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La Milano «green» trascura il verde. Sfalci ridotti e parchi come giungle
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Proteste contro la politica di Beppe Sala. Un consigliere municipale sfoggia il decespugliatore.

Come mascherare la volontà di risparmiare sulla manutenzione del verde? Semplice, spacciare le erbacce incolte per una scelta green. È quanto è stato escogitato dalla verdissima giunta comunale di Milano che, alla fine di aprile 2025, aveva comunicato di aver deciso il raddoppio delle «aree a sfalcio ridotto», ovvero le zone verdi in cui l’erba «sarà mantenuta più alta» rispetto alla decenza: sono passate, infatti, da 54 a 111, «distribuite in tutti i Municipi per un totale di circa 1,8 milioni di metri quadrati sui 19 milioni gestiti direttamente dal Comune».

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Il culto green trasforma le aziende in soviet
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A Milano una ventina di imprese ha stretto un patto col Comune per instaurare i dogmi verdi anche a lavoro: auto condivise per ridurre le emissioni, meno parcheggi e a pagamento, proibito pure il fumo durante le pause. Un incubo per i dipendenti.
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Sala non falcia i prati: «Giova alla natura»
Il comico Giovanni Storti ha postato su Instagram un video in cui ridicolizza il modo di potare gli alberi da parte del Comune (Getty Images)
Palazzo Marino sospende il taglio dell’erba su 1,3 milioni di metri quadri di verde pubblico urbano «per favorire la biodiversità». Creare una giungla in città è una scusa per nascondere le rogne di bilancio e una grande notizia per zanzare, ratti e zecche.
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Nella Milano di Sala dilaga l'ecofanatismo
Corso Venezia, Milano
Nell'ambito del progetto della transizione green, la giunta guidata dall'ex commissario straordinario di Expo 2015 vuole trasformare il Quadrilatero della moda, il quartiere milanese delle attività commerciali di lusso, rendendolo inaccessibile alle auto private. Una mossa che stravolgerebbe totalmente la viabilità delle vie limitrofe, tra cui Corso Venezia.
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Tre aziende tedesche inquinano più di tutta l’Italia. Ma l’auto la tolgono agli italiani
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (Ansa)

Con la scusa di ambiente e salute, i sindaci di sinistra inaspriscono le gabelle sulle zone a traffico limitato. L’aria non migliora, i conti dei Comuni sì. E i più poveri restano a piedi.

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