2025-11-30
Il governo insiste su oro e bonus scuola
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Cambia l’emendamento alla manovra di Fdi sulle riserve di Bankitalia: appartengono al popolo italiano. Il ministro Giorgetti apre ad aiuti per accedere alle paritarie. Un’altra idea porta a finanziare gli istituti per acquistare i testi da dare in prestito agli studenti.Fratelli d’Italia non molla sul tema delle riserve auree della Banca d’Italia e riformula l’emendamento alla manovra che era stato bocciato. Un fascicolo che rimette insieme i segnalati dai gruppi, infatti, contiene il riferimento al fatto che «le riserve appartengono allo Stato». Il nuovo emendamento prevede una interpretazione autentica dell'articolo riguardante la gestione delle riserve auree del testo unico delle norme di legge in materia valutaria che, si legge, «si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano». Sparisce il riferimento al trasferimento della proprietà allo Stato.Il senatore della Lega e rettore della legge di Bilancio, Claudio Borghi, aveva già detto a La Verità che qualora FdI avesse ritirato l’emendamento, lui avrebbe riproposto la sua proposta di legge del 2019 che, aveva sottolineato, «è stata esaminata anche dalla Bce che non ha avuto alcuna osservazione contraria». Dichiarazioni puntuali che lasciano cadere le critiche di non aver consultato la Banca centrale europea e che questa sarebbe fredda sulla proposta. Un pressing del leghista che deve aver sortito il suo effetto tant’è che FdI ha riformulato il testo inserendolo tra le proposte segnalate, cioè prioritarie. «Di modifica in modifica il fondamentale emendamento si sta avvicinando alla giusta formula», ha commentato Borghi. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che il lavoro sulla manovra è «alla volata finale. Se riusciamo a quadrare il cerchio, si aprono spiragli per dare un sostegno all’educazione dei figli, ad esempio con un intervento sulle scuole paritarie. Un’altra soluzione è un finanziamento alle scuole per acquistare i testi da dare in prestito agli studenti». Giorgetti ha ribadito che «la strada seguita in questi tre anni è di una riduzione della pressione fiscale, partendo negli anni scorsi, dal taglio, mai avvenuto in precedenza, del costo del lavoro e permettendo ai redditi inferiori di recuperare il potere d'acquisto. Una volta soddisfatto questo requisito, siamo passati al ceto cosiddetto medio». A favore delle famiglie con Isee entro 30.000 euro e figli che frequentano scuole paritarie di primo grado o il biennio di secondo grado, Forza Italia e Noi Moderati hanno presentato emendamenti che prevedono un contributo fino a 1.500 euro per studente a partire dal 2026. C’è poi il «buono scuola» cumulabile con i contributi regionali fino a un massimo di 5.000 euro per famiglia. La proposta si affianca a una richiesta di maggiorazione di 20 milioni agli stanziamenti per le scuole non statali, già oggetto di dibattito nella maggioranza. Tra gli emendamento segnalati da FdI, spunta la stretta sull’apertura di una partita Iva per chi ha debiti con l’Erario di oltre 50.000 euro. In questo caso si può chiedere una partita Iva solo «previo rilascio di apposta garanzia corrispondente all’importo».Non dovrebbero esserci cambiamenti per la cedolare secca sugli affitti turistici. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha detto che «sarà mantenuta l’aliquota del 21% per la prima casa e del 26% per la seconda. Per più immobili, siamo nell’ambito del reddito d’impresa».In settimana il governo e la maggioranza saranno impegnati sulle coperture, dopo aver trovato la quadra su alcune misure chiave, e tenendo conto che i saldi della legge di bilancio dovranno rimanere invariati come continua a ripetere il ministro Giorgetti che anche ieri ha ricordato come sia a portata di mano l’obiettivo di far scendere il deficit al 3% del pil anticipando di un anno l’uscita dalla procedura d’infrazione e che «è stato riportato il bilancio in avanzo primario che significa che ora l’Italia fa deficit solo per gli interessi che paga sul debito». Ma questo rende molto risicati gli spazi per l’inserimento degli emendamenti con nuove spese. Per finanziare le proposte di modifica presentate dalla maggioranza in Commissione Bilancio serve circa 1 miliardo, pertanto solo alcune richieste saranno soddisfatte. Si lavora a un ritocco al rialzo dell’Irap per banche ed assicurazioni, uno 0,5% aggiuntivo con una franchigia a 90.000 euro per tutelare gli istituti di credito e le imprese più piccole. Una modifica che consentirebbe di raccogliere altri 200-300 milioni. Si starebbe vagliando anche la possibilità di una sanatoria per le assicurazioni sull’adeguamento dell’imposta per danni al conducente. Verifiche in corso anche per eliminare l’aumento del 2% dell’Irap per le holding non finanziarie. Tutte ipotesi che sono state discusse nel corso di una serie di incontri, nei giorni scorsi, a Palazzo Chigi con i rappresentanti di Abi, Ania e Confindustria. Il voto degli emendamenti in Commissione a Palazzo Madama dovrebbe partire dopo l’8 dicembre, con la possibilità dunque che l’approdo del testo in Aula slitti di qualche giorno rispetto alla data ipotizzata del 15.