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Salvini punta a blindarsi al Nord. Si cerca una tregua con i bossiani
Matteo Salvini (Ansa)
Oggi il federale del gruppo delle origini, confortato dai risultati nel Lombardo-Veneto.

La Lega esce dal referendum meglio di quanto dica il dato nazionale. Di sicuro in uno stato più solido e compatto rispetto a Forza Italia e Fratelli d’Italia, che continuano a perdere pezzi. Ma si segnalano alcune tensioni interne che Matteo Salvini non può ignorare. Il No ha prevalso nel Paese e dunque la scommessa del centrodestra sulla giustizia è andata persa. Ma nelle tre regioni dove il Carroccio conserva il suo radicamento più forte - Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia - ha prevalso il Sì. È questo il dato su cui il partito prova a costruire la propria ripartenza: la Lega non sfonda in Italia, ma tiene nel suo vecchio cuore settentrionale.

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Per i funerali, la famiglia Bossi sceglie il luogo di mille raduni del Carroccio. Accolti in casa solo Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni. Poi arriva pure il Capitano. Mercoledì il ricordo a Montecitorio da parte dei gruppi politici.

I funerali di Umberto Bossi si terranno domani, alle 12, a Pontida. Saranno presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani, tutti i dirigenti della Lega, a partire da Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, e i presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.

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La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni: Umberto Bossi è morto ieri a Varese. Fondatore nel 1984 della Lega Lombarda, con l’approdo tre anni dopo al Senato della Repubblica divenne per tutti il «Senatùr».

La spinta di Salvini sui petrolieri
Matteo Salvini (Ansa)
Il vicepremier ha ricevuto i rappresentanti delle principali compagnie nazionali prima del consiglio dei ministri della serata. «Il ruolo di Giorgetti è stato decisivo».

«Obiettivo tornare sotto i 2 euro al litro e possibilmente sotto l’euro e 90». Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha iniziato una giornata che lo ha visto ricevere a Milano in prefettura i rappresentanti delle più importanti compagnie petrolifere che lavorano in Italia per chiedergli di intervenire sul rialzo dei prezzi alle pompe di benzina.

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Sanzioni e accise, governo diviso. Meloni media ma il tempo stringe
Giorgia Meloni insieme ad Antonio Tajani e Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini sposa la linea Donald Trump, Antonio Tajani quella di Bruxelles. E il premier prepara il cdm.

La speculazione sui carburanti e le sanzioni alla Russia fanno accapigliare ancora i due vicepremier. Matteo Salvini, leader della Lega, adotta una linea filotrumpiana. Il numero uno di Forza Italia più filoeuropeista. Secondo Salvini anche l’Italia dovrebbe «allentare le sanzioni»: «Gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia pure, la Cina il petrolio lo sta avendo ugualmente dall’Iran» e «chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi».

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