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I tifosi delle restrizioni battono un colpo

I tifosi delle restrizioni battono un colpo
Massimo Galli (Ansa)
Prima Massimo Galli che frigna perché la gente non ha più paura, poi l’assessore regionale Guido Bertolaso che resuscita addirittura tamponi, mascherine e «raccomandazioni». Sembra di essere tornati indietro di due anni: stessi luoghi comuni e stessa ansia.
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Zelensky, inquinarci il mare è il suo grazie?
Volodymyr Zelensky (Ansa)

Caro presidente Zelensky, mi scusi se disturbo il suo tour nei salotti europei, ma avrei una domanda da porle: potrebbe appurare se è vero che sono i suoi guastatori a far saltare le petroliere nel Mediterraneo?

E se fosse vero, come pare, potrebbe dire loro che causare la più grande catastrofe ambientale nel Mare Nostrum non è un bel modo di ringraziare chi in questi anni l’ha riempita di soldi? Mi scusi se mi permetto, ma l’idea che 900 tonnellate di nafta finiscano sulle coste della Sicilia o della Puglia rovinando quel che resta della pesca e affossando definitivamente la stagione turistica che sta per iniziare ci inquieta assai. Non a caso l’altro giorno a Palazzo Chigi è stato convocato un vertice urgente per affrontare l’emergenza. Si teme un disastro. E, purtroppo, ancora una volta il disastro porta il suo nome.

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Antonelli nella storia: primo Gp vinto a 19 anni
Ansa
A quattro lustri dall’ultimo trionfo di un italiano (Fisichella), Kimi conquista la Cina.

Il destino si materializzò quando aveva 7 anni e papà Marco, che correva con le Gran Turismo, non riusciva a farlo entrare nel paddock. Niente badge, troppo piccolo. Allora s’inventò un escamotage: fece impilare una serie di gomme su un carrello, infilò nel buco il pargolo, gli impose di non fiatare, mise un ombrello aperto a coprirlo (necessario per non surriscaldare gli pneumatici al sole) e passò il controllo. Da quei box Andrea Kimi Antonelli non è più uscito. E ieri a Shanghai, a 19 anni e mezzo, è diventato il primo pilota italiano a vincere un gp 20 anni esatti dopo Giancarlo Fisichella. Non solo, è il secondo più giovane a trionfare dopo un certo Max Verstappen.

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Italia sotto attacco in Kuwait. Colpito un nostro velivolo Tajani: «Non ci intimoriamo»
Predator MQ-9A, il drone italiano colpito in Kuwait (Ansa)
Nessun ferito tra i militari. Il capo di Stato maggiore: «Quel mezzo era indispensabile» Crosetto: «Non ci sono riflessi sulla sicurezza». Ancora stallo sullo stretto di Hormuz.

A distanza di quattro giorni dall’attacco a Erbil, i pasdaran hanno preso di mira una base militare in cui è di stanza un contingente italiano. Questa volta si tratta di Ali Al Salem, in Kuwait. A renderlo noto è stato il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano: «Questa mattina (ieri mattina, ndr) la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto». Non si registrano feriti visto che «al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto».

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Vacanza in Marocco in primavera: sui passi del gran tour tra le città imperiali
iStock
Dalle metropoli sull’oceano fino al deserto: un itinerario affascinante, capace di raccontare l’anima autentica del Paese.

Del Marocco, che ho visitato in diverse occasioni, serbo ricordi indelebili di tramonti su dune di sabbia incendiate dal sole; di cene nel deserto nelle oasi orlate di palme da dattero; della vivacità di città storiche e autentiche - anche se ormai diventate cosmopolite a partire da Marrakech - e degli aperitivi sulle terrazze affacciate sulla sua indescrivibile quanto vitale e pulsante piazza Djemaa El Fna.

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