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Parigi: 6.000 soldati a Kiev dopo la tregua
Emmanuel Macron (Ansa)
Macron illustra in parlamento alle forze politiche francesi il piano da attuare in Ucraina una volta concluso l’accordo di pace. Londra ha già stanziato 200 milioni di sterline in vista dell’invio di un contingente di 7.500 militari. Mosca: vogliono la guerra.

L’ipotesi di una tregua in Ucraina sta producendo una frenetica attività diplomatica e militare, soprattutto nella coalizione dei cosiddetti «volenterosi». Messe ai margini da Washington e Mosca, sia Londra che Parigi - ma anche Bruxelles - stanno tentando in tutti i modi di recuperare credibilità e peso specifico. Con un ottimismo a tratti ingenuo, Francia e Regno Unito si sono già proiettati su un possibile «dopoguerra» che, nei fatti, è ancora tutto da costruire.

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I giochi sporchi di Macron sulla guerra
Emmanuel Macron (Getty Images)

Il presidente francese pur di indebolire l’Italia derubrica a «fake news» l’ipotesi di invio di truppe. Peccato che smentisca sé stesso e il ministro inglese, che proprio mentre il galletto parlava ha ribadito la possibilità di spedire soldati in Ucraina.

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Meloni: «Dall’Italia niente truppe»
Giorgia Meloni al suo arrivo a Tirana (Ansa)
Al summit della Cpe a Tirana, il premier loda la resistenza ma boccia l’idea dei militari al fronte. Crosetto con gli omologhi nella Capitale: «Costruire un’Europa della Difesa».
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Donald Trump e Volodymyr Zelensky durante l'incontro alla Casa Bianca (Getty Images)
  • Non si placa la tensione dopo lo scontro nello Studio ovale. Il presidente ucraino definisce «molto, molto lontana» la fine della guerra, e scatena quello Usa: «Non poteva dire cose peggiori, l’America non è disposta a tollerarle a lungo. Come ho detto, non vuole accordi».
  • Per permettere il riarmo, la Ue sta pensando di introdurre eccezioni al Patto di stabilità.

Lo speciale contiene due articoli.

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Stop Meloni: no all’uso di nostre truppe
Giorgia Meloni e Keir Starmer (Ansa)
Il premier vede Keir Starmer: accordo sulla lotta all’immigrazione clandestina e cooperazione sulla difesa con Londra e Tokyo. Poi il muro sull’invio di soldati: «Ragioniamo sull’art. 5 senza Kiev nella Nato».
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Le Firme

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