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Che differenza c’è tra il board per Gaza e i Volenterosi?
I volenterosi (Ansa)
La sinistra abbandona Gaza se c’è Trump. Con i Volenterosi contro Putin sì, con Trump per la pace nella Striscia no: Pd & C. usano la Costituzione à la carte. Ma è l’unica strada per ridare dignità ai palestinesi.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, oggi, su mandato del governo e del Parlamento, sarà a Washington per partecipare «in qualità di osservatore» alla riunione inaugurale del Board of peace, l’organismo internazionale voluto da Donald Trump per sovrintendere alla pacificazione e alla ricostruzione di Gaza. Oltre non era possibile andare, perché la nostra Costituzione impedisce all’Italia di partecipare ad organismi sovranazionali se non in condizione di assoluta parità con tutti gli altri Stati membri, cosa che lo statuto di Board of peace non prevede.

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Parigi: 6.000 soldati a Kiev dopo la tregua
Emmanuel Macron (Ansa)
Macron illustra in parlamento alle forze politiche francesi il piano da attuare in Ucraina una volta concluso l’accordo di pace. Londra ha già stanziato 200 milioni di sterline in vista dell’invio di un contingente di 7.500 militari. Mosca: vogliono la guerra.

L’ipotesi di una tregua in Ucraina sta producendo una frenetica attività diplomatica e militare, soprattutto nella coalizione dei cosiddetti «volenterosi». Messe ai margini da Washington e Mosca, sia Londra che Parigi - ma anche Bruxelles - stanno tentando in tutti i modi di recuperare credibilità e peso specifico. Con un ottimismo a tratti ingenuo, Francia e Regno Unito si sono già proiettati su un possibile «dopoguerra» che, nei fatti, è ancora tutto da costruire.

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Erdogan coi volenterosi: vuole il Mar Nero
Recep Tayyip Erdogan (Ansa)
Friedrich Merz: «Per la missione serve il consenso di Mosca». Che minaccia: «Le truppe saranno un obiettivo».

Che le truppe occidentali in Ucraina fossero aria fritta, lo si era intuito. La novità è che, a trarre vantaggio dalla messinscena dei volenterosi - con Emmanuel Macron che pontifica di autonomia strategica europea, mentre Keir Starmer, previo consenso del Parlamento, non ci metterebbe più di 7.500 soldati britannici per 60.000 chilometri quadrati di territorio da sorvegliare - potrebbe essere una potenza in tutti i sensi levantina, abituata a tenere i piedi in due scarpe e a condurre la sua partita con disinvolto cinismo: la Turchia di Recep Tayyip Erdogan.

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I volenterosi chiedono lo scudo Usa su Kiev
La coalizione dei volenterosi a Parigi il 6 gennaio 2026 (Ansa)
Nel vertice di Parigi i leader di Ue e Nato incontrano Zelensky per discutere le garanzie di sicurezza post pace. Dagli Stati Uniti «supporto in caso di attacco russo». Starmer: «Con Macron creeremo hub militari in loco». La Meloni ribadisce: «Niente truppe».

Con i negoziati sulla pace in Ucraina che non hanno segnato ancora una svolta decisiva, ieri la Coalizione dei volenterosi si è riunita a Parigi nel tentativo di dare un nuovo slancio alle garanzie di sicurezza per Kiev e definire la fumosa cornice della forza multinazionale.

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L’Europa rischia di mandare all’aria la pace
Da sinistra: Friedrich Merz, Keir Starmer, Volodymyr Zelensky ed Emmanuel Macron (Ansa)
  • Irricevibili le proposte uscite dal vertice di Berlino per Mosca, che infatti è lapidaria: «Non accetteremo truppe estere in Ucraina. Non promette bene la partecipazione dei Paesi Ue ai negoziati». Crosetto perplesso sull’ingresso di Kiev nell’Unione e nel Patto Atlantico.
  • Nato e referendum sul Donbass: la guerra poteva finire già nel 2022. Zelensky ha capito che le sue mire hanno fallito. Ora però inizi a non ascoltare più l’Ue.

Lo speciale contiene due articoli.

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