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Caro energia, l’Ue se la cava con un aiutino
Ursula von der Leyen (Ansa)
  • La Commissione vara un piano per fondi di Stato nei settori più esposti: agricoltura, pesca, trasporti, industria pesante. Ma si limita a concedere compensazioni fino al 70%. Giancarlo Giorgetti: «Imbarazzante chiedere deroga al Patto per la difesa e non per famiglie e ditte».
  • Per Bruxelles il rincaro delle fonti fossili è l’occasione per accelerare sulle rinnovabili.

Lo speciale contiene due articoli

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Sforare il 3% da soli è possibile. Evitiamo la trappola tesa da Macron
Emmanuel Macron (Ansa)
È prevista una deviazione temporanea fino a 30 miliardi, serve ok da Bruxelles. La Francia vuole «allungare» gli eurodebiti...

In queste giornate di affannato e teso confronto con la Commissione a proposito di una deroga al Patto di stabilità, per mitigare l’impatto della crisi dei prezzi energetici, si sente parlare di un «piano B» che invece dovrebbe essere il Piano «A». Entrambi i piani si riferiscono alla clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità (Psc) che però, dopo la riforma del 2024, non è più soltanto quella «generale», già applicata nel 2020 per la crisi economica causata dal lockdown, ma quella «nazionale», che è l’unica grande novità del Patto riformato.

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In Europa, le uscite calano solo in Uk. I tedeschi tirano fuori 114 miliardi di dollari.

La spesa militare mondiale continua a crescere per l’undicesimo anno di fila. E a guidare questo triste primato è l’Europa. A dirlo sono i dati dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), secondo cui gli stanziamenti per la Difesa nel mondo, nel 2025, hanno raggiunto i 2.887 miliardi di dollari, con un aumento del 2,9 per cento rispetto al 2024.

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L’Ue tira dritto: «L’unica via è il Green deal»
Dan Jorgensen, il danese commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa assieme alla vicepresidente della Commissione Teresa Ribera (Getty Images)
Arriva Accelerate Eu, il piano per affrontare la crisi energetica. Spariscono lockdown e smart working, non la vacuità della ricetta: nel breve qualche (futile) palliativo, nel medio-lungo elettrificare tutto. Jorgensen però ammette: «Non ci sono abbastanza reti».

Da un po’ non arrivava da Bruxelles un piano per dirci che cosa dobbiamo fare, ma l’attesa è finita. Dalla riunione dei commissari europei di ieri si è riversato sull’Europa quasi intera il piano Accelerate Eu, il nuovo e atteso elenco di misure che l’Unione introduce per affrontare (si fa per dire) l’ennesima crisi energetica.

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Ue masochista: fondi ai nemici cinesi per «aiutarli» a conquistare l’Africa
Getty Images
Commissione, Bei e le casse di Parigi e Berlino finanziano un progetto nei trasporti in Senegal da 320 milioni. Grazie alle sovvenzioni di Stato, il colosso di Pechino Crrc offre un prezzo fuori mercato. Europei sconfitti.

Soldi europei a un’azienda cinese per finanziare affari in Africa. Non è una barzelletta, ma l’ennesima operazione degna del miglior Tafazzi che sta andando in scena a Bruxelles provocando non poche irritazioni tra gli europarlamentari che proprio in queste settimane si sono trovati a discutere della necessità di restituire priorità alla filiera industriale del Vecchio continente. Meno male.

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