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L’Europarlamento boccia la Salis. Occupare case non diventerà legale
Ilaria Salis (al centro) con il gruppo The Left all'Europarlamento
Spaziani Testa (Confedilizia): «Chiedevano di sopprimere il diritto di proprietà».

ll Parlamento europeo riunito ieri in plenaria a Strasburgo ha approvato la relazione di Francisco Borja Gimenez Larraz (Ppe) sulla crisi degli alloggi nell’Ue, con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astenuti. Sono stati bocciati gli emendamenti presentati da Ilaria Salis e i colleghi del gruppo The Left, che proponevano in sostanza di non contrastare le occupazioni abusive.

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La svolta sui balneari porta affari d’oro alle multinazionali e salassa i turisti
iStock
La liberalizzazione dei lidi doveva fermare i rincari e invece ha aperto ai colossi del lusso e a chi acquista e subaffitta licenze.

«Lo chiamano libero mercato, ma è una confisca in nome dell’Europa». Fabrizio Licordari presidente di Assobalneari, la maggiore delle associazioni tra chi gestisce i lidi aderente a Confindustria, torna a suonare la carica. Sull’annosissimo tema delle concessioni non si è fatto un passo avanti «anzi se ne sono fatti molti indietro e la manifestazione organizzata a Sanremo davanti all’Ariston durante il Festival dimostra che la categoria è stanca di continui soprusi e incertezze».

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Mario Mantovani durante la sessione plenaria a Strasburgo.

Ursula e Kallas scoprono la realtà: «Regole saltate, l’Ue diventi potenza»
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (Ansa)
Alla Commissione si accorgono che i vecchi tempi «non torneranno». Ma con le «transizioni» ci hanno già messi fuori gioco. Infatti Parigi critica l’attivismo di Bruxelles. E Berlino va da sola in cerca di materie prime.

«L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà». Con i loro tempi, a Bruxelles hanno attraversato le cinque fasi del lutto. Adesso sono arrivati all’ultima: l’accettazione. Così, ieri, Ursula von der Leyen ha potuto arringare gli ambasciatori dell’Ue, invitandoli a considerare che «non possiamo più fare affidamento» sul beneamato «sistema basato sulle regole» e che occorrono nuove strategie «per difendere i nostri interessi».

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«Questa guerra non ci conviene. Adesso riapriamo alla Russia»
Gianandrea Gaiani (Imagoeconomica)
L’analista Gianandrea Gaiani: «È un conflitto per l’energia: Trump pensa ai suoi interessi, facciamolo pure noi. Basta con la sudditanza agli Usa. E con il Golfo in fiamme ci serve l’energia russa».
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