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Schlein e Cgil unite contro il Ponte che crea 40.000 posti di lavoro

Schlein e Cgil unite contro il Ponte che crea 40.000 posti di lavoro
Elly Schlein (Ansa)
Corteo a Messina per dire no all’opera. Salvini: «Nessuna nuova gara. Si parte nel 2026».

I cantieri per il Ponte sullo Stretto «saranno aperti nel 2026». Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, snocciola dati certi e sgombera il campo da illazioni e dubbi proprio nel giorno in cui migliaia di persone (gli organizzatori parlano di 15.000) sono scese in piazza a Messina per dire no al Ponte sullo Stretto. Il «no» vede schierati Pd e Cgil in corteo per opporsi a un’opera che offre «comunque oltre 37.000 posti di lavoro». Nonostante lo stop arrivato dalla Corte dei Conti al progetto, Salvini ha illustrato i prossimi step e ha rassicurato gli italiani: «Non è vero che bisognerà rifare una gara. La gara c’è stata. Ovviamente i costi del 2025 dei materiali, dell’acciaio, del cemento, dell’energia, non sono i costi di dieci anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo».

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In Trentino il 30% delle medaglie dei Giochi
@GaiaPanozzo
  • Per l’evento Milano-Cortina 2026 si concentrano, da Lago di Tesero a Predazzo, 59 podi tra fondo, salto e combinata nordica. Accanto allo sport, Trento e il sistema museale provinciale ospitano l’Olimpiade culturale, leva di crescita per i territori.
  • Strade agibili, impianti operativi e un sistema di navette e parcheggi per gestire i flussi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Unicredit mette sul tavolo 5 miliardi per un bel pezzo di Montepaschi
Andrea Orcel (Ansa)
Orcel, storicamente vicino alla galassia Del Vecchio, tratta per rilevare il 17,5% di Delfin nella banca senese, che ha scalato Mediobanca. Intanto su Bpm prende quota l’ipotesi di un accordo con Credit Agricole per il cda.

Cinque miliardi sul tavolo fanno sempre scena. Non perché risolvano tutto, ma perché obbligano tutti a guardare. Il tavolo è quello di Monte dei Paschi di Siena, dove Unicredit osserva le carte e l’amministratore delegato, Andrea Orcel, studia il mazzo. Secondo le indiscrezioni, i contatti con Delfin ci sono stati eccome, per valutare un possibile acquisto della quota del 17,5% circa che la cassaforte degli eredi Del Vecchio detiene in Mps. Sarebbe il primo passo di una manovra a più ampio respiro che potrebbe portare il gruppo di Piazza Gae Aulenti a prendere il controllo della banca senese. Un’operazione su cui comunque Orcel dovrebbe riflettere: cinque anni fa il governo Draghi gli offriva Mps completo di una dote che, nel complesso, era stata valutata intorno ai 7 miliardi. Oggi, per arrivare allo stesso obiettivo, dovrà tirarne fuori almeno 5 e convincere soci piuttosto rocciosi come Francesco Gaetano Caltagirone e il Mef.

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Giuli batte un colpo: «Se non mi ostacolano bonifico il perverso sistema tax credit»
Alessandro Giuli (Ansa)
  • Dopo il caso Corona, il ministro alla «Verità» assicura una legge contro gli automatismi che da anni garantiscono sussidi a pioggia.
  • Per la sua serie animata, il vignettista di sinistra è passato all’incasso al Mic. Come anche le grandi produzioni per Netflix e Sky.

Lo speciale contiene due articoli.

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Dimmi La Verità | Francesco Zaffini: «Finalmente anche l'Oms non parla più di Covid»

Ecco #DimmiLaVerità del 14 gennaio 2026. Il presidente della Commissione Sanità del Senato Francesco Zaffini: finalmente anche l'Oms non parla più di Covid.

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