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La Cina ferma le esportazioni di carburante e fertilizzanti. Un’altra legnata per l’Europa
Petroliera cinese (Getty Images)
Xi Jinping ordina ai produttori di soddisfare il mercato interno, con pesanti effetti su Australia e Vietnam. Il Dragone è il secondo fornitore di concimi dopo Mosca: per noi sono guai.

La crisi nel Golfo Persico ha aperto un secondo fronte che riguarda direttamente le forniture globali di materie prime e prodotti agricoli. Mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato, la Cina ha avviato restrizioni alle esportazioni di prodotti raffinati e fertilizzanti, privilegiando il mercato interno. Le conseguenze dei blocchi dell’export cinese si stanno già facendo sentire in Asia e in Australia, e potrebbero presto toccare anche l’Europa.

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Sì ai rimpatri, l’Ue sceglie il modello Albania
(Getty Images)
La maggioranza di Giorgia Meloni seppellisce la maggioranza Ursula: Ppe, Ecr e Patrioti (ma anche i socialisti danesi e maltesi) votano le nuove norme. Approvato il sistema introdotto dall’Italia con gli hub dislocati in Paesi terzi. Sinistre su tutte le furie.

La maggioranza Giorgia da eccezione diventa una regola seppellendo, forse definitivamente, la coalizione Ursula. In Europa passa la linea Meloni sulle politiche dei rimpatri. Con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti il Parlamento europeo ha dato il via libera all’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri con una maggioranza composta da Ppe, Ecr, Patrioti e le altre destre. Voto contrario di S&D, Verdi, Sinistra e gran parte di Renew.

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia dopo il via libera dell'Eurocamera alla fase negoziale con il Consiglio Ue per definire un nuovo quadro giuridico sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione.

Lo ha dichiarato l'eurodeputato della Lega durante un punto stampa al Parlamento europeo a Bruxelles.

Agnelli: «Niente alluminio dal Golfo. E con il caro energia rischiamo rincari del 50%»
Paolo Agnelli (Imagoeconomica)
L’imprenditore Paolo Agnelli: «Import a zero pure dall’India. L’unica via sarà delocalizzare, produrlo qui è proibitivo. Già si vedono gli effetti sui beni finiti, ma l’Ue dorme».

«È una crisi energetica annunciata. Non mi si venga a dire che l’emergenza ci è piovuta sulla testa, cogliendoci di sorpresa. Non mi riferisco certo al conflitto, chi poteva prevederlo, ma alle conseguenze che uno choc del gas e del petrolio potevano provocare per Paesi fortemente dipendenti dall’estero negli approvvigionamenti, come il nostro.

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