starmer

{{ subpage.title }}

«Non durerà senza il consenso americano»
Donald Trump (Ansa)
Trump ricorda agli ayatollah che gli Stati Uniti «stanno vincendo» e che il loro futuro capo deve avere l’ok della Casa Bianca: «Altrimenti tra cinque anni rifaremo lo stesso...». Oggi Macron a Cipro. Starmer apre al tycoon sull’uso delle basi britanniche.

A dettare l’agenda della guerra è Donald Trump con i leader europei che paiono comparse sbiadite e che cercano in qualche modo di apparire (Emmanuel Macron è maestro in questo) mentre Israele, a cui è demandato il lavoro sporco, s’incarica d’inverare le posizioni del presidente americano che vuole chiudere in fretta la pratica Iran.

Continua a leggereRiduci
Trump elogia il premier e la sinistra dà di matto
Giorgia Meloni e Donald Trump a Sharm el Sheikh nell'ottobre 2025 (Ansa)

«Che barba, che noia; che barba, che noia». A sentire certe argomentazioni del Pd viene proprio in mente il celebre siparietto fra Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, con lei a scalciare sotto le coperte e lui a leggere il giornale mentre sono a letto. Non passa giorno senza che qualche esponente del Partito democratico si alzi e reclami un chiarimento da parte del presidente del Consiglio.

Continua a leggereRiduci
Starmer fa il finto bullo con gli Stati Uniti
Pedro Sànchez e Keir Starmer (Ansa)
Prima il premier britannico condanna l’intervento di Trump in Iran («L’Iraq insegna»), poi cede le basi ai bombardieri americani. Lo spagnolo Sánchez, invece, continua a negare ogni tipo di sostegno: «Le ritorsioni non ci renderanno complici di questa guerra».

La frattura tra Washington e Londra è ormai sfociata in uno scontro politico aperto. Dopo le dure accuse lanciate nei giorni scorsi da Donald Trump, ieri il premier britannico Keir Starmer ha risposto al tycoon per le rime, rivendicando la scelta di Londra di non partecipare agli attacchi contro Teheran.

Continua a leggereRiduci
Merz «benedice» la guerra di Trump: «Giusto rimuovere il regime islamista»
Friedrich Merz e Donald Trump alla Casa Bianca (Ansa)
  • Il presidente Usa loda la Germania. Bordate alla Spagna dal cancelliere: «Rispetti gli impegni di spesa nella Nato».
  • L’accusa di Trump a Starmer: «Ci ha messo tre giorni per lasciarci atterrare nelle sue piattaforme. Non è certo Churchill». Il laburista è ostaggio degli elettori musulmani.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
La socia di Epstein: «Grazia o non parlo». Intorno a Starmer dimissioni a catena
Keir Starmer (Ansa)
Audita al Congresso, Maxwell si rifiuta di rispondere ai deputati Reali britannici «molto preoccupati»: collaboriamo con la polizia.

La desecretazione degli Epstein files ha innescato un effetto domino dentro il partito di Keir Starmer. Dopo quella di Peter Mandelson, eminente figura del New Labour britannico, nuove teste continuano a cadere una dopo l’altra. Tranne (per ora) quella del primo ministro, che secondo il suo portavoce sarebbe «concentrato sul lavoro» e non intenderebbe dimettersi, benché siano sempre più insistenti le voci che lo danno per spacciato. Tutto intorno è un cimitero politico: prima le dimissioni del capo dello staff Morgan McSweeney, poi, ieri, quelle di Tim Allan, direttore della comunicazione in carica da settembre (è il quarto a mollare quel ruolo da quando Starmer è premier), al servizio di Tony Blair tra il 1992 e il 1998. «Ho deciso di farmi da parte per permettere la costruzione di un nuovo team a Downing Street», ha dichiarato.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy