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Roma senza gli Usa rischia di essere sola dentro l’europantano

Oltre Trump si staglia l’incubo di vincoli Ue e volenterosi. E ora rispunta la «Nato europea». Cioè a trazione tedesca (o di Kiev?).

Diciamoci la verità: l’attacco personale è il primo favore politico che Donald Trump fa a Giorgia Meloni da quando è arrivato alla Casa Bianca. Per quasi un anno e mezzo, la presidente del Consiglio ha dovuto difendersi dall’accusa di essere subalterna all’uomo che prima ha messo a repentaglio le nostre esportazioni con i dazi, poi ha maltrattato gli alleati storici, ha minacciato l’indipendenza della Groenlandia e, infine, ha trascinato il mondo sull’orlo della peggior crisi energetica dagli anni Settanta. La prospettiva di una rottura con l’America, però, non è una buona notizia.

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Missili tra Iran e Israele: tregua in pericolo
Ansa
  • Avvertimento della Repubblica islamica dopo gli incessanti raid a Beirut. Lo Stato ebraico snobba gli appelli alla prudenza della Casa Bianca e colpisce un complesso petrolchimico: «Per ora cessiamo il fuoco, ma restiamo pronti a difenderci...».
  • L’allarme delle Agenzie mondiali: rischio di scorte strategiche di greggio al minimo entro luglio.

Lo speciale contiene due articoli

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Intesa offre 30,6 miliardi per Mps: «Nasce la seconda banca europea»
Carlo Messina (Ansa)
  • Messina lancia una Opas sull’istituto guidato da Lovaglio, puntando a valorizzare Mediobanca e la quota strategica in Generali. E riguardo la tassa sugli extraprofitti dice: «Non si torni ogni anno su questo tema».
  • Mef informato, ma «nessuno ha parlato con la Meloni». Il Monte: da Ca’ de Sass e Bpm proposte non sollecitate, le valuteremo.
  • Cimbri: «In campo per vincere, faremo un gruppo da 2 miliardi di utili. Da Castagna una lettera di un innamorato...»

Lo speciale contiene tre articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 9 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 9 giugno con Carlo Cambi

Dopo il primo turno, col trionfo non scontato a Venezia, il centrodestra la spunta a Lecco, Vigevano, Arezzo e Macerata. Il campo largo si consola con Chieti, Agrigento, Trani. Meloni: «Confermata la nostra forza». Tajani: «Battiamo il partito della patrimoniale».

Per usare un’espressione cara a Elly Schlein, segretaria pd, anche stavolta il campo largo non si è visto arrivare; nel senso che non è pervenuto. La partita dei ballottaggi di questa domenica e lunedì finisce in pareggio: tre a tre com’era iniziata. Il centrodestra, però, dopo la non scontata vittoria al primo turno a Venezia, ha qualche motivo di soddisfazione che manca alla coalizione sinistro-stellata.

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