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Oltre Trump si staglia l’incubo di vincoli Ue e volenterosi. E ora rispunta la «Nato europea». Cioè a trazione tedesca (o di Kiev?).

Diciamoci la verità: l’attacco personale è il primo favore politico che Donald Trump fa a Giorgia Meloni da quando è arrivato alla Casa Bianca. Per quasi un anno e mezzo, la presidente del Consiglio ha dovuto difendersi dall’accusa di essere subalterna all’uomo che prima ha messo a repentaglio le nostre esportazioni con i dazi, poi ha maltrattato gli alleati storici, ha minacciato l’indipendenza della Groenlandia e, infine, ha trascinato il mondo sull’orlo della peggior crisi energetica dagli anni Settanta. La prospettiva di una rottura con l’America, però, non è una buona notizia.

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Libertà di spesa e basta Green deal se l’Italia entrasse negli States
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  • L’editoriale del direttore di ieri prendeva le mosse da una provocazione: meglio farci annettere dall’America che morire di Ue. Addio euro, col dollaro non chiederemmo il permesso a nessuno. Così cambierebbe la vita.
  • Governo tedesco disunito nella risposta alle nuove tasse minacciate dalla Casa Bianca.

Lo speciale contiene due articoli

A un certo punto la realtà si mescola con la fantasia rendendo possibile qualsiasi ipotesi. Anche la più ardita. Anche la più impensabile. Anche quella che, fino a ieri, si sarebbe liquidata con un’alzata di sopracciglio e un «ma per favore». Ecco, quel momento per l’Italia è adesso. E l’ipotesi è semplice, lineare, quasi banale nella sua audacia: uscire dall’Unione europea e diventare la stella numero 51 della bandiera americana. Quella in alto: la più luminosa. Calma. Nessuna invasione, nessuna portaerei al largo di Civitavecchia con gli F-35 che scaldano i motori. Nessun cowboy che porta il cavallo a bere nelle fontane di San Pietro (come un tempo avrebbero potuto fare i cosacchi). Solo una domanda, maliziosa quanto basta: ma siamo proprio sicuri che sarebbe una cattiva idea?

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Sinistra bipolare sul governo filoamericano
Donald Trump e Giorgia Meloni (Ansa)
Opposizioni e stampa rinfacciavano a Giorgia Meloni l’atlantismo di maniera, poi fratture con la Lega «putiniana», infine l’essere troppo vicina a Joe Biden per poter piacere a Donald Trump. Ma ora che l’esecutivo è tutto pro Washington, di colpo pretendono un’altra Sigonella.
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L’asse Roma-Washington riparte da Starlink
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (Ansa)
Il premier Giorgia Meloni si complimenta con l’«amico Elon» e sente al telefono il neopresidente Donald Trump per ribadire l’allineamento sui principali dossier. Matteo Salvini spegne la polemica sui possibili dazi. Mentre Guido Crosetto apre alla tecnologia di Musk sui satelliti.
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«Gli Usa spediranno i migranti clandestini del Venezuela in Italia»
Giorgia Meloni e Joe Biden (Ansa)
Roma smentisce la notizia riportata da Cbs: «Accordo bilaterale, i profughi della Libia andranno in America».
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