L’economia tedesca festeggia le spese pazze
Si impenna l’indice manifatturiero. Bruxelles autorizza Berlino a dare 5 miliardi di aiuti di Stato «green».
Si impenna l’indice manifatturiero. Bruxelles autorizza Berlino a dare 5 miliardi di aiuti di Stato «green».
In due anni bruciati quasi 6 miliardi di export verso la Germania: le sanzioni Usa possono comportare problemi, ma la vera sfida è far ripartire l’industria europea. Senza un cambio di paradigma niente ripresa.
La Bce coi tassi alti sta rovinando famiglie e aziende. Ora deve aiutare (anche) Olaf Scholz.
Berlino scivola verso la recessione, Parigi taglia 22 miliardi. Sui giornali non se ne parla: ecco perché invece ci riguarda.
Il Pil è in calo dello 0,2% rispetto allo scorso anno, mentre cresce la disoccupazione. Scendono i consumi alimentari. Per l’Italia è l’occasione per cercare l’intesa con Berlino e Parigi sulla riforma del Patto di stabilità.
Berlino ha praticamente raddoppiato il suo disavanzo commerciale, noi l’abbiamo aumentato del 35%. Il modello tutto export e input energetici a basso costo non c’è più. E ad avvantaggiarsene è l’Asia.
La guerra ha portato all’accerchiamento della Germania da parte di Usa e Inghilterra. Nel mirino un modello economico giudicato troppo indipendente. Ora pure Estonia e Ucraina si sentono libere di criticare i tedeschi.
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