2025-11-30
Schlein e Cgil unite contro il Ponte che crea 40.000 posti di lavoro
Corteo a Messina per dire no all’opera. Salvini: «Nessuna nuova gara. Si parte nel 2026».I cantieri per il Ponte sullo Stretto «saranno aperti nel 2026». Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, snocciola dati certi e sgombera il campo da illazioni e dubbi proprio nel giorno in cui migliaia di persone (gli organizzatori parlano di 15.000) sono scese in piazza a Messina per dire no al Ponte sullo Stretto. Il «no» vede schierati Pd e Cgil in corteo per opporsi a un’opera che offre «comunque oltre 37.000 posti di lavoro». Nonostante lo stop arrivato dalla Corte dei Conti al progetto, Salvini ha illustrato i prossimi step e ha rassicurato gli italiani: «Non è vero che bisognerà rifare una gara. La gara c’è stata. Ovviamente i costi del 2025 dei materiali, dell’acciaio, del cemento, dell’energia, non sono i costi di dieci anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo». Il leghista è intervenuto in video-collegamento alla seconda giornata del convegno «Connessioni mediterranee» in corso al Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. «Qualcuno non si è accorto che c’è stato il Covid», ha spiegato, «ci sono delle guerre ancora in corso, quindi non è cambiato strutturalmente il progetto, anzi, il progetto migliora e migliorerà ulteriormente. Sono cambiati i costi dei materiali, dell’energia, delle materie prime, quindi rifare un’altra gara significa dire no al Ponte. Il mio obiettivo è aprire i cantieri nel 2026. Lunedì ci sarà una riunione tecnica con tutti i ministeri a Palazzo Chigi. Entro una settimana saprò essere più preciso su quali saranno i passaggi tecnici per andare avanti». Salvini è sicuro che il progetto andrà avanti: «Non dobbiamo trovare sotterfugi o furbate e sono convinto che supereremo le perplessità che la Corte dei Conti ci ha sottolineato, e invece di partire come avrei desiderato entro novembre-dicembre di quest’anno con i cantieri vorrà dire che partiremo nel 2026. Ripeto, furbate non ne facciamo, abbiamo seguito tutte le norme e convinceremo tutti coloro che stanno eccependo del fatto che si sta rispettando la legge italiana e la legge europea».In video-collegamento da Reggio Calabria c’era anche Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina: «Confermo, come ha detto Salvini, che la gara non si dovrà rifare. Stiamo lavorando con tutta la Società Stretto di Messina per studiare ed esaminare in modo approfondito le motivazioni della Corte dei Conti. Noi siamo rimasti amareggiati e sorpresi da questa decisione, per l’impegno profuso nel dare esecuzione al progetto nel pieno rispetto delle normative italiane ed europee. Evidentemente abbiamo bisogno di essere ancora più precisi, ma siamo fiduciosi di poter ottenere una registrazione ordinaria. Siamo, mai come oggi, vicini a realizzare questo sogno». Cgil e Pd ieri erano in piazza a Messina per opporsi a un’opera che dà lavoro. Tra i partecipanti c’era anche la segretaria dem, Elly Schlein, per dire al «Governo di fermarsi». L’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, ieri ha sbottato contro «le assenze eccellenti alla manifestazione» del leader del movimento Cinquestelle e del segretario della Cgil: «Avere Landini qui sarebbe stato importante. Dov’è Landini? Cosa c’è di più importante di questo? Il Ponte costa più di una finanziaria. Allora, tu che difendi i lavoratori dove sei? Conte non vieni ora qua? Perché? Il momento giusto è ora. Non va bene. Ci sono i parlamentari ma l’immagine di un partito è il segretario». Il Ponte crea posti di lavoro, ma per Schlein e Landini «non s’ha da fare», il Governo «lo deve fermare» ed ecco quindi eccoli insieme schierati «non a difesa ma contro il lavoro». Il Governo, al contrario, è impegnato a «fronteggiare l’ostacolo della Corte dei Conti». In che modo? «Noi stiamo facendo quello che abbiamo fatto per tre anni», ha ribadito Salvini, «stiamo lavorando, studiando, ragionando, scrivendo. Ho fatto sia ieri che ieri l’altro due riunioni, prolungate, con i tecnici del ministero, coi giuristi, ho incontrato il dottor Salini».
Giancarlo Giorgetti (Ansa)