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Le querele delle Ong costano più delle altre
(Imagoeconomica)
Solo quando si contestano i taxi del mare la tolleranza dei giudici è bassa e la pena alta. Basti pensare ai 1.000 euro pagati da Saviano per aver dato dei «bastardi» a Meloni e Salvini. O alla Cassazione, che ha stabilito che si possono definire «parassiti» i politici.

Se si toccano le Ong arriva il conto. Se invece si insulta, anche in modo grave, un politico si trasforma in dialettica, critica, ordinario metodo. Il convoglio giudiziario della diffamazione a mezzo stampa rischia di deragliare per carico eccessivo di decisioni prese con la strumentazione del doppiopesismo. Partiamo dalla parola «pirati». In Italia «non si può dire che chi non rispetta la legge è un pirata». Un giudice del Tribunale di Milano, come ha ricostruito ieri il direttore Maurizio Belpietro, ha deciso che «è diffamazione».

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Nuovo assist dei giudici alle Ong. Assolti i sospetti «tassisti del mare»
La nave «Iuventa» (Ansa)
Prosciolti gli imputati del caso della nave Iuventa, iniziato nel 2017: non bastano intercettazioni e relazioni di polizia sui contatti intercorsi con gli scafisti e i trasbordi di migranti. Gongolano la Boldrini e la Schlein.
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