Pochi trattori a Roma. Il problema rimane: svegliare Bruxelles
Ieri due manifestazioni nella Capitale e cortei sparsi in Italia. C’è chi invoca Mattarella. Ma il 26 l’appuntamento è in Europa.
Ieri due manifestazioni nella Capitale e cortei sparsi in Italia. C’è chi invoca Mattarella. Ma il 26 l’appuntamento è in Europa.
In arrivo emendamenti del governo per esentare dall’imposta i redditi sotto i 10.000 euro (il 90% delle aziende) e sospendere per sei mesi l’obbligo delle polizze. Giovedì 15 nuovo presidio degli agricoltori al Circo Massimo.
All’inizio Pd, Verdi, M5s e i giornali d’area hanno criticato i «villani»: «Questi egoisti si devono adeguare alla transizione ecologica, altrimenti il conto lo pagheremo tutti». Adesso provano a strumentalizzarli, sperando che uno schizzo di fango colpisca Giorgia Meloni.
In America non si registrano grosse rimostranze. Questo perché, a differenza dell’Ue, lì il comparto è corteggiato da repubblicani e democratici. Anche se le promesse green mettono in difficoltà la sinistra.La protesta esplode anche in Polonia. Solidarnosc: «Bloccheremo i valichi…
Più di 1.300 mezzi invadono la Capitale belga contro il delirio green. I manifestanti abbattono una statua e si scontrano con la polizia. In Francia Gabriel Attal si piega alla piazza. Ma la tensione sale anche in Lombardia.
Bruxelles messa a ferro e fuoco non è un bello spettacolo. Però è difficile non condividere l’esasperazione dei contadini, alle prese con un insieme di regole tanto ideologiche quanto insensate che stanno uccidendo la nostra agricoltura.
La protesta dei trattori ha raggiunto la capitale belga. La Commissione rinvia la regola delle quote di campi a riposo per avere fondi europei. Ancora blocchi e presidi in Italia.
Discorso programmatico del neopremier in Parlamento: «Meno Ue significa meno potenza per la Francia». Anche il presidente invita a non «dare tutte le colpe a Bruxelles». La rabbia degli agricoltori, intanto, si allarga.
I morti in Francia sono 2: altri blocchi, pure Parigi è a rischio. Rinfacciata al presidente la vicinanza all’ex Wwf. Un centinaio di coltivatori riunito davanti all’Europarlamento.
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