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Per mediare con Putin a nome dell’Ue rispunta l’ipotesi di «nonno» Draghi
Vladimir Putin (Ansa)
A raccogliere l’appello di Giorgia Meloni e di Sergio Mattarella, affinché l’Europa si esprima con una voce unica, potrebbe essere l’ex premier: Gerhard Schröder piace troppo al Cremlino, Angela Merkel invece si è già tirata indietro.

Meno volenterosi, più Europa. Può sorprendere che la vera prospettiva multilaterale, piuttosto che la soluzione di ripiego del «fare le cose con chi ci sta» (come suggeriva Romano Prodi), venga difesa dalla sovranista Giorgia Meloni.

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Se l’Ue non vuol buttare altro tempo a parlare con Putin mandi la Merkel
Mario Draghi e Angela Merkel (Getty Images)
L’Europa pare sganciarsi l’elmetto, aprendo alle mediazioni con la Russia. I due candidati sarebbero Draghi o l’ex cancelliera. Tuttavia, l’ex Mr Bce è radioattivo per il Cremlino. Da sempre in sintonia, invece, con Angela.

Due nomi in finale nel casting del perfetto mediatore: Mario Draghi e Angela Merkel. Sono ritenuti i più indicati per rappresentare l’Unione europea nella trattativa con Vladimir Putin, con lo scopo di aprire la porta della pace in Ucraina. Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, alza il volume della radio sulla guerra («Dobbiamo continuare fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi») nei palazzi del potere di Bruxelles è in via di definizione il più surreale dei tornei con l’identikit del «pontiere» ideale.

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I «parassiti» sono i tedeschi. Trump vuole che paghino
Angela Merkel e Donald Trump (Getty Images)
Per il tycoon il vero «parassita» è chi ha accumulato un surplus esorbitante con gli Usa, grazie agli squilibri creati in Europa a nostro danno. Ecco perché sui dazi l’Italia deve negoziare separatamente.
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L’agonia dell’economia tedesca provoca più danni dei dazi americani
Olaf Scholz, cancelliere della Germania (Imagoeconomica)
In due anni bruciati quasi 6 miliardi di export verso la Germania: le sanzioni Usa possono comportare problemi, ma la vera sfida è far ripartire l’industria europea. Senza un cambio di paradigma niente ripresa.
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Il Bundestag affonda la legge sui migranti. Afd gode: «Si cambia solo se ci siamo noi»
Alice Weidel, leader di Afd (Ansa)
I franchi tiratori di Cdu e liberali sabotano la proposta di Friedrich Merz. Olaf Scholz grottesco sui sovranisti: «Hanno il ghigno malefico».
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