Banditi schwa e asterischi a scuola
Valditara vieta l’uso dei segni grafici cari all’universo Lgbt nei documenti ufficiali. Fdi: «Addio scarabocchi». Anche la Crusca gioisce: «Così si rispetta la lingua italiana».
Valditara vieta l’uso dei segni grafici cari all’universo Lgbt nei documenti ufficiali. Fdi: «Addio scarabocchi». Anche la Crusca gioisce: «Così si rispetta la lingua italiana».
Il linguaggio è la punta di un iceberg di un progetto mondiale con il gender al centro.
La macchina rieducativa dei progressisti non si ferma. Peccato che i suoi dogmi (sessi liquidi, schwa, causa trans e maternità surrogata) provochino nuove sottomissioni femminili. Poi però incolpano la «tradizione».
Gli asterischi nelle comunicazioni ufficiali evitano i riferimenti a maschile e femminile. E con un «Gentilissim*», il sindaco si è allineato al progressismo inclusivo di Elly Schlein.
Il fondatore del festival dedicato alla nostra lingua: «L’appello contro la “e” rovesciata raccoglie migliaia di adesioni trasversali. I verbali del Miur sono un grave precedente: gli atti pubblici devono restare immuni».
Petizione su Internet firmata da studiosi e uomini di cultura di varia estrazione, da Barbero a Cacciari, da Celestini a Flores d’Arcais: «Ennesima follia del politicamente corretto spacciata per anelito d’inclusività».
Il ministero dell’Istruzione pubblica gli esiti del settore concorsuale 13/B3 e sdogana la vocale, che non esiste nella lingua italiana. A Roma dovrebbero seguire l’Accademia della Crusca, invece che la dottrina Lgbti.
Il presidente dell’Accademia della Crusca: «I “buonisti” lascino stare la lingua italiana. Non oso pensare a leggi con gli “schwa”: sono così difficili da interpretare già adesso...»
Il Comune di Castelfranco introduce la «e» rovesciata alla fine delle parole negli annunci su Facebook. Sbandierando inclusività, la giunta piddina massacra l'italiano ed elimina la differenza tra uomo e donna.In un appello di 161 progressisti, tra cui l'ex presidente…
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