della sede ma il sindaco dem cavalca i tafferugli di Genova antifascista, gruppo che per Mollicone (Fdi) «nega le foibe e celebra le Br».

Quale sindaco potrebbe mai parlare apertamente di voler sfrattare un inquilino che ha tutte le carte in regola (ovvero, il contratto di affitto) dal locale che, quindi, legalmente occupa solo perché manifesta una linea di pensiero totalmente diversa dalla propria? La risposta è: Silvia Salis.

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Schlein, maxi balla sulla sentenza CasaPound
Elly Schelin (Ansa)
Il segretario dem: «Il tribunale di Bari ha stabilito che ha tentato di riorganizzare il partito fascista violando la Costituzione e la legge Scelba: ora il movimento va sciolto». Ma non è vero: i militanti sono stati condannati per lesioni e per un reato meno grave.

Nel vecchio Partito comunista italiano, composto da dirigenti seri, un corto circuito come quello di ieri non sarebbe mai potuto accadere. Per tutto il giorno i rappresentanti del campo progressista hanno inneggiato alla sentenza storica che certificava la ricostituzione del partito fascista operata in quel di Bari da una banda di (presunti sino al terzo grado di giudizio) sciamannati picchiatori. Una notizia che per questi esimi leader, privi evidentemente di consiglieri capaci di comprendere il dispositivo di una sentenza, attestava la rinascita del partito mussoliniano sotto le insegne di CasaPound (gli imputati nel processo barese sono in gran parte membri dell’associazione di estrema destra).

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Non si può paragonare Casapound al Leonka
Ansa
Quando c’è stato il blitz all’alba, l’edificio del centro sociale meneghino era deserto. Alla stessa ora, nello stabile occupato a Roma dal movimento di destra, gli agenti avrebbero trovato 20 famiglie. Intanto i rossi pensano di prendersi un capannone a Sud della città.
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Piantedosi tranquillizza la sinistra: «Sfratto a Casapound? È previsto»
Matteo Piantedosi (Imagoeconomica)
Agitazione per il Leoncavallo. Il ministro: «Prima o poi interverremo anche a Roma».
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Casapound picchia cronista, la sinistra incolpa Meloni
Matteo Piantedosi (Ansa). Nel riquadro il giornalista Andrea Joly, a terra, accerchiato e picchiato
Solidarietà dal premier, Matteo Piantedosi annuncia il pugno di ferro. Ma Giuseppe Conte, Angelo Bonelli ed Elly Schlein sfruttano il caso per attaccare l’esecutivo.
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