ponte messina

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Ecco i tre cavilli con cui i giudici hanno bocciato il Ponte sullo Stretto
Ansa
Pubblicate le motivazioni della decisione della Corte dei Conti di bloccare l’opera: sarebbero state violate due direttive Ue e manca il parere dell’Autorità dei trasporti. Palazzo Chigi: «Risponderemo».

Quel ponte non s’ha da fare né domani né mai. Paiono ispirati dai Bravi i giudici contabili e Don Rodrigo è il timor panico di fronte all’annuncio che il referendum sulla riforma Nordio con tutta probabilità si fa a marzo. È questo il senso che si ricava dalla lettura delle motivazioni addotte dalla Corte dei conti per spiegare la negazione del visto di legittimità con ordinanza del 29 ottobre scorso alla delibera con cui il 6 agosto il Cipess ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo stretto di Messina.

Palazzo Chigi ha accusato ricevuta e in una nota dice: «Le motivazioni saranno oggetto di attento approfondimento da parte del governo, in particolare dalle amministrazioni coinvolte che da subito sono state impegnate a verificare gli aspetti ancora dubbi. Il governo è convinto che si tratti di profili con un ampio margine di chiarimento davanti alla stessa Corte in un confronto che intende essere costruttivo e teso a garantire all’Italia una infrastruttura strategica attesa da decenni».

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Sul Ponte in campo un giudice «giallorosso»
Plastico del Ponte sullo Stretto (Imagoeconomica)
Un documento della Corte dei conti esce dal piano della legittimità e avanza valutazioni di merito su una delibera del Cipes. La toga che lo ha firmato è Valeria Franchi, un ex membro dello staff di Bellanova (e poi di Patuanelli) nel governo Conte 2.
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Landini nega la discesa in politica mentre fa politica contro il governo
Maurizio Landini (Ansa)
«Basta con il pettegolezzo sulla mia candidatura». Poi parla di Gaza, Ponte e riarmo.
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L'idea di collegare con un ponte Calabria e Sicilia è nata ben prima dell'Italia unita. Dai tempi delle guerre puniche a Carlo Magno a Ferdinando II di Borbone. Dopo una pausa dovuta al devastante terremoto di Messina del 1908, il fascismo riprese il progetto interrotto dallo scoppio della guerra. Nel 1969 il primo bando pubblico vede ben 143 progetti, compreso quello di un tunnel sottomarino. Nel 1981 nasce la «Stretto di Messina SpA», bloccata in seguito dagli esiti di Tangentopoli. Ripresa da Berlusconi, la società verrà in seguito liquidata e ripresa dall'attuale governo Meloni.

Matteo Salvini ha illustrato i lavori che inizieranno entro dicembre: «A Messina opera fondamentale che aspetta da 30 anni».
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